I dispositivi elettronici sono davvero il male?

Ci viene detto spesso che i dispositivi elettronici sono da evitare per i bambini, ma poi la realtà apre scenari completamente diversi…

Bambini e dispositivi elettronici: una convivenza possibile o un qualcosa da evitare a tutti i costi?

Al corso preparto il pediatra non ci disse altro: niente dispositivi elettronici ai bambini durante i primi anni di vita, sono il male assoluto.
Io ero alla prima esperienza di mamma con tutte le sue paure ed incertezze, perciò quello che diceva un pediatra per me era legge.
Mi fece talmente spaventare che una volta nato Diego avevo persino paura a scattare una foto col telefonino (poi sono guarita. Chi mi segue su Instagram lo sa bene). Rimproveravo chiunque gli si avvicinasse con uno smartphone nelle mani.

Ma noi mamme siamo meravigliose: abbiamo sempre un casino di buoni propositi che la vita di ogni giorno puntualmente ci distrugge.
Tipo “Non sarò una mamma che urla ai miei figli“, “Spiegherò loro tutto con calma e troverò le giuste parole dove hanno sbagliato“.
Questo fino a quando non scoprono che il water è un posto che inghiotte oggetti. O fino a quando non li trovi dentro la lavastoviglie con un coltello in mano.

Ad ogni modo, ciò che raccomandò l’illustre medico andò a farsi benedire il giorno che iniziò il calvario dello svezzamento.
Le pappe. Contrariamente a ciò che si pensi, alcuni le odiano all’inizio.
E tu ti inventi la qualsiasi pur di vederli infine mangiare, anche dare un Tablet a tuo figlio di 6 mesi.
I buoni propositi sono finiti nel dimenticatoio anche la prima volta che siamo andati al ristorante e, poveri illusi, pensavamo di passare una serata piacevolmente tranquilla. Poi il piccolo erede non ha cominciato ad urlare come se lo stessero torturando e al tempo stesso ha iniziato ad acchiappare ogni posata o piatto e gettare fette di pane nei tavoli vicini.

Io e mio marito siamo persone molto tecnologiche: vuoi per lavoro, vuoi per divertimento, smartphone, PC e tablet sono sempre con noi.
Perciò anche se ci siamo posti il problema all’inizio, non abbiamo avuto grossi sensi di colpa in questo approccio dei nostri figli alla tecnologia.

Loro sono molto piccoli e finora l’uso del tablet è limitato al momento pappa. Non hanno ancora l’età per chiedertelo insomma.
Diego, 2 anni, sa cercarsi i cartoni preferiti, scorre la home di Facebook e Instagram e si diverte a guardare quello che lo colpisce di più: gatti, cani, palloni, la maglia della sua squadra del cuore. Sa tornare indietro se per caso gli è sfuggito qualcosa.
Da poco gli è partita la fissa di dover parlare al telefono, perciò se ricevo una telefonata ho sempre urla di sottofondo perché, anima innocente, per lui è sempre il nonno all’altro capo.
Beatrice ha un anno e il suo stare con il tablet sono 5 minuti al giorno e 5 alla sera (tanto ci mette a mangiare mia figlia). Sembra che strimpelli con la chitarra, perché con il suo dito indice va di palo in frasca, tra i cartoni e le canzoncine senza sosta. Non si sofferma ancora a guardare con attenzione, sembra che il suo unico scopo sia scoprire il più possibile.

Devo essere sincera: non ci vedo nulla di male.
Per noi vecchie generazioni la questione è diversa: noi non avevamo niente di tutto questo, ma avevamo la TV, e siamo cresciuti con lei, specie se le nostre mamme lavoravano.
Diego e Bea, generazione 2.0, cresceranno a stretto contatto con la tecnologia. Mi pare inutile negargliela tassativamente: è il loro mondo, quello a cui andranno incontro.

E’ chiaro che va trovato il giusto mezzo.
Vanno poste delle regole, come quella che hanno per ora, che possono guardare il tablet solo per la pappa o quando siamo al ristorante (diciamocelo… quante cene sono state salvate grazie a questo?).
Trovo esagerata la demonizzazione della tecnologia. Non mi convince neanche la teoria dell’anaffettività a cui potrebbero andare incontro: non trovo alcuna differenza tra loro col tablet e la me stessa piccolina che guardava la TV ed io sono tutto tranne che anaffettiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ chiaro che bisogna stare attenti, vigilare su cosa guardano.
Ma i miei bimbi sono talmente piccoli che con difficoltà potrebbero andare a curiosare in siti non protetti. Ed è altrettanto chiaro che non dev’essere l’unico passatempo dei piccoli. Ma come potrebbe? Al giorno d’oggi riempiamo il loro tempo con mille impegni: scuola, sport, amici. Forse l’unica cosa che potrebbe in qualche modo preoccuparmi è la loro salute fisica: Smartphone e Tablet creano delle onde elettromagnetiche che certo bene non fanno.

Ma la verità è una: siamo genitori e siamo persone.
Ognuno di noi ha delle debolezze e una debolezza che ci accomuna tutti è la ricerca continua di protezione per i nostri cuccioli, perciò non ho dubbi che un giorno non tanto lontano sarò io a consegnare loro uno smartphone e lo farò per la mia incolumità mentale.
Per chiamarli e accertarmi che stiano bene. E sì anche per chiedere soltanto se la pasta col sugo della nonna era buona.

Resta da capire se quegli smartphone regalati verranno anche costantemente controllati.
E’ sbagliato? Sì. Forse.
Ma bisognerà pur sopravvivere alla loro adolescenza o no? Però per ora, per mia fortuna, il problema è ancora lontano!