Bambini al sole

foto bambini al sole

Ecco arrivata finalmente l’estate (davvero? E’ arrivata??) quindi parliamo di come affrontare l’esposizione al sole dei i nostri bambini.

 

I raggi solari si possono classificare in ultravioletti (UVA e UVB), che stimolano la produzione di melanina, un pigmento che scurisce la pelle, ed infrarossi.

Le radiazioni di tipo UVA sono quelle che raggiungono gli strati più profondi della pelle, per cui possono rendersi responsabili di invecchiamento cutaneo e di danni futuri (macchie, secchezza, rughe, tumori); sono presenti tutto l’anno.

I raggi UVB, invece, agiscono sugli strati più superficiali della cute, provocandone irritazione (scottature); d’estate sono molto intensi, e concentrati soprattutto nelle ore centrali della giornata (dalle 10.00 a.m. alle 16.00 p.m. circa).

I raggi infrarossi, infine, hanno solo la caratteristica di provocare un riscaldamento della superficie del corpo.

 

Il sole esercita anche un effetto benefico sull’organismo perchè stimola la produzione di vitamina D, fondamentale per la corretta calcificazione delle ossa e per la prevenzione di malattie future (malattie autoimmuni, forme tumorali). La produzione di vitamina D, tuttavia, è massima se vi è un’esposizione solare di circa 5-15 minuti al giorno per 2-3 giorni la settimana durante le ore centrali della giornata, ore in cui i raggi solari sono maggiormente dannosi per la pelle. Ecco il perchè viene consigliata l’integrazione di vitamina D almeno per il primo anno di vita del bambino.

 

L’esposizione al sole estivo della pelle molto delicata dei bimbi, soprattutto sotto l’anno di vita, può essere rischiosa, e quindi dobbiamo tener conto di alcune norme preventive: che precauzioni adottare quindi?

 

–      evitare, in particolare per i bimbi più piccoli, l’esposizione durante le ore centrali della giornata (10.00-16.00). L’esposizione dovrebbe essere graduale, iniziando da pochi minuti al giorno

 

–      – sotto ai 6 mesi di vita evitare l’esposizione diretta (meglio i giochi sotto l’ombrellone, sempre cappellino e eventualmente maglietta)

 

–      – utilizzare creme solari che contengano filtri con fattore di protezione elevato (meglio creme senza profumi e con filtri di tipo fisico, che servono a riflettere i raggi solari) e spalmarle più volte al giorno, soprattutto se il bambino si bagna di frequente (l’acqua riflette le radiazioni!); non utilizzare creme solari avanzate dall’anno precedente perchè possono aver perso il loro effetto protettivo. Attualmente esistono in commercio (si può trovare in farmacia) prodotti solare che proteggono anche dall’effetto urticante delle meduse, a mio parere molto utili!

 

–      L’esposizione migliore è quella che si realizza in movimento, in quanto varia continuamente l’angolo delle radiazioni che colpiscono la pelle, riducendosi così i rischi di scottature; quindi il caso dei bimbi che corrono e non stanno fermi un attimo è ideale da questo punto di vista!

 

–      le nuvole (che in questa strana estate la fanno da padrone!) trattengono solo una piccola percentuale di radiazioni solari, quindi ricordiamoci di utilizzare le stesse precauzioni in caso di giornata dal tempo incerto

 

–      Per i bimbi con carnagione molto chiara e se sono presenti cicatrici (es. interventi chirurgici, traumi, esiti di varicella), è necessaria un’attezione maggiore, limitando il più possibile l’esposizione

 

In caso di arrossamento e bruciore della pelle è fondamentale interrompere subito l’esposizione al sole. La scottatura regredirà spontaneamente nell’arco di 2-3 giorni (durante i quali nel caso non vogliate rinunciare alla spiaggia o alla gita in montagna proteggetelo bene con cappellino e indumenti) e troverà beneficio nell’applicazione prodotti idratanti doposole.

 

Vi ricordo che i bimbi, come noi adulti, devono assumere maggiori quantità di liquidi durante l’estate e se sono esposti al sole, quindi, soprattutto ai bimbi più piccoli che non parlano ancora, offrite spesso acqua fresca.

 

Quindi…. buone vacanze a voi e ai vostri bimbi!

 

Peddyfra