Avventura italiana

Foto 10-04-14 14 03 48Dovrei ringraziare il signor Erasmo da Rotterdam che con i suoi viaggi è stato l’inspirazione per un bellissimo progetto sulla mobilita universitaria degli studenti Europei. Praticamente gli studenti possono studiare presso una università straniera per un periodo di tempo che poi verrà riconosciuto dalla propria università. Un progetto meraviglioso secondo me che, oltre gli studi, dà la possibilità di conoscere culture diverse, imparare dalla gente del posto e aiuta a sviluppare l’apertura mentale della persona.
Io ho scelto di venire in Italia principalmente per la lingua. Ovviamente ci sono cultura, storia, cibo e natura, ma quello che mi hapiù indirizzata verso questa scelta è stato il fatto
che un giorno avrei potuto pronunciare parole italiane e conoscere il loro significato. Quindi ho deciso di lasciare la mia cara e sicura Svezia per l’avventura italiana. I miei genitori, che avevano già accettato che dovevo “conquistare l’Europa” con i miei frequenti viaggi all’estero, a quel punto mi hanno augurato buon viaggio.siena
L’avventura è iniziata a Siena. L’università di Siena aveva organizzato corsi di lingua italiana per studenti stranieri in modo da permettere loro di continuare gli studi universitari (nel mio caso quelli di economia) ma in lingua italiana. Un po’ ambizioso, dovrei dire, per chi prima d’ora non l’ aveva mai studiata. Comunque a Siena, oltre alle basi della lingua, ho imparato cosa vuoi dire dormire indossando giacca, guanti e cappello. Perché? Perché nel mese di gennaio abitavamo una antica casa nel centro di Siena, che era bellissima, ma con un unico difetto: mancava il riscaldamento!Questo non era un gran problema perché di dormire lo facevamo poco.

 

Dopo il mese trascorso a Siena mi sono spostata a Torino per studiare Economia presso l’ Università degli Studi di Torino.
Del carnevale d’Ivrea non avevo mai sentito parlare prima della sera in cui, con otto coinquilini spagnoli conosciuti da un paio di giorni, abbiamo deciso di partire per andare a vedere questo spettacolo…. devo ammettere che l’idea mi spaventava un po’! Ma poi ovviamente mi sono ricordata che si vive una volta sola e bisogna cogliere le occasioni per imparare qualcosa di nuovo.
Un consiglio: se non avete ancora visitato Ivrea durante il carnevale – andateci! È una città in festa molto divertente e particolare, poi le arance sono buonissime anche se, in questa occasione, bisognerebbe tirarle invece di mangiarle come faccio io. In Svezia il carnevale non si festeggia; di solito, in quel periodo, abbiamo la settimana bianca per andare via con la famiglia e fare un po’ di sport. È stata quindi un’esperienza completamente nuova.carnevale di ivrea
Come finiscono spesso le avventure degli studenti Erasmus all’estero? Finiscono con la classica storia: una ragazza incontra un ragazzo, si innamorano, si sposano e la ragazza rimane nel paese della sua avventura. Ecco io rientro proprio in questa categoria. Durante il carnevale d’Ivrea ho conosciuto il mio futuro marito e dopo diverse località italiane dove abbiamo vissuto siamo tornati a vivere nel luogo iniziale, cioè nella bella Ivrea.
Ora viviamo qua da poco con i nostri due maschietti Christian (5anni) e Davide (2 anni). Adoro essere una mamma ed introdurre abitudini sia italianema soprattutto svedesi nella loro educazione.