La pediatra risponde: l’allattamento

allattamentopedALLATTAMENTO AL SENO E ALLATTAMENTO CON LATTE FORMULATO

Così come per tutti i mammiferi anche per il cucciolo d’uomo l’alimento preferenziale dalla nascita è rappresentato dal latte materno. Il corpo della donna è finalizzato all’allattamento, come lo è alla procreazione. Il seno materno durante la gravidanza infatti si modifica per prepararsi all’allattamento e al momento del parto la prolattina, l’ormone principalmente coinvolto in questo perfetto meccanismo, è ai suoi massimi valori e sovraintende alla montata lattea, cioè alla produzione del latte. L’incremento dei valori di prolattina è dato sia dall’elevata quantità di estrogeni durante tutta la gravidanza che, dopo il parto, da una serie di fenomeni in cui sono coinvolti ormoni, trasmettitori nervosi e un fattore meccanico importantissimo che è costituito dalla suzione del neonato attaccato al seno.

Il latte materno

Il latte materno rappresenta l’alimento più adeguato che un bambino possa assumere durante il suo primo anno di vita e anche successivamente. Tutti i suoi costituenti sono utili e necessari alla crescita dell’organismo del bambino. Ma, soprattutto, molte delle caratteristiche del latte materno lo rendono unico ed inimitabile. È infatti ricco di anticorpi che proteggono il bimbo dalle infezioni, soprattutto quelle respiratorie e gastrointestinali, presenta un rapporto tra i principi nutrienti tale da renderlo molto digeribile, tollerabile ed allo stesso tempo protettivo nei confronti dell’obesità futura e delle malattie allergiche. È economico e sempre disponibile. Inoltre, l’allattamento al seno crea un legame molto stretto tra il bimbo e la sua mamma, di fiducia reciproca e di grande sintonia.

Dopo il parto

Ogni mamma dovrebbe essere aiutata e supportata, dal personale dell’ospedale prima e dalla famiglia poi, nei giorni dopo il parto, affinché l’allattamento al seno si avvii naturalmente e con serenità. Il neonato va attaccato al seno prima possibile e a richiesta, cioè ogni volta che piange, ed è sconsigliato l’utilizzo di succhiotti nei primi 15-20 giorni di vita, perché la suzione del ciuccio ridurrebbe la suzione del seno materno. Nelle prime ore dopo il parto, il neonato allattato al seno inizia a nutrirsi di colostro, cioè di quel liquido giallastro che viene per primo prodotto dal seno materno ed è molto nutriente; al colostro fa seguito il latte di transizione e poi il latte maturo. Questi passaggi avvengono naturalmente in quasi tutte le donne e ogni mamma produce la quantità giusta di latte per il proprio bambino. Ogni neonato (che per definizione è il bimbo dalla nascita al trentesimo giorno di vita) prima e ogni lattante (cioè il bimbo dai 2 ai 12 mesi) poi regola il proprio nutrimento in maniera autonoma attaccandosi per più o meno tempo al seno materno in funzione del proprio appetito. Il bimbo allattato al seno che cresce regolarmente (150 grammi alla settimana o più), sporca circa 6 pannolini al giorno e riposa serenamente tra una poppata e l’altra e non ha nessuna necessità di integrazione di latte formulato. Vietate le doppie pesate che sono sempre fonte di ansia per la mamma! E vietato ascoltare le domande stupide di nonne/zie/vicine di casa tipo: “Avrai abbastanza latte?” “Sicura che il tuo latte sia nutriente?” o i commenti altrettanto inutili tipo “Se lo tieni troppo tempo in braccio prende i vizi” oppure “Devi far passare almeno tre ore prima di attaccarlo di nuovo al seno” e così via. Quindi, mamme, fidatevi del vostro corpo e allattate il vostro bimbo! C’è una frase a tal proposito che mi piace molto e che riassume in poche parole il complesso e magnifico meccanismo alla base dell’allattamento materno: “NON È CHE ALLATTI SE HAI LATTE, MA HAI LATTE SE ALLATTI”.

Quando non si può ad allattare

I motivi per cui non è possibile allattare al seno sono pochi e molto rari: l’agalattia, alcune malattie materne ed alcune patologie del neonato.

L’agalattia, cioè la mancata produzione di latte da parte della ghiandola mammaria riguarda meno dell’1% delle donne. Ecco perché le neomamme vanno sostenute nelle fasi iniziali dell’allattamento! Quasi tutte le donne producono latte e, se il bimbo viene correttamente e costantemente allattato al seno, ne producono una quantità ottimale per il proprio bambino nelle diverse fasi di crescita. La riduzione della produzione di latte da parte della ghiandola mammaria è quasi sempre causata dall’introduzione troppo precoce di supplementi (soluzione glucosata, latte artificiale).

Le malattie materne non compatibili con l’allattamento al seno sono: infezione da virus dell’AIDS, malattie debilitanti (es. tubercolosi, malattie renali), psicosi (non la depressione post-partum!), condizioni che determinano l’assunzione di farmaci proibiti (solo per il periodo in cui vengono assunti! Tra i farmaci, ricordo le sostanze radioattive e i farmaci antitumorali)

Tra le malattie neonatali vi sono per esempio la galattosemia o la fenilchetonuria, ma si tratta anche in questo caso di condizioni particolarmente infrequenti.

Una mamma adeguatamente preparata a ciò che dovrà affrontare durante l’allattamento e ben sostenuta nella fase iniziale di avviamento di questo meraviglioso processo considererà l’allattamento al seno come l’unica modalità di nutrizione del proprio bambino fino ad almeno il sesto mese di vita, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Viceversa, una mamma che incontra difficoltà nell’allattare assumerà un atteggiamento di rinuncia molto precoce nei confronti dell’allattamento al seno se non trova il sostegno adeguato. In questo caso, e cioè se la mamma non è psicologicamente serena, è meglio che l’allattamento materno venga interrotto. Si allatta al seno finché fa piacere a mamma e bambino.

Il latte formulato

Il latte formulato per il neonato e lattante sano, detto anche “latte artificiale”, è un latte vaccino adeguatamente e artificialmente trasformato per renderlo il più possibile simile al latte materno. Le formule attualmente in commercio rappresentano un valido sostituto all’allattamento al seno dal punto di vista nutrizionale. Esistono poi una serie di formule per neonati o lattanti che presentano problemi di intolleranza, allergia, difficoltà digestive. Ciascuna di queste formulazioni, derivate dal latte vaccino o meno (latte di soia, latte di riso), è ottimizzata dal punto di vista nutrizionale, sia per quanto riguarda i micro-nutrienti (vitamine, sali minerali) sia per i macro-nutrienti (proteine, zuccheri, grassi).

Per concludere, il latte materno è l’alimento perfetto per ogni bambino. Rivolgendomi a voi mamme che desiderate allattare il vostro cucciolo, vi consiglio di chiedere aiuto, quando non vi sia spontaneamente offerto, a ostetriche, pediatri, amiche o nonne che hanno allattato al seno! Non rinunciate ad allattare se avete delle difficoltà, la maggior parte di esse è superabile con un po’ di pazienza e sacrificio. Se poi per una mamma le difficoltà sono maggiori dei benefici allora ben venga il latte formulato: sono certa che insieme al vostro Pediatra Curante troverete il latte migliore per il vostro bambino.

Dott.ssa Francesca Scaglia

Specialista in pediatria