4 curiosità su adolescenti e genitori svedesi

Vivere a lungo a casa dei genitori

Durante i difficili anni dell’ adolescenza i genitori vedono comunque la luce in fondo al tunnel. A 18-19 anni, se non prima, il figlio se ne va a vivere fuori casa. Di solito questo avviene insieme al fatto che si inizia l’università. Anche se l’università è nella stessa città, di solito non si rimane a casa con i genitori. Si cerca un proprio appartamento o una stanza nelle “case dello studente”.

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Come si finanzia allora questa bellissima iniziativa? Lo stato svedese concede, ad ogni studente ammesso all’università, un prestito mensile perchè possa finanziarsi gli studi. Si tratta di circa 650 euro mensili: una parte è a fondo perduto e l’altra si puòripagare con l’inizio del primo impiego e fino alla pensione. Gli interessi sono molto bassi ed è un prestito molto vantaggioso. L’università è gratuita ma si pagano i libri. Si cerca sempre un lavoretto pomeridiano da fare nei weekend per fare quadrare i conti.

Il divertimento

Quando si esce insieme agli amici, di solito si va alle feste private a casa di qualcuno o in discoteca in città. Alla festa privata si va in compagnia degli amici portando con sè da bere. L’organizzatore della festa di solito serve qualche stuzzichino o le patatine, mentre ogni partecipante arriva il con proprio sacchetto con delle birre o del cidro di gusti diversi. Certamente si può offrire una birra a qualcuno, ma di solito ognuno beve quello che ha portato.

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Purtroppo si inizia sempre più presto con queste feste e quindi a 14-15 anni avranno già provato bevande alcoliche da un pezzo.

La paghetta e la scuola

In Svezia lo Stato dà il “bonus figlio” ad ogni famiglia dalla nascita fino ai 16 anni del bambino. La cifra per un bambino è intorno ai 100 euro mensili. C’è però un sistema per calcolare il bonus figlio come potete vedere nella foto qua accanto: più figli hai piùbonus ricevi.

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Quando invece il figlio inizia ad andare al liceo, lo Stato cambia il nome a questo bonus: la somma rimane invariata mentre il nome cambia e diventa “bonus studio”. Dai 16 anni in poi questo bonus è legato alla frequenza dell’adolescente al liceo: se salta troppe lezioni il bonus viene ritirato. Anche questo è un modo per insegnare la responsabilità verso lo studio. Quindi non dipende dal genitore ma diventa un rapporto tra l’adolescente e lo Stato svedese.

Il comportamento

Visto che si va via di casa presto, i genitori svedesi credono molto nel fatto di insegnare tutte le faccende domestiche già da adolescenti ai propri figli.

C’è una specie di orgoglio , da parte dei giovani, nel fatto di poter fare tutto da soli senza dover chiedere aiuto.

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Nelle scuole superiori c’è un corso obbligatorio di conoscenze domestiche: femmine e maschi ugualmente dovranno imparare a fare la lavatrice, cucinare i piatti basilari, e pulire la casa nel modo veloce e efficiente. Quindi in riferimento anche a questo corso si fa molta pratica in casa. Non esiste di portare i panni sporchi a casa della mamma. Anche perché non li farebbe da una certa età in su.

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Con tutta la libertà e l’indipendenza ci sono però anche degli svantaggi: gli adolescenti, carichi dei loro ormoni, si sentono anche liberi di potersi esprimere liberamente con i propri genitori. Per esempio non ho mai sentito i ragazzi italiani dare dei “nomi” ai propri genitori e sbattere loro la porta in faccia come procedura normale giornaliera. Sicuramente neanche tutti gli svedesi lo fanno, ma tra i miei amici svedesi si vedeva molto spesso un comportamento diretto e offensivo durante la adolescenza.