Due chiacchiere con Violeta

Quanto conosciamo il nostro corpo e i nostri organi sessuali? Iniziamo a parlarne con Violeta, che ci accompagnerà in questo viaggio di scoperta e consapevolezza di cosa ci sia “a sud dell’ombelico”

Se pensate che il pavimento pelvico vada lavato col Cif o che Kegel sia un filosofo, questo è il (primo dei) post per voi! 😉 (ma lo è in ogni caso se siete portatrici sane di vagina eh!)
Ci sono argomenti che, malgrado si sia nel secondo millennio, sembrano ancora essere un tabù e spesso vengono relegati a chat strettamente private e conversazioni tra amiche: inauguriamo con questo post una nuova rubrica del nostro sito, tutta volta alla scoperta e alle criticità del corpo femminile!
Ad accompagnarci in questo viaggio sarà Violeta, che noi Instamamme abbiamo conosciuto allo scorso MammaCheBlog e che ci ha conquistate con la sua capacità di rompere con naturalezza tutti gli imbarazzi e i tabù!

 

Partiamo con ordine: chi è Violeta e di cosa si occupa principalmente?

Chi sono? Argh… un fiume di parole potrei dire, come mi ha descritta la mia editor preferita, o anche ostetrica poliedrica. Sono una ostetrica libera professionista e non mi occupo di gravidanza/parto/allattamento, ma della salute della donna a 360°, o come mi piace di più dire “dal menarca alla menopausa” unendo più discipline e coinvolgendo la mia vena creativa.

 

Come mai sei diventata ostetrica?

Me lo domando ancora. Studiavo biologia molecolare e mi resi conto che non mi piaceva immaginarmi chiusa dentro un laboratorio di mattonelle bianche, tipo al 1° anno fuori corso. Mentre ragionavo su questa scopera e sul “e ora cosa faccio” mi si è accesa in testa la parola “ostetricia” e mi son messa a cercare online. Non so cosa il mio inconscio sapesse perché io davvero non lo sapevo. Per non sbagliare di nuovo, andai dalla mia psicologa e le chiesi di lavorarci su, venne fuori che le mie ambizioni erano uno studio privato con fouton, tè e biscottini mentre facevo consulenze. Nell’immaginario di allora erano gravide, mai avrei pensato che il mio salotto avrebbe avuto oltre alle poltrone quadri di vulve alle pareti e che invece di gravidanze avrei parlato di orgasmi.

 

Qual è secondo te il più grande tabù delle donne, in ambito ginecologico-sessuale, oggi?

Il sentirsi donna e tutto quello che è connesso con questo. Che sia parlare dei propri organi genitali, del loro uso o di come funzionano, senza fare molta distinzione tra le funzioni di “scarico” che quelle di piacere. Le donne spesso hanno difficoltà a chiamare per nome il proprio sesso, a dire che si masturbano o anche solo a pensarlo. Se per la parola vagina vengono spesso usati sinonimi che ne sminuiscono tutta l’importanza, per l’orgasmo si è soliti dirlo a metà o bisbigliarlo con una mano sulla bocca. Guai se qualcuno sa che mi prendo la libertà di godere, come se fosse un peccato o si fosse ancora convinti che si diventa cieche o che crescono i peli sui palmi delle mani.

 

Le femministe degli anni 70 dicevano “l’utero e mio”, ma in realtà l’autocoscienza abbracciava tanti altri organi, come il clitoride o la vagina (che sembrava brutto nominare?)… posto il fatto che sono giustamente diventati “nostri”, secondo te e la tua esperienza li conosciamo, in generale, abbastanza?

Le femministe dicevano anche “col dito, col dito, orgasmo garantito!”, questa è una chicca di una mia zia femminista italiana. Un po’ come a rivendicare che erano proprietarie anche dei loro orgasmi. Cosa che spesso ora non riscontro, da molte testimonianze percepisco come ci sia ancora la favola del Principe Orgasmo che munito di un super pene arriverà a donare orgasmi a tutte. Quindi la principessa resta ad aspettare senza usare il proprio “dito”.
Non ho ancora lanciato un sondaggio serio, ho solo i dati empirici che ho raccolto durante i miei incontri. Meno della metà delle donne ha osservato la propria vulva (la vagina sta dentro) con uno specchio, per quanto riguarda la masturbazione non ho ancora approfondito molto i sondaggi sul campo, ma se dovessi azzardare forse siamo anche per questo argomento sul 50%. Si tende a pensare che una donna in coppia non abbia bisogno di masturbarsi e se lo fa allora ci siano dei problemi in coppia, come se il rapporto sessuale con il partner sia uguale all’autoerotismo o sia migliore. Sono due cose diverse e l’una non dovrebbe escludere l’altra.
Ad ogni evento che conduco inizio sempre parlando di anatomia, o meglio, facendo giocare i partecipanti a colmare i vuoti di nomi, forme e funzioni dei vari pezzi che ci compongono, e si, ci sono tante lacune. Anche perché l’educazione affettiva e sessuale è assai carente ora, figuriamoci 10 o più anni fa.

