Aiutiamo a crescere i nostri bambini

I bambini sono sempre stati il mio mondo, a volte un mondo in cui mi sono rifugiata, altre volte un mondo da cui ho tratto molti insegnamenti per vivere meglio, ma alla fine sempre un mondo affascinante. Il mestiere di insegnante di scuola elementare, che ho svolto per quasi vent’anni mi ha permesso di approfondire molte tematiche riguardo all’universo infantile, arricchendomi non solo come figura professionale, ma soprattutto come mamma, sorella, amica, insomma come persona.

Quando hai a che fare con un gruppo di bambini, in questo caso una classe, ognuno diverso dall’altro, ognuno con la sua storia familiare, con la sua personalità e le sue caratteristiche, i suoi tempi e le sue modalità di relazione, i suoi sogni e le sue emozioni, cominci a chiederti come poter mettere insieme tutte queste diversità per riuscire a raggiungere l’obiettivo finale dell’apprendimento. Di certo non è un compito facile poiché si rischia di confondere appunto la finalità dell’insegnamento, che non è certo quella di portare tutti i bambini al medesimo obiettivo, cioè all’acquisizione delle capacità fissate dai programmi ministeriali; ma piuttosto quella di assicurare ad ognuno un percorso di crescita, incentrato sulle caratteristiche personali già presenti, tenendosi così lontani dal rischio dell’omologazione e dell’ammaestramento in luogo dell’educazione. Educare infatti significa letteralmente “portare fuori”;va da sé dunque che se voglio portare fuori qualcosa, dovrò anzitutto conoscere quello che c’è “dentro”.

Ma come ? Sembrerebbe un compito assai arduo…Io invece trovo che sia una magnifica opportunità! La prima cosa da fare è semplicemente osservare e, vi assicuro che non c’è niente di più bello che osservare i bambini mentre giocano fra loro…provate ! Osservandoli a loro insaputa si riesce a scoprire molto del loro mondo interiore ed è questo il modo migliore di conoscerli davvero: nel gioco i bambini esprimono ciò che sono e ciò che vorrebbero essere e lo fanno molto seriamente, immergendosi con tutto se stessi. Ricordo un’alunna, per esempio, che era bravissima a inventarsi storie e osservandola mentre giocava, mi ero accorta che le piaceva molto fare giochi di ruolo in cui lei si inventava personaggi e situazioni e le altre bambine le mettevano in scena dando vita a rappresentazioni fantastiche. Essendo insegnante di lingua italiana, ho cercato quindi di trasferire anche sul piano didattico questa sua qualità, dandole ruoli di scrittrice o di sceneggiatrice quando si svolgevano attività di laboratorio creative. Insomma ogni scusa è buona per imparare divertendosi, ecco perchè ho sempre considerato il momento dell’intervallo un momento preziosissimo e confesso che molte volte mi sono letteralmente ritrovata a “spiarli”.

Osservando con attenzione i nostri bambini, abbiamo davvero la possibilità di capire chi sono, che bisogni hanno, come si percepiscono, solo così possiamo “portare fuori”, cioè valorizzare le loro caratteristiche personali e renderli di conseguenza, individui liberi e felici.

L’osservazione da sola però non è sufficiente se non è seguita dal rispetto per ciò che osservo e dal mettersi in gioco a propria volta. Il bambino infatti impara dentro una relazione significativa con l’adulto che lo rispetta ed è interessato a lui. Se ciò non accade, non si sentirà accolto e accettato nella sua individualità, per cui tenderà ad annullarsi o svalutarsi uniformandosi a ciò che gli altri si aspettano da lui e così si annoierà e vivrà la scuola con pesantezza. Soprattutto se si tratta di un bambino “fragile” o “timido”, dovremo essere noi a cercare di entrare nel suo mondo, non certo pretendere che lui entri nel nostro. Ci sono molti modi per farlo, ognuno cercherà quelli che più gli corrispondono, ma occorre sempre dare spazio al “fare creativo” poiché i bambini si esprimono meglio con l’emisfero destro del cervello, cioè quello legato alle emozioni e alla creatività. Proponiamo quindi, spesso attività manipolative, esplorazioni dell’ambiente, attività con la musica e l’arte in generale, insomma divertiamoci con loro e scopriremo che crescere insieme è il modo migliore di educare.

Emilia Franco