Allattamento: le nostre esperienze

Eccoci arrivate all’ultimo appuntamento con il grande tema dell’allattamento, croce e delizia di tutte le mamme. Finiamo la nostra carrellata di esperienze con il tentativo fallito di allattamento di Aluccia, quello troppo frequente di Stepitta e quelli diversi tra loro di Marimattiamia. Tre esperienze differenti ma con un filo rosso che le unisce: la consapevolezza che una mamma sa cosa è meglio per il suo bambino e per la sua famiglia.

allattamento biberon

LA SERENITA’ DI AVER PROVATO di Aluccia

Mia mamma non è riuscita ad allattare né me né mio fratello. Lo ha sempre ripetuto e mi ricordo perfettamente quanto piangeva quando dopo una settimana di sforzi le finì il latte per la seconda volta. Con questo ricordo nella mente non ho mai dato importanza all’allattamento, conscia di poter avere ereditato la stessa difficoltà.

Quando il mio bambino è nato era podalico, ho fatto il cesareo e lui è nato che era neanche tre chili, piccolo e con il torcicollo causato dal cordone intorno al collo. Dopo otto ore di incubatrice me lo hanno portato e ho immediatamente provato a nutrirlo, ma niente non si attaccava, ho un ricordo confuso perché ero strafatta di antidolorifici. Dopo un giorno di tentativi l’ostetrica manda il mio compagno a comprarmi dei paracapezzoli perché il mio capezzolo era troppo piccolo, ma ancora nulla, lui provava ma poi smetteva. E intanto deperiva perché gli davano qualche goccia di glucosata con la siringa e basta. Al terzo giorno gli stava salendo l’ittero e allora ho insistito per dargli il latte artificiale. Al quarto giorno si sono accorti che aveva il frenulo linguale corto, quindi gli fanno l’incisione. Intanto io e le mie tette di pietra attaccate al tiralatte, l’ostetrica che prova a farlo attaccare ogni tre ore senza successo.

Sì, un po’ ho mollato e non mi sono ostinata, ma ho usato il tiralatte per tre mesi fino a che il latte non se n’è andato da solo. Mi sembrava più importante prendermi cura di lui e non impazzire dietro a un miraggio. Penso che l’allattamento al seno sia una cosa magnifica se riesce, ma se mio figlio ha bevuto latte artificiale non gli ho comunque negato nulla. Abbiamo un rapporto meraviglioso e molto affettuoso e fisico: non riuscendo ad allattarlo l’ho tenuto ore ed ore sul petto per fargli sentire forte la mia presenza. Lo chiamavamo “fare i canguri”, e ancora adesso che ha due anni passati, ogni tanto lui mi stringe forte e mi appoggia la testolina sul petto, come quando era un minuscolo esserino che beveva da un biberon grande più della sua faccia.

Allattamento Mia

ASCOLTARSI di Stepitta

In gravidanza pensavo che non avrei avuto latte perché mia mamma non aveva potuto allattarmi, ed invece latte ne ho avuto tanto da subito. Appena uscita dalla sala operatoria Elisa si è attaccata subito ed a breve è arrivata la montata lattea. Intorno ai due mesi Elisa voleva mangiare ogni ora. Siccome io credo nell’allattamento a richiesta mi adeguai a lei….solo che ho creduto di impazzire, vivevo sul divano! Stava attaccata 20 minuti poppando, non dormiva, intendo, e dopo un’ora ne voleva ancora!!!

Certo è peggio se tua figlia non mangia… ma le voci delle persone a me care hanno iniziato a dirmi che era troppo leggero il mio latte, che non la nutriva abbastanza, che ci voleva l’aggiunta e chi più ne ha ne metta. Chiedevo alla pediatra e mi diceva che era tutto a posto, anzi, Elisa cresceva bene ed il mio latte era perfetto. Frequentavo anche il consultorio, e l’ostetrica spingeva tanto sull’allattamento al seno, e sconsigliava fortemente persino il ciuccio!

Ma io non ce la facevo più…..passano i giorni, pensa e ripensa mi sono decisa a chiamare il consultorio che frequentavo saltuariamente, mi risponde la pediatra. Mi fa tante domande, se mi riposo, se qualcuno mi aiuta in casa, etc., per ultimo mi chiede se ho altri figli, alla mia risposta negativa il suo commento è stato: E allora, signora, cos’ha da fare tutto il giorno?
Sono stata malissimo, mi sono sentita una mamma che metteva davanti al benessere di sua figlia il suo, una donna che non impazziva di gioia davanti ad un fagottino che voleva tanta pappa. Dopo il dolore è arrivata la rabbia.  Ma come si permetteva? Bene, quella rabbia mi ha aiutata a capire che la figlia era la mia e se io stavo male non faceva bene alla bimba. Meglio una poppata in meno ma una mamma serena. Così ho iniziato ad allungare i tempi, piano, piano tra una poppata e l’altra senza farla piangere, distraendola col gioco e con tutto quello che mi veniva in mente! E ce l’abbiamo fatta! Anche perché come mi ha detto il pediatra dell’ospedale: Signora se va avanti così lei tra un mese non allatta più!  La verità sta nel mezzo, bisogna trovare un armonia, un equilibrio tra il benessere del neonato e quello della mamma ormonalmente instabile.