 

Qual è la domanda che ti viene fatta più spesso nell’esercizio della tua professione?

Quale coppetta prendo? Questa è una delle tante vista la mia collezione di coppette. Ora si aggiungono le palline vaginali, domande varie su sessualità e sugli orgasmi, dove in cima al podio resta sempre l’eiaculazione femminile.
Trattando argomenti che spesso vengono lasciati solo agli articoli su Cosmo o il vecchio “Cioè”. Si, tante paragonano le loro domande a quelle che un tempo leggevano sul mitico giornalino, confessando che si sentono curiose come quando erano adolescenti e quasi un po’ ingenue in alcune domande che fanno, ma come dico sempre non ci sono domande o dubbi banali, se nasce un punto interrogativo di sicuro c’è un buon motivo.

 

E la domanda, o la questione, che ti pongono più spesso in disparte e a bassa voce?

Come migliorare la propria vita sessuale, che sia di raggiungere il primo orgasmo, un orgasmo vaginale, riuscire ad avere un rapporto anale senza dolore, come trovare il proprio punto G (zona clito-uretro-vaginale) o come eiaculare, le più curiose domandano anche come stimolare un uomo per aumentare il suo piacere.
Ora che è palese che mi occupo di sessualità, molti dei miei contatti su facebook condividono con me link buffi, solo che lo fanno coi messaggi privati. Come se condividerli sulla mia bacheca li mettesse a nudo e tutti potessero vedere che effettivamente trovano comico/bello/utile un determinato argomento condiviso.

 

Comunemente l’ostetrica è vista come una figura fondamentale nel momento del parto, ma quali sono in realtà le funzioni e le attività di questa figura professionale nella vita di una donna?

Detto in poche parole si occupa in maniera olistica della salute globale e riproduttiva della donna.
Non ci sono elenchi specifici delle cose che può fare, ma abbiamo delle indicazioni tra il nostro profilo professionale e le varie leggi e del Codice Deontologico.
Io ho seguito in parte queste indicazioni e in parte il flusso dei bisogni delle donne. Ho iniziato con le coppette mestruali, si è aggiunto il benessere del pavimento pelvico, delle ovaia, della fitoterapia, e sempre presente c’era la sessualità, che si parlasse di coppette, di allattamento o di gravidanza.

 

Quanto imparare a conoscere il nostro corpo può aiutarci a capire o superare traumi o problemi psicologici? E quanto questi problemi possono influire sui nostri organi sessuali?

Conoscere il nostro corpo può aiutarci a comprendere meglio se stiamo davvero bene o se qualcosa non va nel modo giusto. Saperci ascoltare può essere d’aiuto a comprendere ad esempio se stiamo facendo una cosa -per noi negativa- che si ripercuote sulla nostra salute. Sul riuscire a superare traumi o problemi psicologici perché ci conosciamo meglio, non ci metto la mano sul fuoco. Non è che comprendendo perché abbiamo una candida recidivante allora scopriamo e risolviamo la causa. Di sicuro sarà più facile se si trovano i collegamenti tra causa ed effetto, ma risolvere le cause (quello che ci porta allo stress) è un altro percorso.
Ho imparato che il nostro corpo, ma spesso la nostra vagina, comprende meglio come stiamo e manda segnali luminosi, tipo centro commerciale illuminato in previsione del Natale. Solo che fin da piccole nessuno ci ha insegnato a considerare anche quella parte di noi stesse.
Poche mamme danno in mano uno specchio alla figlia, però ci insegnano a lavarci il viso e guardarci allo specchio che tutto sia in regola.
Poche insegnano i veri nomi degli organi o di quello che capita, la patatina/passerina/fiorellino come anche il periodo/ciclo/marchese/le mie cose.
E se ci sono dei dolori dovuti alle mestruazioni più che cercare altre cause si nasconde tutto da sempre con gli ormoni sintetici. Quello che ho imparato durante l’assistenza ai parti è che il dolore ha sempre qualcosa da comunicare o sistemare, zittirlo non fa che rimandare il tutto ad un secondo momento o aspettare il che Principe Tempo risolva tutto.
Di sicuro saper ascoltare la propria vagina ci aiuta a svuotare la coppetta mestruale e a non macchiare vestiti o materassi!

 

Ringraziamo Violeta per questa bellissima intervista e vi aspettiamo presto con interessanti post di approfondimento sull’argomento e con il racconto dell’esperienza della nostra Fra con i coni vaginali che le ha consigliato di provare!

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