Cara Mamma che non lavora

Cara mamma che non lavora, spesso mi hai parlato di come la vita per te sia difficile, di come le mura domestiche siano una prigione e di come il ruolo di madre possa diventare opprimente.

Io, che ho scelto di lavorare, non posso che capirti.

Capisco la difficoltà, capisco la voglia di scappare, la voglia di avere uno stipendio, di avere ore di libertà, di essere te stessa e non solo essere “la mamma di”.

Però, cara mamma che non lavora, non invidiare chi lavora perché ci sono sentimenti ed emozioni con cui noi, che invece lavoriamo, dobbiamo convivere ogni giorno e che invece a te sono risparmiate:

La nostalgia che ti colpisce come un pugno quando incroci una mamma con il suo bambino o quando senti una vocina, una risata o un pianto di un piccino e tu non sei con il tuo.

La fitta al cuore che si prova quando tuo figlio ti chiede: le altre mamme c’erano, perché tu no? Oggi mi puoi venire a prendere prima? Domani posso stare a casa?

Le giornate in cui ti assale l’ansia per cose assolutamente assurde, tipo: oggi mangia le mozzarelline, gliele taglieranno a piccoli pezzi? E ci pensi e ci ripensi tutto il giorno. Quasi vorresti chiamare l’asilo per assicurartene, ti ferma solo la paura di essere presa per pazza.

L’invidia per chi ha di fronte una giornata da inventare con i propri bambini mentre a te sono concesse solo poche ore e in quelle ore siete tutti stanchi morti, in più ci devi infilare cena, bucato e varie ed eventuali.

La sensazione che si prova dover svegliare, vestire e letteralmente trascinare i tuoi figli all’asilo la mattina, ben sapendo che questa cosa del “siamo in ritardo” da loro non può essere capita.

Il sapere che la maggior parte della sua giornata la sta passando con estranei, che non saprai mai davvero cosa ha provato e cosa ha imparato. Le sue lacrime saranno asciugate da altri, i suoi progressi fatti lontano da te, ci saranno altri a dirgli “bravo” e altri a correggerlo quando sbaglia, in modo diverso da come lo faresti tu.

Le mille giornate in cui vorresti aver fatto un’altra scelta.

La voglia di preparare una torta insieme a loro e invece il tempo non c’è mai. E magari ti sei pure illusa e hai comprato gli ingredienti che stanno andando a male in frigo.

Il comprare mille regalini sperando di colmare i buchi della tua assenza, sapendo che non funziona così e che oltretutto stai pure facendo qualcosa di diseducativo.

Il senso di colpa la sera quando un’altra giornata ti è scivolata tra le dita e tu hai fatto tante cose importanti ma hai dedicato poco o niente alle persone più importanti della tua vita.

Cara Mamma che non lavora, i bilanci si fanno alla fine e io sono sicura che quando ci guarderemo entrambe indietro, quando i nostri bimbi saranno uomini e donne, sarai tu quella più felice, più fiera di te stessa e con i ricordi migliori.

Una mamma che lavora