Credo che la cosa più difficile, almeno per me, è capire che puoi scegliere tu e solo tu sai qual è la cosa più giusta per il tuo nucleo familiare. Se dovessi diventare mamma bis, la mia scelta sarebbe comunque verso l’allattamento al seno ma con meno rigore adattandolo al ritmo e alla dualità creata da me e mio figlio, senza seguire consigli esterni.
Allattamento Mattia

NON E’ L’ALLATTAMENTO CHE RENDE UNA DONNA UNA BRAVA MAMMA di Marimattiamia

Durante i 9 mesi della mia prima gravidanza aspettavo con molta curiosità e desiderio il momento di allattare mio figlio.
Avevo letto libri, addirittura al corso pre-parto avevo preso anche appunti.
Due figli, due esperienze totalmente diverse di allattamento.
Due figli con esigenze differenti.
Con Mattia, ero emozionata ricca di speranza forse anche di molta paura e ansia di non farcela ed in parte cosi è stato.
Ho allattato Mattia per poco più di 1 mese in modo esclusivo, ad oltranza ma sembrava non bastare: lui non cresceva, anzi continuava a perdere peso.
Ogni giovedì al consultorio mi sentivo sempre dire che non andava bene e che forse non facevo il possibile.
Mai, dico MAI dire ad una neo mamma una cosa cosi, pesa come un macigno.
Per mesi ho sofferto e sono stata male per questo.
Sentire la gente dire quasi con il sorriso sulle labbra “ah non hai il latte” mi lacerava il cuore.
Avevo sofferto molto, ci avevo messo l’anima per portare avanti l’allattamento naturale e in parte lo vedevo come un fallimento.
Poi un giorno dopo mesi che non allattavo Mattia, trovai la maglietta bagnata di latte e dai lì per alcuni mesi la mattina il mio cucciolo si coccolava con un po’ del mio latte ed io mi sentivo una madre migliore (anche se adesso posso serenamente dire che una madre non si valuta assolutamente da questo).
Una madre che se anche aveva ceduto, le aveva comunque provate tutte.
Con Mia invece è andata bene fin dall’inizio e sono riuscita ad allattarla di più, ma per me non era indispensabile perché una madre è quella che ti ama giorno per giorno anche se ti dà il biberon al posto del seno.
In tutto questo mio marito ha avuto un ruolo fondamentale, mi ha sempre sostenuto e supportato in ogni mia scelta, e credo adesso di poter dire che quando alla fine sono passata al biberon eravamo tutti più sereni perché lui ha potuto dare il latte ai suoi bimbi e creare un rapporto esclusivo con loro da subito.
Se dovessi essere nuovamente madre, deciderà la natura.
Latte Materno se si vive bene e tranquillamente, ma se non fosse cosi Latte Artificiale.
L’importante è l’amore che si dà nutrendo e crescendo e amando  il proprio bambino.
Un biberon può essere dato con molto più amore di quello che si crede.

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Con questi tre racconti di vita termina il nostro approfondimento sul grande tema dell’allattamento, con cui ogni mamma, qualsiasi sia la scelta fatta, deve confrontarsi.
Abbiamo letto di scelte diverse come quella di non allattare; di allattamenti difficili finiti presto come di altri che invece si sono protratti fino a quando è stato possibile; di mamme coraggio dell’allattamento che hanno proseguito nonostante difficoltà e disagi e di mamme che si sono arrese prima di rovinare la loro serenità e di conseguenza anche quella del loro bambino; di mamme che hanno avuto il giusto sostegno e di quelle lasciate sole o colpevolizzate dall’intorno.
Tutte esperienze reali, le nostre.
Esperienze che vi abbiamo raccontato con l’intenzione di confrontarci su questo argomento difficile e bello che è il nutrire in maniera autonoma i nostri figli, con la speranza che queste nostre servano a dare una panoramica di vita vissuta, e che magari possano aiutare anche le mamme in difficoltà che passano di qui a sentirsi meno sole.
Come sempre vi invitiamo a condividere con noi anche le vostre esperienze, per crescere insieme!