Autunno: sei modi per godersi la natura con i bambini

La natura non muore in autunno. Non si addormenta e non dimentica di essere “madre”. Veste semplicemente altri colori, si ammanta di sobrietà dopo il lusso dell’estate, cambia ritmi e suoni in cerca di nuove profondità. Ma rimane rivestita di magnificenza e splendore, e aiutare i nostri figli a goderne (senza temere irrazionalmente il freddo e il “maltempo”) è un regalo straordinario per loro e per noi. Ma come fare per fruire della natura anche nei mesi meno “generosi” e illuminati? Dove cercare, anche nelle stagioni più fredde, la bellezza e la vita?

1. Far scrocchiare le foglie secche con i piedi (“Facciamo scrunch!“, mi dice mio figlio quando torniamo a casa dall’asilo), sentirle scoppiettare come patatine croccanti, tuffarsi nei cumuli multicolore che si formano nei parchi pubblici. Raccogliere quelle dalle sfumature più sgargianti, conservarle per ricordo e riprodurne il contorno irregolare su fogli di carta.

2. Guardare il cielo con lentezza. Scorgere forme straordinarie dentro le nuvole (“Mamma, un ippopotano!!”), godersi i tramonti infiniti che cominciano già nel primo pomeriggio, fare a gara a chi avvista per primo la luna quando sorge splendente nelle sere autunnali.

3. Aiutare gli animali alle prese col freddo: distribuire briciole agli uccelli stanziali, preparare un riparo per i gatti randagi, fare la guardia ai nidi delle rondini, rimasti disabitati nei mesi più freddi.

4. Osservare i cambiamenti: il laghetto del parco che si svuota piano piano delle anatre che lo affollavano schiamazzanti in estate, i rami che si spogliano nel vento ancora tiepido d’autunno, le lucertole che indugiano pigre nell’ultimo sole.

5. Trovare il bello nel “cattivo” tempo: sguazzare nelle pozze di fango lasciate dal temporale, aspettare l’arcobaleno quando l’aria è ancora densa di umidità, soffiare il vapore con la bocca nelle mattine gelide, fingendosi antichi sceicchi alle prese con un lussuoso narghilè.

6. Ammirare il mare d’inverno. Lasciarsi rapire dal suo incanto struggente, dai flutti freddi color dell’acciaio e dalla malinconia delle spiagge deserte. Scagliare sassi in acqua, strofinare la sabbia bagnata con le dita, ascoltare i gabbiani infreddoliti e fermarsi a fantasticare sulle storie dei pescatori che rientrano a terra, stanchi.