Il cambio di stagione come opportunità di decluttering

Il cambio di stagione dei vestiti dei bambini è un po’ la croce e delizia di ogni genitore: vediamo come ottimizzarlo e farne una buona occasione di decluttering

Abbiamo già visto come approcciare il problema giochi, ora arriviamo davvero al punto dolente: l’abbigliamento e le scarpe.
Mentre per gli adulti la taglia è più o meno stabile, la loro taglia di riferimento è in divenire e questo comporta due grandi problemi:

  1. ogni cosa deve essere aperta, misurata visivamente e valutata
  2. a verifica effettuata, nella maggior parte dei casi ci si rende conto di dover integrare cospicuamente il guardaroba figliesco

A questi non posso purtroppo ovviare, ma posso cercare di aiutarvi a livello organizzativo.
Vediamo quindi come approcciare il cambio di stagione e farne una seria opportunità di decluttering!

I vestiti: ma quanto crescono sti figli?

Seppure con un fattore rallentato rispetto ai primissimi anni di vita, i bambini crescono sempre in maniera strabiliante e spesso la maglietta comprata il mese prima sembra essere passata attraverso un incantesimo rimpicciolente.
Mettetela così: se un capo di abbigliamento vi dura tutta una stagione, e potete ragionevolmente pensare di riutilizzarlo anche l’anno successivo, o vostro figlio ha 17 anni (e allora vi piace vincere facile, pò pò pò) oppure avevate comprato le cose molto in crescenza (non barate eh!).

Urge perciò anche in questo senso un’azione potente di decluttering (anche perché la stanza dei figli in genere contiene, in volume, circa l’equivalente di tre stanze di mamma e papà), e possiamo organizzarla proprio in occasione del cambio di stagione (ottimizzazione, sempre)
Ecco quindi un metodo garantito per organizzarvi: i raggruppamenti!

Lo tengo di sicuro!

Nel sicuramente sì ci andranno i vestiti che sono larghi o quantomeno comodi (al momento di tirarli fuori l’anno successivo ovviamente dovrete fare una verifica) e soprattutto che soddisfino i gusti dei bambini (tenere una maglia rossa quando vostro figlio odia il rosso non è una buona idea, per esempio).
In questo caso, per ottimizzare il cambio di stagione, vi consiglio di dividere tra “sopra” e “sotto”: da una parte maglie, felpe, maglioni e camicie e dall’altra pantaloni di vario tipo (se poi siete pignole potete anche ulteriormente dividere in “occasioni speciali”, “da tutti i giorni” e “da casa”)

E se riuscissi ad utilizzarlo ancora?

Nel mucchio del forse ci finiranno dentro: le cose che sono un po’ più larghe del dovuto, quelle cui i vostri figli sono particolarmente affezionati e quelle che, in previsione di poter essere rimesse abbisogneranno di piccole revisioni (una chiusura lampo rotta, una piccola scucitura)

Visto che statisticamente nessuno di noi abita nella Reggia di Caserta, dobbiamo mirare ad eliminare le incertezze. Poniamoci quindi le solite domande:

  • Siamo ragionevolmente convinti che quelle cose possano servire ai nostri figli l’anno successivo? (non solo in termini di taglia, quanto di gusti: una felpa con Super Pippo per quanto sia della taglia giusta, potrebbe non avere grande appeal per un ragazzino di 10 anni)
  • Siamo sicure che valga la pena spendere tempo e/o soldi per aggiustare un capo? (anche qui occorre ragionare in termini di taglia e gusto: fate un sereno rapporto costi/benefici)
  • Ci sono occasioni in cui anche un capo non perfetto può essere ancora sfruttato? (io per esempio ne tengo sempre qualcuno destinandolo al solo uso domestico, in modo che poco importi di macchie o piccole scuciture: se proprio devono gettarsi a terra a giocare meglio che lo facciano non con il pantalone buono, no?)

Dalle risposte che riuscirete a darvi i capi finiranno automaticamente in uno degli altri due gruppi, ovviamente!

Questo non fa più per me

Nel sicuramente no, che in genere per i bimbi in crescita è il mucchio più cospicuo (purtroppo), metteremo le cose piccole e anche quelle di taglia più grande che si sono rovinate con l’uso e i lavaggi (e sono improponibili o in esubero rispetto anche all’uso domestico).

Davanti al nostro mucchio(ne) abbiamo alcune ulteriori opzioni di collocamento/smistamento:

  • mettere da parte per figli, cuginetti, amichetti più piccoli e quindi sistemare in apposita scatola (etichettatela indicando l’età o la taglia indicativa!)
  • riciclare come regali (capita, di avere cose ancora con il cartellino… a voi no?)
    donare a istituti che ne hanno bisogno (case di ragazze madri, orfanotrofi etc), ma tenete ben presente che i capi devono essere in buono stato: l’aiuto non deve calpestare la dignità, mai!
  • mandare al macero o usare come stracci (avete presente il calzino bucato o spaiato? Ecco…)

 

Le scarpe: ora o mai più

Se il resto del corpo dei nostri figli cresce in fretta, i loro piedi lo fanno in maniera quasi imbarazzante. Raramente, in ormai quasi 10 anni di esperienza sul campo, mi è capitato di riuscire a far loro una stagione intera con lo stesso numero di scarpa!
Le scarpe sono un qualcosa di cotto e mangiato: conviene fargliele sfruttare al massimo!

È davvero difficile, infatti, che possano essere tenute da parte per l’anno successivo e non sempre possono essere riciclate per figli più piccoli o cuginetti etc: il piede, la postura, sono infatti una cosa assolutamente personale e il portare una scarpa “viziata” e deformata dall’andamento di qualcun’altro può portare a problemi di schiena o fastidiosi dolori alle gambe o ai piedi.

Il mio consiglio è dividere in due gruppi:

  • scarpe usate pochissimo e senza deformazioni evidenti derivanti da postura particolare (basta osservare se le suole non sono consumate in maniera uniforme o mettere le scarpe su un tavolino e notare se appaiono “dritte”), possono essere destinate ad altri piedini e quindi potete metterle da parte o regalarle o darle a chi ha bisogno.
  • scarpe oggettivamente danneggiate o deformate vanno (a mio parare) buttate senzase” e senza “ma”.

A questo avete ultimato la prima fase del cambio di stagione: il togliere le cose della stagione passata. Ovviamente, se avete fatto queste operazioni anche la scorsa volta, la seconda fase sarà piuttosto veloce: non vi resterà che ricontrollare velocemente i capi messi via in precedenza per verificare a occhio la taglia e risistemare il tutto negli armadi!
Conosco mamme che preferiscono una visita dal dentista al cambio di stagione degli armadi dei piccoli di casa, ma con questo metodo avrete risolto due problemi: non solo il cambio di stagione ma anche il decluttering… niente male no? 😉

Buon cambio di stagione a tutte!