Umberto Eco, addio professore

Un grande studioso è scomparso. Umberto Eco ci ha lasciato ma le sue opere continueranno ad essere amate solo il grande vuoto che ha lasciato nella nostra cultura faticherà a riempirsi nuovamente.

 

umberto eco

 

Questo non sarà il solito post recensione.

Lo scorso 19 febbraio è venuto a mancare  Umberto Eco.
Professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna, socio della prestigiosa Accademia dei Lincei, semiologo, filosofo e scrittore. È inutile ribadire il vuoto che ha lasciato nella nostra attuale situazione culturale. 
In un paese dove il 42% della popolazione (dai 6 anni in su) ha letto almeno un libro nel 2015 ( dati ISTAT pubblicati qui http://www.istat.it/it/archivio/178337) siamo tutti grandi tuttologi pronti a dispensare “perle” di sapere sui social network, tutti pronti a scandalizzarci per questi dati così sconfortanti, che lo sarebbero ancora di più se andassimo ad indagare la qualità di queste letture.
Il giorno della sua morte Eco ha ottenuto gli omaggi da mondo del web, e per un attimo ho pensato che in fin dei conti il suo lavoro ha lasciato un segno nella coscienza globale.
A 13 anni, grazie a mio padre che me lo regalò, lessi Il nome della rosa. All’epoca non avevo ancora tutti gli strumenti per capire i suoi contenuti ma ne rimasi comunque rapita. Da allora il mio amore e la mia stima per quest’uomo è stata un crescendo.
Tra tutte le sue opere quelle che ho amato di più sono due: Baudolino e il saggio Storia della Bruttezza.
Baudolino è andato ad incastrarsi nelle mie corde profonde con la sua irriverenza e  furfanteria.
Un romanzo ambientato nel Basso Medioevo per raccontare attraverso le incredibili avventure di Baudolino, storie e leggende nate in quel periodo prosperate e perpetrate fino ai nostri tempi.
Un capolavoro da gustare fino in fondo per innamorarsi perdutamente di quel grande intelletto che lo ha creato.
Storia della Bruttezza invece è un saggio raffinato che attraverso immagini e parole ripercorre nel tempo la storia del “brutto” oscurato da sempre dai canoni estetici che esaltavano la bellezza in ogni campo artistico.
E ora quest’uomo ci ha lasciato ed io mi sento un po’ orfana perché mi guardo in giro e non riesco a scorgere nessuno in Italia di pari talento, mentre all’estero per fortuna sopravvivono altre grandi menti eccelse (Salman Rushdie, Don DeLillo, Amos Oz e Orhan Pamuk per fortuna sono ancora con noi).
Cosa ci sarà dopo di lui?
Fabio Volo?
Guardo la classifica dei libri più venduti di febbraio.
Accanto a Pape Satàn Aleppe c’è il nuovo libro della Gamberale.
Ecco, questa è l’Italia.
Addio professore, grazie per aver condiviso con noi il suo sapere.
Mi mancherà