La cannella: la spezia delle Feste (e non solo)

Il suo profumo è inconfondibile e tra le spezie è quella che più ricorda il Natale e le Festività invernali. Impariamo a conoscerla e ad usarla tutto l’anno.

La cannella o cinnamomo è una pianta sempre verde che appartiene alla famiglia delle Lauraceae e dalla quale si ricava l’omonima spezia. In genere si fa riferimento a due tipologie di pianta, la Cinnamomum zeylanicum, nativa dello Sri Lanka, e piuttosto costosa e la Cinnamomum cassia, originaria della Cina dall’aroma più aspro e più economica.

È curioso sapere che questa spezia non si ricava dal seme o dal frutto della pianta, bensì dal fusto e dai ramoscelli che, una volta estratti dal rivestimento di sughero e trattati, assumono il classico aspetto di una piccola pergamena color nocciola. La cannella può essere venduta in questa forma e sbriciolata al momento dell’uso, oppure in polvere. Esiste anche l’olio essenziale, ottenuto macerando la corteccia in acqua e poi distillando. Il liquido ambrato che se ne ricava è assai ricco di sostanze antiossidanti come l’eugenolo. Un interessante studio del 2015, ha evidenziato l’effetto protettivo che l’olio essenziale di cannella, aggiunto in cottura, ha sulla per-ossidazione dei grassi usati per cucinare, migliorandone la stabilità chimica e quindi mantenendoli più salutari.

La cannella è usata in molti modi differenti e da diversi secoli per le proprietà fitoterapiche. È indicata per combattere le malattie da raffreddamento ed efficace come antibatterico e antifungino. La medicina Ayurvedica e quella Cinese la usano per i problemi mestruali (come la dismenorrea), nel trattamento delle febbri e per alcuni disturbi intestinali, poiché aiuta a rallentare l’attività di fermentazione che causa gonfiore e flatulenza.

Questa spezia ha un elevato potere antiossidante, circa 60 volte maggiore di quello della mela, tre volte quello della curcuma e circa quattro dello zenzero grazie a tannini, aldeide cinnamica, canfora ed eugenolo.  Molto interessante è anche la scoperta che alcuni composti della cannella come l’aldeide cinnamica e le epicatechine, ostacolano la formazione degli agglomerati proteici “tau” che uccidono la memoria e caratterizzano l’Alzheimer. Questi composti, combattono i danni dell’ossidazione dei radicali liberi che si traduce in infiammazione e sviluppo delle proteine tau.

Inoltre, secondo alcune ricerche, il cinnamomo contribuirebbe a ridurre la resistenza insulinica e a regolare la glicemia postprandiale sia nei pazienti obesi che in quelli normopeso. Inoltre, svariati studi hanno ipotizzato effetti benefici della spezia anche su persone affette da diabete di tipo 2, che è considerato un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer.

In genere si consiglia di usare da uno a quattro cucchiaini al giorno di cannella in polvere e di non superare questa dose per via del contenuto di cumarina, un composto lievemente tossico per l’organismo.  In questo modo si potrà beneficiare con il massimo della tranquillità degli innumerevoli vantaggi forniti dalla spezia.

In cucina, la tradizione occidentale la predilige nei dolci, abbinata alla frutta (mele, pere, agrumi) oppure nella lavorazione del cioccolato o ancora aggiunta a tè e tisane o bevande alcoliche come i liquori. Non dimentichiamola in meringhe, gelati e creme. A me capita di suggerirne l’uso anche nel caffè; è un piacevole stratagemma che aiuta ad abituarsi a berlo senza zucchero.

La tradizione orientale e creola, invece, fa un ampio uso di cinnamomo nei piatti salati, soprattutto a base di carne.

Aspettiamo di vedere cosa suggeriranno le nostre food bloggers per portare in tavola la cannella tutto l’anno e goderne appieno il gusto e gli effetti benefici.

 

Bibliografia

Loizzo M.R. et al. 2015. Anti-rancidity effect of essential olis, application in the lipid stability of cooked turkey meatpatties and potential implication for health.  Int J Food Sci Nutr.

Costello R.B. 2016. Do Cinnamon Supplements Have a Role in Glycemic Control in Type 2 Diabetes? A Narrative Review. J Arcad Nutr Diet

Momtaz S. eta al 2017. Cinnamon, a promising prospect towards Alzheimer’s disease. Pharmacol Res