Benvenuta nell’epoca dei litigi

C’era un tempo in cui vivevo nella beata illusione di aver messo al mondo un secondogenito tranquillo.

E me ne vantavo pure in giro (che si sa che vantarsi di qualcosa sui meriti dei propri figli ha l’effetto di ribaltare le cose alla velocità della luce) nonostante in molte, dalle cassiere alla pediatra cercassero di insinuare in me il ragionevole dubbio, sostenendo che i secondi arrivano tranquilli, osservano per qualche mese e poi si scatenano dopo. (Che poi, apriamo una parentesi: perché le madri devono rovinare le piccole illusioni delle altre madri? Che gusto potrà mai esserci? Dovrebbe essere perseguibile dalla legge questa cosa)

Io e le nonne lo guardavamo estasiate il piccolo e pacioso Leo nella sua sdraietta mormorando “Che bambino tranquillo”, solo mio marito lo guardava fisso negli occhi e diceva “A me, tu, non mi freghi”.

Col tempo ovviamente le mie certezze si sono incrinate sempre di più e il colpo mortale alle mie convinzioni è stato inferto con la conquista da parte di Leo della posizione eretta e dell’andatura bipede.

Inutile dire che la vittima predestinata di tutta la vivacità di Leo è il povero Lorenzo.

Quindi Lorenzo non solo ha avuto l’usurpazione del suo trono di piccolo principe, non solo ha dovuto sopportare la mamma a mezzo servizio, i nonni imbambolati per le smorfie di Leo, i complimenti dei passanti fatti al piccolo paraculo sempre sorridente, ma ora si trova a dover fronteggiare un tizio di 70 cm che passa il suo tempo a cercare il modo migliore di infastidirlo. Quella di Leo pare infatti una missione, la perizia con cui un bambino di un anno riesce a dedicarsi ai dispetti, a capire come creare il maggior danno possibile con il minimo sforzo ha infatti per me dello stupefacente.

Se per caso, e sottolineo per caso, il mio figlio più grande si mette tranquillo a giocare per conto suo, (roba che potrei persino pensare di prendere un caffè seduta, per dire) ci pensa Leonardo a togliermi tutte le fantasia. Si mette lì, gambe larghe e pancia all’infuori a studiare l’oggetto cardine del gioco per  e poi con un bliz, approfittando di un attimo di distrazione di Lorenzo, prende l’oggetto principale e scappa a gambe rigide. Seguono urla disperate del primo, rappresaglia del secondo, urla disperate del secondo.

Se Lorenzo guarda la televisione, le opzioni sono due: o Leonardo si impossessa del telecomando e cambia canale oppure inizia il lancio di oggetti verso Lorenzo (compreso il telecomando) e si ritorna alle urla di cui sopra.

Lorenzo ci mette del suo con spintarelle, buffetti, piccoli calci dati alle mie spalle ai quali Leonardo reagisce che in confronto un calciatore atterrato in area di rigore è un esempio di sobrietà.

Quindi ogni cinque minuti ne ho uno che piange. Nei cinque minuti di pausa in cui non piangono c’è sicuramente Leo che organizza un raid ai danni di Lorenzo.

Questo anche di notte, perché spesso qui si “coslippa” e se i due si trovano vicini riescono a litigare anche in evidente fase R.e.m.

E così senza nemmeno rendermene conto sono ufficialmente entrata nell’epoca dei litigi, delle zuffe e delle baruffe.

Pare che questa fase duri anni e anni, almeno così dicono le cassiere e le pediatra.

Aiuto.

 

P.S. Buon Natale a tutti voi!

Vi auguro un Natale senza Tachipirina e regali non imballati con fil di ferro e viti (e  pile incluse, possibilmente).

leo