All’improvviso una canzone: “A modo tuo…andrai”

“A modo tuo camminerai e cadrai, ti alzerai sempre a modo tuo…”

Questo fine settimana ero sola. Così come spesso accade ho acquistato un biglietto del treno all’ultimo momento e sono partita. Sono partita per Roma. La prima scusa era incontrare delle amiche che non vedevo da un po’, la seconda fare un sacco di foto in una città che adoro. E poi c’era la terza, forse la più valida, staccare un po’ dal “tutti i giorni”.

Ho camminato, camminato e respirato, e sorriso. Sotto un meraviglioso cielo azzurro, di quelli che solo a guardarli ti innamori.

E mentre macinavo chilometri, ma chilometri davvero, a un certo punto Spotify mi ha proposto questa meravigliosa ma strappalacrime canzone: A modo tuo.

La città eterna

E come spesso accade, un odore, un’immagine, o come in questo caso una canzone danno il via a molteplici riflessioni, e voli pindarici…

Difficile mettere in file tutti i pensieri che ne sono nati.

Il fatto è che mi sono ritrovata a guardare i gabbiani sul lungo Tevere (questa cosa che a Roma ti svegliano i gabbiani mi stupisce ogni volta) con gli occhi velati di lacrime.

Tutta colpa di Elisa e Ligabue?!? Forse… Non sarebbe stata la prima volta. Ricordo ancora che tempo addietro a un concerto proprio del “Lucianone nazionale” durante questa canzone io e il padre di Massimo (presenti entrambi ma non insieme) ci mandammo in contemporanea messaggi decisamente commuoventi sul nostro essere genitori.

No, stavolta non credo sia stata colpa solo della canzone… Giusto qualche ora prima una amica mi ricordava l’imminente sesto compleanno dei nostri “pargoli”. Lo raccontava con un po’ di malinconia, la mia malinconostalgia.

In fondo si sa, i nostri figli saranno un po’ piccoli per sempre.

Ma più camminavo per le vie immortali di Roma, più respiravo storia, vita, passato e presente e più pensavo che in realtà desidero che mio figlio cresca.

crescerai

Scorrevo i video che mi mandava suo padre delle sue prodezze sciistiche e mi sentivo fiera e orgogliosa.

E nel mio intimo pensavo di non veder l’ora di poter mostrare a Massimo tutte le bellezze del nostro paese. Di vederlo cresciuto abbastanza per soddisfare le sue mille curiosità e muovere i primi passi decisi in questo mondo sociale.

Non è sempre facile veder crescere i nostri figli, osservarli spiegare le ali, prendere decisioni. La tentazione di intervenire a volte è troppo forte.

Speriamo sempre un po’ che siano delle proiezioni dei nostri sogni, del nostro essere.

Personalmente l’idea che una parte di me diventi una persona autonoma, indipendente e con un suo carattere invece mi riempie di gioia e di orgoglio. Nonostante tutte le difficoltà che ci saranno e gli inevitabili scontri dovuti proprio a queste differenze.

Ed è con questo pensiero e con tanta voglia di futuro che mi sono asciugata i “lucciconi”, e ho ricominciato a fotografare gabbiani… sorridendo…

gabbiani a roma