Bea e Dodo, che coppia!

Quando la mia mamma mi ha detto che aspettavamo un fratellino ho subito pensato (e detto) che avrei preferito una sorellina! Ma visto che quando spero forte in qualcosa poi si avvera il contrario, mi sono sentita dire che in questa situazione nessuno può scegliere (un po’ come il budino a scuola: vaniglia o cioccolato quello che capita va bene). E, tac, ecco che è maschio! E così ho lasciato che mamma mi spiegasse come fosse meglio avere un maschietto per casa: non mi avrebbe rubato i giochi, i vestiti, la cameretta. Mi sono convinta che sarebbe stato più bruttino di me (perché i maschi sono sempre meno belli, a parte il mio papà!) e nessuno lo avrebbe chiamato principessina, come facevano con me. Non gli avrebbero comprato troppe cose perché ai maschi non piace fare shopping. Insomma mi sono lasciata raccontare tante cose con il pensiero fisso che se proprio non potevamo rimanere solo io mamma e Daddy, allora un fratellino poteva andare. Poi è arrivato e, contro ogni previsione, tutti gli portavano regali, dicevano che era molto carino, stava spesso con la mamma… Eh no, bello, questa cosa non va bene!! Per fortuna mamma non mi ha mai lasciato da sola per stare con lui, pure tre piani di scale con l’ovetto si è sempre fatta pur di portarmi a danza! Fin qui tutto bene, ma poi quel nanerottolo è cresciuto! È diventato manesco e continua a dire NO! Uff che noia, non gli va mai bene niente! Lo dico io, a volte, che forse era meglio stare solo noi tre. Ma la mamma mi dice che tra poco mi accorgerò del dono che significa avere un fratello… sarà. In ogni caso adesso cerco di farmelo andare bene. Provo a giocare ai giochi che propone anche lui (a parte Cars, ma solo per principio!). Devo dire che alcuni giochi non mi dispiacciono, posso diventare anche una super eroina! Ok, litighiamo un po’ ma in fondo gli voglio tanto bene! La fortuna di avere un fratellino? Potersi vestire in coppia a Carnevale!

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Quando sono arrivato non me lo ricordo, però ricordo che c’era una bimba che cantava e saltellava sempre davanti a me e mi piaceva tanto starla a guardare! Poi ho scoperto che era la mia sorellina, sempre allegra e sorridente. Non che lei mi considerasse molto, ogni tanto sbuffava un po’ quando la mamma mi prendeva in braccio, però io la consideravo davvero super! Io e la mamma la portavamo a scuola e mi sembrava strano non averla in casa. Poi ho compiuto tre anni e mamma ha avuto la pessima idea di portare a scuola anche me! Certo ho fatto sentire le mie ragioni, prima con urla e pianti, poi cercando di far sentire in colpa la mamma (la mia frase preferita è “mamma, mi mancherai!”, la uso spesso anche se per ora non ha funzionato molto). E va beh, ormai ci vado senza grosse storie. E quando torno a casa Bea non c’è ancora così la aspetto per giocare, perché mi diverto tanto con lei (ma non posso darle la soddisfazione, per cui le dico che è brutta e chissà perché lei ci crede e si arrabbia…). Certo un po’ litighiamo, ma le voglio tanto bene! La fortuna di avere una sorella? Appena lo scopro ve lo dico!

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Quando ho scoperto che il mio secondo figlio era un maschietto il mio unico pensiero era che stesse bene. Tuttavia, non avete idea di quante persone, scoprendo che avrei avuto a che fare con un maschio e una femmina, mi abbiano definita “fortunata”. Sì, proprio così! Fortunata di poter sperimentare le differenze tra i due sessi, le sfumature, gli atteggiamenti, e via di seguito. E sapete una cosa? Alla fine erano quasi riusciti a convencermi e, di conseguenza, il mio trovare motivazioni valide per far digerire il fratellino a Bea iniziava ad assumere una sfumatura quasi realistica. E poi è arrivato lui, lo “straniero” come lo chiamava Bea (ecco per dire…). All’inizio sinceramente tutta questa differenza di genere non la trovavo, se non nelle incredibili fontane di pipì che riusciva a generare appena tolto il pannolino. Crescendo ha iniziato a distinguersi dalla sorella per atteggiamenti e forza, cosa non sempre molto gradita da noi altri componenti della famiglia. Di contro, da buon maschietto in pieno complesso di Edipo, è in grado di farmi sciogliere quando mi prende la faccia tra le mani e mi dice che mi vuole tanto bene. Ammetto di amarlo alla follia (e non amo meno Bea eh!), consapevole di essere sul punto di diventare una di quelle mamme che dal filgio maschio si farebbero fare la qualsiasi! E l’amore che provo per Beatrice, la mia prima figlia, grande, curiosa, sempre allegra, non può che essere di natura diversa, ma certo non meno intenso! Insomma le differenze ci sono, non lo nego.

A volte, riflettendo sulla cosidetta “fortuna”  di avere una coppia di figli, mi chiedo se sia davvero così. Come in molti aspetti della vita, mi viene spesso la tentazione di valutare i pro e i contro , ben consapevole che in questo caso non esista la possibilità di scelta. E ogni volta giungo alla stessa conclusione: non sono stata fortunata ad avere una coppia di figli, sono stata fortunata ad avere loro due!

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