Un dolce Novembre con il Cachi

Il Cachi è un frutto tipicamente autunnale che compare sulle tavole solo per un breve periodo dell’anno ma che merita di essere conosciuto e consumato, sia per il suo sapore dolce e avvolgente che per le sue proprietà.

Il Diospyros kaki, questo è il nome scientifico del cachi, appartiene alla famiglia delle Ebenaceae, ed è originario dell’Asia Orientale. Il termine Diospyros deriva dal greco e significa “grano di Giove”, per evidenziarne simbolicamente le qualità. È una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo ed era già conosciuta in Cina più di 2000 anni fa. Le furono attribuiti anche il nome di “mela d’oriente” o “albero dalle 7 virtù”: infatti, vive a lungo, oltre i 50 anni, crea molta ombra, non ci sono nidi di uccelli tra i suoi rami e non viene attaccato da parassiti. In più, le foglie sono molto decorative e una volta cadute sono ottime come concime; infine, dal legno compatto si ottiene un bel fuoco. Ma non è tutto.

Il cachi è un frutto molto nutriente e zuccherino: è composto per circa il 18 % da zuccheri, per il 78,2 % da acqua per lo 0,80% da proteine, 0,40% da grassi. È l’ideale per gli sportivi e per chi si sente un po’ sotto tono.  Contiene una discreta quantità di vitamina C e carotenoidi, precursori della vitamina A, un antiossidante molto importante per la salute della pelle e del sistema immunitario. Ha un buon contenuto di potassio che gli conferisce effetti lievemente diuretici. Inoltre, svariati studi hanno evidenziato che l’estratto di cachi, ricco di numerosi flavonoidi, può avere un’azione importante nella prevenzione dell’aterosclerosi delle dislipidemie, del diabete e nelle malattie neurodegenerative.

Il frutto ha anche proprietà lassative, grazie alla presenza di fibra, ma se consumato acerbo risulta astringente a causa della notevole quantità di tannini. Per goderne appieno sapore e benefici, il cachi deve essere maturo, altrimenti allappa, cioè lascia una sensazione palatale che ne rende difficile il consumo.

La maturazione in genere, avviene a frutto già colto e il colore, da arancione pallido diventa molto più intenso.  Per farli maturare vanno tenuti in un luogo fresco e asciutto, in una cassetta ricoperta con un cartone, meglio se alternati a cassette di mele. I cachi pronti da mangiare devono essere morbidi ma non molli, senza annerimenti o segni di muffa. In genere si asporta il picciolo e si scava la polpa con un cucchiaino. La consistenza è un po’ gelatinosa, caratteristica che non a tutti piace. Il cachi è buono come dessert a fine pasto o come merenda energetica prima dello sport ma si presta a moltissime ricette più o meno elaborate. Di recente ho assaggiato un delizioso frullato preparato con cachi, melone invernale e yogurt bianco senza zucchero. Ottimo per una merenda semplice e nutriente. Per renderlo più goloso si può spolverare il frullato con granella di nocciole e scaglie di cioccolato fondente.

Un buon modo per godersi i frutti dell’autunno.

 


Bibliografia

Persimmon (Diospyros kaki L.) leaves: a review on traditional uses, phytochemistry and pharmacological properties. Xie. C et al. 2015. J Ethnopharmacol.