Aprile dolce dormire

Le difficili notti di chi pratica il cosleeping. La felicità irrinunciabile del dormire tutti insieme.

La sera, mentre io e il papà ci guardiamo un po’ di tv, Lorenzo di soppiatto sgattaiola nel nostro letto (in realtà lui pensa di farlo di nascosto, noi lo vediamo benissimo e facciamo finta di niente).
Leonardo è invece un ospite fisso del lettone da quando è nato, non ha ancora nemmeno preso in considerazione un letto tutto suo.
E così, puntualmente, al momento di andare a letto, mio marito dice: ora riporto Lorenzo nel suo letto, poi lo guarda, si limita a spostarlo e si sdraia, il mio papà cuor tenero.

Il nostro è quindi un letto a quattro piazze, più o meno ufficialmente.
Io dormo male, spesso malissimo.

A volte mi sveglia una manata in faccia, a volte, peggio, un piede.

A volte, incredibilmente, i bambini litigano anche mentre dormono, e li devo separare o raccattare prima che cadano.

Mi rubano il cuscino, le coperte, se mi alzo per andare in bagno non ho più spazio per risdraiarmi, sempre che il più piccolo non si svegli e mi segua.

Eppure:

Non esiste momento più bello di quando mi sdraio la sera e sento il loro respiro lieve accanto al mio.

E’ un momento perfetto di pace, guardo i loro volti rilassati e persi nei loro sogni, accarezzo i loro capelli fini, gioco con le loro dita, annuso la loro pelle calda.

Il giorno ci porta a essere distanti, indaffarati, affannati. Ma la notte è tutta nostra, in un unico grande abbraccio.
Tutto il mio mondo, tutta la mia vita è lì e la posso toccare e la posso baciare.

Le tensioni della giornata si sciolgono magicamente, mi sento una persona fortunata, una mamma realizzata e mi sembra che nessun luogo possa essere meglio del mio affollato letto matrimoniale. E’ il mio momento di assoluta perfezione.
Lentamente scivolo nel sonno, felice.
Non potrei mai rinunciare a quegli istanti di inappagabile serenità.
Probabilmente sto sbagliando tutto. Ho perso la mia intimità di coppia, non insegno l’autonomia ai miei figli e tutte quelle cose che si dicono alle masochiste come me.
Ma il mio cuore sa che non durerà per sempre e che quello che ho oggi è solo per un breve, fortunato, periodo.

I miei figli andranno per il mondo, non avranno più bisogno di un lettone nel quale rifugiarsi, e noi che invece avremo nostalgia per sempre del loro respiro lieve, delle loro manine ciccie e dei loro capelli fini, torneremo finalmente soli in un letto spazioso.