Bimbi e patologie: dove andare in vacanza?

La vacanza può trasformarsi in una vera e propria terapia per una serie di patologie infantili, basta scegliere la meta giusta. Ecco i consigli della nostra pediatra, patologia per patologia.

Dove andare in vacanza se il nostro bimbo soffre di una patologia?

Esistono situazioni in cui la meta della vacanza per alcuni bimbi può rappresentare, oltre che un momento di svago e riposo, anche una sorta di terapia.
Ci sono infatti alcune condizioni patologiche che possono giovare di un tipo di soggiorno rispetto ad una altro.
Non immaginiamo però guarigioni miracolose di ogni disturbo: in una toccata-e-fuga del fine settimana al mare non mi aspetto altro che un effetto placebo sui genitori.
Secondo concetto che terrei un po’ cinicamente a precisare: il mare non rappresenta la panacea di tutte le patologie (anche i bambini che vivono tutto l’anno in località marine si ammalano, credetemi!).

Parto dall’analizzare il concetto stesso di vacanza e i suoi benefici effetti generali.
La vacanza è per tutta la famiglia un momento di riposo. Ciò significa che i ritmi devono rallentare, gli orari diventare più elastici e flessibili e ci si deve rilassare. Questa è la teoria… la pratica…beh… con bimbi, soprattutto piccoli, è altro: la vacanza con prole non è esattamente un momento di riposo e non sono infrequenti i genitori sollevati dalla ripresa del lavoro (io mi includo in questa disgraziata categoria)! Ironia a parte la vacanza dovrebbe costituire un momento di divertimento e rilassamento, atteggiamenti questi che già di per sé danno un grande miglioramento del senso di benessere di tutti i membri della famiglia.
Anche i bimbi, credetemi, dopo un anno di iperstimoli ambientali, sveglie non naturali, ore e ore al nido o a scuola, impegni extrascolastici quasi quotidiani, lontananza forzata dai genitori lavoratori, hanno molto bisogno di un cambio di abitudini verso il rallentamento dei ritmi, e di divertirsi insieme ai propri genitori e fratelli o sorelle. Cito volutamente il nucleo familiare stretto perché personalmente non sono pienamente d’accordo con la vacanza prolungata (a volte anche l’intera estate) dei bimbi con i nonni, fatto abbastanza frequente. Soprattutto i bambini piccoli hanno necessità di stare, almeno durante le vacanze, il più tempo possibile con mamma e papà. E anche i poveri nonni, che spesso fanno i babysitter a tempo pieno durante l’anno di lavoro dei genitori, hanno il diritto di riposarsi.

bimbi e patologie dove andare in vacanza

Vediamo ora quali potrebbero essere le mete vacanziere da scegliere se il nostro bambino soffre di qualche disturbo:

Dermatite atopica

Si tratta di una patologia infiammatoria cronica della pelle, molto frequente nell’età infantile, anche nella primissima infanzia. Può rappresentare una tendenza allergica dell’organismo oppure essere espressione di qualche allergia già manifesta (es. allergia alle proteine del latte vaccino). Qualsiasi sia la sua patogenesi, cioè il percorso attraverso cui compare, si tratta di una malattia cronica che ha un andamento caratteristico, in cui si susseguono fasi di remissione (=miglioramento o scomparsa dei sintomi) e di riesacerbazione (=nuova comparsa delle lesioni sulla pelle). In generale la dermatite atopica giova dell’esposizione ai raggi solari. Soprattutto se si tratta di una forma non particolarmente grave. Se l’infiammazione infatti è molto estesa ed intensa il sole può rappresentare un ulteriore stimolo irritante. Per le forme più frequenti, con secchezza e prurito limitati ad alcune zone (tipicamente le pieghe di gomiti e ginocchia o l’interno coscia) oppure diffusi al tronco e volto, l’esposizione ai raggi solari e quindi il soggiorno al mare possono rappresentare un valido ausilio terapeutico. L’acqua salata invece può costituire un elemento irritativo quindi va sciacquata dopo ogni immersione in mare. Anche l’eccessiva sudorazione può peggiorare la dermatite, quindi, norma a cui attenersi in generale, sarebbe meglio evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata. La sera, dopo il bagno o la doccia, va sempre da applicata la crema idratante consigliata dal vostro pediatra o dermatologo, per l’estate è da preferire una texture più leggera e meno grassa di quella usata nei mesi invernali.
Durante l’esposizione al sole va sempre utilizzata una crema con filtro solare ben idratante, specifica per pelli atopiche.
Vorrei inoltre aggiungere che esistono stabilimenti termali in luoghi di villeggiatura, anche montani, nei quali le acque hanno un effetto estremamente benefico sulla pelle atopica.

