Allattare oltre l’anno ovvero fatevi gli affari vostri

Il concetto che l’allattamento al seno sia preferibile “senza se e senza ma” al latte artificiale (quando possibile) è stato ormai più o meno accettato, almeno sulla carta, da tutti.

Ciò su cui invece esiste ancora poca chiarezza (nella percezione comune) e su cui in molti si dividono è quanto debba durare nel tempo questo allattamento.

Come sempre anche in rete ci si divide, e sui due fronti opposti, manco a dirlo, le donne, che litigano per un ipotetico confine tra il troppo e il poco. (E’ capitato anche a noi di ricevere critiche per foto postate in gallery con bambini allattati al seno giudicati “troppo grandi” dal sacro tribunale del web e viceversa bambini di due anni criticati per un biberon in mano).

E’ ridicolo già di per sé pensare che si possa tracciare una linea netta, un giorno preciso allo cui scoccare si diventa troppo grandi o diventa “troppo” prolungato l’allattamento, come se il percorso di crescita dei nostri bimbi non fosse sempre invece qualcosa di graduale e estremamente personale e come se non ci fossero esigenze diverse delle mamme, sia dal punto emotivo che dal punto di vista organizzativo.

L’Oms si esprime con chiarezza e dice che l’allattamento al seno andrebbe proseguito “fin quando mamma e figlio lo desiderano”. Questa frase sintetizza davvero un concetto elementare, non si parla di un’età precisa perché non esiste un’età uguale per tutti.

Il concetto però fa fatica a trovare accoglimento: un bambino allattato oltre l’anno è mediamente considerato “troppo grande” dalla società e  la mamma giudicata perlopiù una mamma chioccia con problemi emotivi a “staccare” il bambino. (problema che può esistere, certamente, ma non certo a un anno del bambino e nemmeno a due, a mio parare).

Io ho allattato il mio primo figlio un anno, il secondo fino ad un mese prima dei tre anni. 

Se non avessi già avuto l’esperienza del primo figlio e in generale non avessi raggiunto una certa “saggezza” come mamma, il percorso di allattamento “prolungato” col secondo figlio sarebbe stato molto più difficile e meno piacevole (per lui e per me). Nonostante questo ho sentito anche io il peso del giudizio altrui sulla mia “scelta- non scelta” di allattare Leonardo a lungo. (Dico non scelta perché non vi è stato nulla di premeditato e consapevole, ma semplicemente un’accettazione serena di ciò che veniva)

Spesso in realtà non si parla nemmeno di società in senso lato, ma sono proprio le ingerenze di famigliari e amici quelle veramente logoranti. Non è facile restare sereni e non farsi venire l’ansia su come e quando porre fine all’allattamento. In realtà, come tutte le fasi e i percorsi di crescita dei nostri bimbi, ci sarà un momento, giusto per entrambi, in cui semplicemente succederà e sarà naturale e senza traumi.

Mentre allattavo Leonardo, erano all’ordine del giorno i consigli non richiesti su come smettere di allattare (dal peperoncino sul capezzolo agli impacchi di cipolla) e le frasi tipo “andrà a militare e ancora berrà il latte”. Per il fastidio degli altri allattavo solo in casa, nascondendomi dallo sguardo e dal giudizio altrui.

Ma per il resto il mio allattamento, soprattutto dopo i due anni di Leonardo, è stata un’esperienza bellissima. (Anche se i momenti duri ci sono stati, certo, soprattutto intorno ai 18 mesi di Leo)

Allattare un bambino di due anni è stato bellissimo.

Il nostro rapporto era bellissimo.

Le nostre coccole erano bellissime.

Leonardo non cercava il nutrimento ma cercava il nostro legame speciale, e per me era un momento dolcissimo. (l’effetto pancina qui è voluto)

Allattarlo era rassicurarlo dopo una giornata lontana, allattarlo era la nostra buonanotte speciale, era il mio e il suo momento di relax completo, il momento in cui ci sentivamo a casa, con il cuore. Non piaceva solo a lui, piaceva anche a me.

E poi un giorno siamo stati pronti tutti e due e, semplicemente, non l’ho più allattato. Eravamo in vacanza al mare, abbiamo cambiato ritmi e abitudini, è venuto naturale chiudere il capitolo per entrambi, senza ansie e senza nemmeno una lacrima, né sua né mia.

Questo post lo scrivo per tutte le mamme che mi contattano privatamente quando dico che ho allattato fino ai tre anni e mi chiedono “ma come hai fatto poi a smettere”, “ho paura di non smettere mai più”,  per dire loro che quella paura che sentite non è vostra, ma quella che vi mettono addosso gli altri. Siate serene che i vostri bimbi, come hanno smesso di gattonare e si sono alzati in piedi, così faranno anche con l’allattamento, semplicemente cresceranno e si lasceranno indietro quella fase. 

Abbiate fiducia nel vostro cuore e nella vostra natura di mamme (secoli di evoluzione ci hanno reso quasi perfette) che saprà quando è il momento giusto. Lasciate fuori i condizionamenti esterni, fossero anche dei papà, e godetevi serenamente il vostro presente (certo, se non vi pesa e dentro di voi siete felici)

P.s. Il “fatevi gli affari vostri” del titolo è invece dedicato a tutti gli altri, che pensano di avere verità in tasca e la capacità di mettere confini temporali alle vite degli altri. Lasciate in pace le mamme che allattano, che hanno già abbastanza ansie e preoccupazioni di loro: stanno già facendo del loro meglio e, solitamente, basta.

allattare oltre l anno