Voglio cambiare lavoro! Qualcosa non va?

Cambiare lavoro può essere stimolante o un trauma, dipende dal contesto e dal nostro carattere, nonché dalla capacità di volgere al bello i fatti della nostra vita

Cambiare lavoro è una delle opzioni che la vita ci propone, in modi diversi tra loro e a volte indipendenti dalla nostra volontà. A volte può essere semplice, a volte meno. Alla base di tutto c’è il nostro modo di vivere il cambiamento, in generale.

LA VITA È FATTA DI CAMBIAMENTI

Nella vita succedono i cambiamenti. Anzi direi che il cambiamento è indice stesso di vita. Ci sono cambiamenti piccoli che accadono quasi ogni giorno, cambiamenti un pochino più ampi che capitano impiegando molto tempo, cambiamenti molto grandi che capitano di rado, o anche solo una volta o due nella vita.

Ancora ci sono cambiamenti positivi, entusiasmanti, desiderati, preparati, altri improvvisi, altri ancora dolorosi, come la perdita di una persona cara o di una condizione positiva.

Noi stesse cambiamo nel tempo, nel corpo, ma anche nella psiche, nello spirito, evolviamo, accumuliamo esperienze, memoria e saggezza che ci cambiano col passare degli anni.

LAVORO E CAMBIAMENTO

Ci sono persone che fanno lo stesso lavoro per una vita. Non parlo solo del mito del “posto fisso” ormai quasi decaduto, ma di una specifica professione, di una mansione, che pur magari cambiando luoghi e modalità resta la stessa nel tempo. Altre persone invece cambiano più volte lavori, si trovano a ricoprire mansioni anche molto diverse nel corso della loro esistenza. Come si determinano queste differenze? In parte, in grossa parte, dipendono da come le persone sono, dalle decisioni che prendono, dalla loro visione del mondo. Tutto questo va a determinare in qualche modo la loro vita e i loro lavori. Parte dipende anche dalle imposizioni dell’ambiente esterno, dalle richieste del mercato, che talvolta obbligano al cambiamento, o a mantenere una certa condizione professionale.

FINE DI UN CICLO DI LAVORO E VOGLIA DI CAMBIAMENTO: NORMALE O SINTOMO CHE QUALCOSA NON VA?

Dipende. Le variabili in gioco sono numerose e possiamo enunciarne alcune, anche se ogni persona nella sua propria personale storia di vita potrebbe riscontrarne di altre.

  1. CAMBIAMENTO VOLUTO O IMPOSTO?

Questo aspetto è fondamentale, il ciclo di lavoro giunge al termine per motivi nostri legati a desideri e cambiamenti esistenziali o dipendono magari dall’azienda per cui lavoriamo e noi ci troviamo a subirlo?

Questo è un aspetto importante, ma ancora più importante è la maniera in cui decidiamo di reagire. Si ho detto “decidiamo”. Perché anche se è vero che le emozioni ci nascono dentro e possiamo solo ascoltarle e dar loro adeguata espressione è anche vero che una volta riconosciute in noi determinate emozioni, possiamo usarle in modo più o meno costruttivo.

Ci sono persone più resilientidi altre. Persone che trovano un “senso” della vita più profondo in quel che fanno. Questo determina un livello di benessere maggiore.

  1. PER QUALE MOTIVO ARRIVANO LA FINE DEL CICLO DI LAVORO E LA VOGLIA DI CAMBIAMENTO?

Fare un’analisi delle cause ci aiuta a capire meglio quello che sta succedendo senza subirlo. Siamo cambiate, evolute, abbiamo accumulato maggiori competenze cui dare voce? Questo può dar vita a due punti di vista opposti con conseguenze opposte. Al negativo crea scontentezza nel lavoro svolto, ci sentiamo svalutate, senza lo spazio adeguato ad esprimere tutte le nostre potenzialità. Al positivo è una spinta a crescere ancora, a creare la situazione adatta per sé. A scrivere un progetto, a prepararsi per un cambiamento.

IL SENSO DEL DESIDERIO DI CAMBIAMENTO

Ma insomma questo desiderio di cambiare è un sintomo negativo o è normale?

Ancora una volta la risposta è che dipende dalla lettura personale. Possiamo avere una lettura positiva e propositiva o negativa di quasi ogni situazione. Addirittura anche eventi catastrofico possono con un tempo di adeguata elaborazione assumere un senso specifico per una persona e darle una spinta evolutiva.

NELLO SPECIFICO PER UNA DONNA CHE DIVENTA MAMMA?

Quando una donna diventa mamma, vive una trasformazione fisica e psicologica profonda. Avrà inoltre nuove esigenze e una considerazione diversa dei suoi tempi, che del tutto suoi non saranno più per lungo tempo. Anche se è sano e giusto che una mamma resti donna con i propri desideri e progetti, è vero e altrettanto sano e giusto che parte del suo tempo per un certo quantitativo di anni sarà dedicato ai figli. Questo sarà un criterio che una mamma considererà nelle sue scelte future.

Spesso capita che una mamma perda il lavoro. Oppure che gli orari e la mole di lavoro precedenti non siano più compatibili con la nuova vita di mamma. In questi casi ci si può sentire costrette, tra le pressanti richieste lavorative e le “richieste” di tempi e cure da parte del bambino. Un cambiamento allora è sintomo negativo o normale? Anche in questo caso c’è la scelta. Il cambiamento lo abbiamo messo in atto diventando mamme. Dopo certo se ci licenziano non è una nostra scelta, se questo comporta un’enorme problema economico reagire positivamente diventa difficile. Molto difficile, ma sempre possibile. La capacità di essere resilienti e di dare un proprio senso all’accaduto lo possiamo vedere nelle vite di tante mamme. Si usano le proprie energie per creare una rete con i familiari, alcune sono capaci di reinventarsi professionalmente, attraverso magari una competenza collaterale o mettendosi in proprio o in piccolo gruppo con altre mamme per mettere a frutto le proprie competenze professionali.

La fine di un ciclo lavorativo e il desiderio di cambiaento sono eventi che di per sé non sono positivi o negativi, vanno contestualizzati e relativizzati al vissuto della singola persona.

PICCOLO CONSIGLIO:

Sul benessere relativo alla capacità di vivere una vita piena di senso, l’aver chiaro il proprio senso della vita per vivere felici consiglio di leggere “Ikigai” di Bettina Lemke. Il sottotitolo recita: Trovare il senso della vita per essere felici. Mi sembra un’ottima conoscenza da assumere per affrontare il tema del cambiamento lavorativo, di più per vivere con maggiori consapevolezza e benessere la propria vita.