Allergie respiratorie ad inalanti

In caso di allergie ad inalanti, sia che si tratti di rinite e/o congiuntivite, sia di asma, è possibile indirizzare la vacanza verso una meta o l’altra per trovare un beneficio alla sintomatologia.
I soggetti allergici agli acari della polvere stanno meglio in montagna, dove, per il clima più freddo e secco, l’acaro prolifera molto meno.
Invece per i bambini allergici ai pollini stagionali è importante informarsi sul calendario stagionale di pollinazione; in generale è da preferire sempre il mare Perché in montagna si trovano gli stessi allergeni della pianura, solo con una fioritura ritardata temporalmente.

Infezioni frequenti delle vie respiratorie

I bambini che si ammalano spesso durante i mesi invernali più frequentemente soffrono di faringiti, otiti, riniti e della sempre presente tosse. Anche per questa categoria di soggetti il soggiorno al mare potrebbe dare un miglioramento della situazione presente e anche per l’anno a venire. Ricordiamoci che le soluzioni saline che utilizziamo per l’igiene delle vie respiratore e come base di aerosol e docce nasali mimano proprio l’acqua marina.

Disturbi del sonno ed inappetenza

Come ho già detto il mare ed in generale la vacanza non fanno miracoli, quindi se avete un bambino che mangia pochissimo non aspettatevi di trovarvi i vacanza un divoratore seriale di banchetti. In generale però il clima rilassato della vacanza, sia essa al mare, sui monti o in campagna, l’attività fisica all’aperto (passeggiate, corse, bagni), il maggior tempo a disposizione per cucinare da parte della mamma, la reperibilità di materie prime genuine e gustose, la maggior frequenza di pasti appetitosi consumati al ristorante, potrebbero contribuire ad aumentare l’appetito anche dei bimbi più difficili da questo punto di vista. Voglio comunque ricordare qui che la scarsa alimentazione (scarsa ai nostri occhi!) di un bimbo che assume una dieta normalmente variata, cresce regolarmente (magari più in altezza che in peso) ed è normalmente vivace, non rappresenta assolutamente un problema reale!
Per quanto riguarda il sonno disturbato la situazione è estremamente variabile. Che il mare agiti e crei insonnia non è assolutamente un dato certo: in alcuni soggetti infatti il mare rilassa tantissimo. Quindi in questo caso c’è solo da provare a vedere che effetto fa ai nostri bambini.

Se si sceglie una mare esotico….

Il mare, come abbiamo detto, può portare benefici ai bimbi che abitano tutto l’anno lontano da esso. Ma vorrei qui ricordarvi di parlare bene della meta del viaggio che avete in progetto con il vostro pediatra di famiglia, soprattutto qualora sceglieste un soggiorno all’estero. Per alcuni paesi, infatti, sono fortemente consigliate una serie di norme igieniche e comportamentali (es. evitare il consumo di acqua del rubinetto oppure utilizzare repellenti per insetti, a seconda dei luoghi), oltre che preventive (es. vaccinazioni, come quella per l’epatite A, o profilassi farmacologiche come nel caso della malaria).

E se non c’è la possibilità di fare un soggiorno lontano da casa?

Mi capita spesso di sentire genitori che tristemente mi raccontano di non riuscire economicamente ad affrontare il costo di una vacanza estiva con tutta la famiglia: credo che i benefici più importanti che derivano dalla vacanza siano, sia per i bimbi che per i genitori, la conseguenza dello stare insieme, quindi se si può ben venga il soggiorno lontano da casa, altrimenti l’importante è riposarsi e divertirsi tutti insieme.

Peddyfra