Il peso dei numeri

Come sono suddivise le mansioni lavorative in Australia? Maschi e femmine sono sullo stesso piano? Ce ne parla la nostra @AnUpsideDownMum

Analizzando alcuni dati statistici pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics e dal Workplace Gender Equality Agency risulta che l’Australia, sebbene sia per moltissimi aspetti un Paese moderno ed emancipato, dal punto di vista del mercato del lavoro e’ ancora una Nazione in cui gli uomini continuano a detenere notevoli vantaggi, come del resto accade anche in altre parti del Mondo.
Quello che vi propongo di seguito e’ stato ribattezzato “Australia’s Triangle of Shame” (“Triangolo della Vergogna”). E’ facile comprendere il perché. Le posizioni dirigenziali e manageriali sono ancora nelle mani degli uomini e per una donna e’ un’impresa molto difficile raggiungere tali vertici.

pic equality

Fonte: Proportion of women by management category in 2014-15. Picture: Workplace Gender Equality Agency

 

A tutto ciò si aggiunge che :

  • 24% e’ la differenza media salariale tra uomo e donna
  • 14.8% e’ la percentuale delle donne che nel 2012 ha subito molestie sessuali da parte di un uomo identificate per la maggior parte come “commenti inappropriati”.

Leggendo questi dati e’ evidente che anche in Australia la strada per l’uguaglianza in campo lavorativo e’ ancora lunga. E’ comunque doveroso sottolineare che, per conciliare famiglia ed educazione dei figli, molte donne, potendoselo ancora permettere, scelgono di non lavorare (28%); mentre altre optano per carriere meno prestigiose, potendo comunque contare su una vasta e soddisfacente gamma di opportunità professionali part-time.

Purtroppo il cambiamento trova ostacoli anche dal punto di vista politico.

Nel “Parliament of New South Wales”, per esempio, su 42 rappresentanti solo 10 sono donne.
Nel “Australian Parliament” o “Federal Parliament” da settembre 2015, su 150 membri della “House of Representatives” 40 sono donne e solo 29 su 76 Senatori.

Julia Gillard, e’ stata la prima, ed al momento unica donna, a diventare Primo Ministro Australiano dal 2010 al 2013.
La Gillard, donna, non sposata e senza figli, durante la sua reggenza ha dovuto affrontare notevoli “battaglie sessiste” nei confronti dei media e dei suoi avversari politici. E’ stata criticata, offesa ed etichettata nel peggiore dei modi. Un trattamento irrispettoso che non e’ mai stato rivolto a nessun corrispondente Primo Ministro uomo.

(Alcuni link in italiano ed in inglese se volete saperne di più:

http://www.newstatesman.com/blogs/alex-hern/2012/10/julia-gillard-tells-opposition-leader-calling-me-bitch-shows-youre-misogynis ;

http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-lezione-di-julia-lanti-misoginiae-il-nuovo-politically-correct/).

Ci sono numerose storie di successo, di donne che in Australia hanno fatto e stanno facendo la differenza. Ma assieme a queste , ci sono anche le vite e le storie semplici, di donne comuni, giovani e meno giovani. Donne con il loro passato, presente e futuro. Donne che ogni giorno si destreggiano tra studio, lavoro, compagni/e, famiglia, figli, problemi, bollette da pagare e sogni da realizzare.

Penso comunque che, oltre ai numeri del mercato del lavoro e delle poltrone della politica australiana e mondiale, ci sono anche altri i numeri che devono cambiare su questo Pianeta.

Numeri importanti, difficili e sconcertanti.
Numeri che qualora diminuissero potrebbero elevare all’ennesima potenza il livello di rispetto, di dignità e di liberta’ di moltissime donne e bambine nel Mondo.

Questi sono solo alcuni dei numeri che dovrebbero diminuire e utopicamente tendere a zero :

  • 120 milioni di donne nel Mondo con meno di 20 anni di eta’ sono state vittime di abusi sessuali o stupri
  • 1 su 3 donne nel Mondo ha subito una violenza fisica o psicologica
  • 37.000 sono le bambine che ogni giorno sono costrette a sposare uomini molto più grandi di loro subendo violenze e perdendo per sempre la loro infanzia
  • dai 2 ai 4 milioni sono le “schiave del sesso”
  • dai 9 bilioni di dollari ai 31.6 bilioni di dollari e’ il profitto che nel Mondo deriva della tratta di esseri umani i 2/3 della quale e’ composta da donne e bambine

Finche’ questi numeri non diminuiranno e’ per me davvero difficile parlare di parità dei sessi.

xoxo
Elisa