Il richiamo della palude

Un giorno una coppia trova il piccolo Boris in una palude. Desiderando un figlio e non potendo diventare genitori, decidono di adottarlo e di crescere insieme. Gli anni passano felici e sereni, fino a quando Boris, non decide di tornare alle origini per ritrovare sé stesso. Solo allora capirà che per volersi bene ed essere una famiglia non è necessario per forza assomigliarsi.

Il richiamo della palude è un albo meraviglioso, sia per la storia che per le mirabili illustrazioni.
Era da un po’ che non leggevo e non sfogliavo un albo illustrato così intenso. Ho regalato questo libro alla mia bimba in occasione del compleanno, nello scartare il pacchetto ne è stata molto entusiasta e mi ha pregato di leggerlo insieme. Il caso ha voluto che non abbiamo fatto in tempo e lei è uscita per una commissione.

Rimasta sola, ho iniziato a leggerlo e…un tonfo al cuore, sapevo che parlava di affetti, di diversità e di adozione ma, non immaginavo lo facesse in modo così diretto. Quante lacrime sono scese andando avanti nel racconto, quante riflessioni, quanto male al cuore.

Il racconto si apre così:

Quando i suoi genitori lo trovarono erano senza figli e ormai disperavano di averne.

In queste prime parole è concentrata l’intensità della vita di questi due genitori, la difficoltà dell’adozione, il desiderio di avere un figlio da amare, non importa se diverso da loro.

Improvvisamente Boris si chiese come sarebbe stato se fosse rimasto nella palude.

La ricerca delle proprie origini è forte, tanto da abbandonare coloro che gli hanno messo un tetto sulla testa e donato tanto amore, ma Boris (trovato nella palude) non si dà tregua, i suoi pensieri, le sue domande non gli danno respiro.

L’odore della palude si fa sempre più intenso, fino a quando non fa in modo che Boris si allontani dai genitori adottivi, immerge i piedi nell’acquitrino e pensa che il suo destino sia quello di stare con i suoi simili. Sente di stare bene fino a quando, un bel giorno scopre dei messaggi in bottiglia sul fondo della palude. I messaggi sono dei genitori che non lo hanno mai dimenticato ma neppure costretto a tornare da loro. La grandezza dell’amore di questi genitori adottivi vi squarcerà il cuore.

A quel punto l’odore di casa si fa sempre più forte…una nostalgia che gli ricorda i momenti felici.

Quanto uguali devono essere le persone per volersi bene? Forse le diversità automaticamente si annullano quando vogliamo e siamo voluti bene?

Solo dopo averlo letto prima da sola, ho potuto leggerlo a mia figlia, alla quale è piaciuto tanto e per la quale la diversità non esiste, ciò che conta è che ci sia un papà, una mamma e un bambino…a lei questo è bastato.

 

Titolo del libro: Il richiamo della palude

Autore: Davide Calì

Illustratore: Marco Somà

Editore: Kite

Target: dai 5 anni

Ci piace perché: è un albo molto ben scritto e ben illustrato che tocca le corde del cuore.

Lo consigliamo perché: tratta un tema molto delicato come quello dell’adozione e lo fa in modo diretto e soave allo stesso tempo.

La frase che ci ha colpito: “Se tu sei felice dove sei, siamo felici anche noi”.