Babyloss: l’onda di luce di Gaia.

90 giorni che segnano un primo step per rimanere.
90 giorni per decidere di non accogliere.
90 giorni per raggiungere il peso attribuito all’anima, 21 grammi.

Dopo questo misterioso limbo ci sentiamo più forti e sicure che tutto andrà per il meglio, le statistiche sono dalla nostra parte.

È così solo per le più fortunate.

Ma non è vero che non possiamo farci niente. Il riconoscimento e la condivisione di un dolore è come un peso portato da più persone, sembra più leggero.

Sicuramente è quello che ha pensato la mia amica Gaia quando mi ha permesso di farmi carico di un infinitesimo della sua sofferenza raccontandomi di Alice. È stata una volontà ma anche credo una necessità di riconoscimento di un dolore che si può solo accogliere perché non viene mai cancellato.

Gaia quest’anno mi ha invitata a partecipare alla manifestazione per la giornata mondiale del Babyloss, della consapevolezza sulla morte dei bambini in gravidanza e dopo il parto organizzata dall’associazione di cui fa parte, Ciaolapo.

Ogni anno la morte in utero coinvolge tre milioni di bimbi in tutto il mondo e ovviamente un numero doppio di genitori.

Sul sito Ciaoalapo accanto a spazi per la condivisione ed il rispetto di questo lutto troviamo anche degli aiuti concreti che rispondono a due domande fondamentali: Cosa devo fare adesso? Chi può aiutarmi?

Sono risposte che nascono dall’esperienza di moltissimi genitori, di medici, ostetriche e psicologi.

Le indicazioni date sono molto precise e accurate, mi hanno colpito e a volte sorpreso. Analizzano tutti i passaggi di questo cammino di dolore, dalla diagnosi, all’eventuale ricovero fino al parto e al rientro a casa.

Molto importante è la scelta del tipo di parto, viene privilegiato comunque quello naturale e leggiamo sul sito il fatto che il vostro bambino non sia più in vita non significa che si meriti meno accortezze, così come non significa che il vostro parto sia un momento meno intenso e ricco di significati del parto di un bambino vivo.

L’aspetto che più mi ha messo in crisi è stato quello dell’incontro con il bambino che viene fortemente consigliato perché la creazione di ricordi permette una migliore elaborazione del lutto. Viene considerato importante anche l’incontro con eventuali fratelli e la motivazione è molto intensa i bambini hanno molto bisogno di conoscere le cose per come sono e di dare loro il giusto nome e il giusto peso.

Partecipare a questa manifestazione per me è importante per sostenere la giusta rivendicazione del diritto al lutto e gli sforzi di numerose associazioni che si occupano di tutela della gravidanza e della salute perinatale. Inoltre per chi ha vissuto una perdita è un modo per sentirsi capiti e accolti. Personalmente poi è anche una data importante, 5 anni fa ho perso il mio cucciolo numero tre che forse, se andiamo dietro alla storia del peso, non aveva ancora un’anima… gli avevo prestato volentieri un pezzettino della mia e non l’ho più avuta indietro.

Quell’anima che invece Gaia ha portato dentro di sé per nove mesi ha lasciato una traccia luminosa che lei identifica in un angelo protettore della sua splendida famiglia. Non penso sia solo una questione di fede dal momento che quella luce, parlando con Gaia, fa vacillare la sicurezza di chi, come me, non crede che tutto ciò abbia avuto un significato. Eppure lei è riuscita a crederci ancora con volontà ferrea e amore. Il senso e il lieto fine sono stati il risultato di un lungo ed ammirevole percorso, grazie per averlo condiviso anche con me!

 

photo credit: Different Candles via photopin  (license)