Che ne pensiamo delle donne, Chicco?

Per comprendere se davvero rispetto le donne, elencherò pregi e difetti delle due donne che contano di più nella mia vita.

Pregi di mia moglie secondo me:

è dolce, sensuale, intelligentissima, ha un senso dell’umorismo molto spiccato. Ha gusto in tutto. E’ capace di illimitata dedizione nei confronti di chi ama; è una grande lavoratrice, sa prendere i bambini, in cucina è un’artista.

Difetti di mia moglie:

è orgogliosa, è pedante. Non sfoga la rabbia ma la comprime finché, giunta al limite, tracima di negatività gratuita quasi inarrestabile (quando fa così mi terrorizza, fa l’effetto di un’onda lenta ma violentissima). Tende a negare i problemi anziché affrontarli, certe volte fa troppo affidamento sulla sua simpatia e diventa inopportuna. Ha pochissima cognizione del tempo – è capace di pensare che siano le 15 e invece sono le 17, con tutte le nefaste conseguenze del caso.

Pregi di mia madre:

è generosa, ha una lungimiranza quasi soprannaturale. Sugli accadimenti del mondo ci azzecca praticamente sempre (specie quando vorrei si sbagliasse). E’ determinata, affidabile, non si risparmia mai.

Difetti di mia madre:

è insicura, si chiude, non sa immedesimarsi, dimenticare o perdonare. Quando qualcosa la fa soffrire non ne parla apertamente, ma anzi lo archivia nella parte brutta della sua memoria e su quello basa tutti i suoi comportamenti futuri da qui all’eternità. Ha deciso troppo presto di non poter/voler cambiare in meglio, è afflitta da un insormontabile senso di insoddisfazione. Pretende di riempire i bicchieri mezzi vuoti di tutti, senza rendersi conto di vedere il proprio sempre completamente prosciugato.

Nessuna, ripeto, nessuna di tali caratteristiche è strettamente legata all’essere donna. Mascolinità o femminilità, per me, sono aspetti che rilevano solo quando ci si rapporta tra sessi. E’ come ci avvertiamo e come ci avvertono le persone dell’altro o del nostro sesso quando si tratta di questioni sessuali (a tutti i livelli). Ho lavorato, suonato, studiato, recitato con uomini e donne, trovandomi benissimo o malissimo con entrambi, sempre in base alle singole persone. (Unica piccola eccezione: ho constatato che le donne, sul lavoro, spesso interagiscono male tra loro e finiscono per sbranarsi).

La vedo così.

Non farò nessuno sforzo per spingere mio figlio Chicco a rispettare le donne, come ne farò per portarlo a rispettare i fruttivendoli o gli sciatori. Spero che rispetterà le persone tutte e che imparerà a cucinare bene (per ricambiarmi tutti i pranzetti che gli ho preparato io).Spero impari a stirarsi le camicie da solo, poiché la fine delle camicie stirate nel cassetto è un SUO problema (non potersele mettere, intendo). Che impari a tenere una casa pulita e a curare le cose in generale, il che gli farà guadagnare molti, molti punti con il prossimo.

Il tempo dell’uomo che va per i campi a procacciarsi il pane, mentre la donna, dedita e ubbidiente, bada al focolare, è terminato più o meno quando sono spariti i campi e il focolare. Se vuoi fare il patriarca, ne hai facoltà: comprati un campo, ripristina un focolare, stacca la corrente elettrica e gira in calesse.

Ciao.