Cinque modi per dire Libertà

Ogni giorno che passa, ad ogni decisione che prendo, per ogni domanda a cui rispondo, mi accorgo quanto sia difficile il mestiere di genitore. Da una parte ci siamo noi, gli “adulti”, con il nostro vissuto, le nostre conoscenze della società di oggi, le idee ormai consolidate. Dall’altra ci sono loro, i nostri figli, ingenui e pronti a ricevere informazioni come piccole spugne voraci.
Ancora prima di avere figli, ho sempre considerato il diritto alla libertà come uno dei valori più importanti. Ma poi, all’atto pratico, ti accorgi che insegnare la libertà non è così semplice! Perchè la libertà, naturalmente, non è fare tutto quello che passa per la testa! E questo per dei bimbi piccoli è forse il messaggio più difficile da recepire.Sta a noi trasformare il concetto di libertà nei giusti modi di comportarsi, attraverso il nostro esempio e le nostre parole.

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Quindi, insegnamo loro a essere liberi di:
Amare. Sembra ovvio, ma non è così. Alcuni bimbi desiderano coccole e contatto, altri meno, ma non per questo si deve pensare che vogliano meno bene! Io vivo con due caratteri diversi in questo aspetto: Bea è sempre stata più coccolona, più fisica, Dodo molto meno. Ma non per questo mi sognerei mai di pensare che lui mi ami meno di quanto faccia lei!
Crescere. Quanto ci sembrano sempre piccoli i nostri cuccioli? A volte ci chiediamo: “ma capirà/saprà fare questa cosa?”. Ebbene, preparatevi perchè, se ben guidati, non tarderanno a stupirvi!
Sbagliare. Non intendo solo l’importanza di capire l’errore fatto e cercare di rimediare. Ma proprio accettare il proprio errore, la possibilità di sbagliare, di perdere, di arrivare secondo, di non essere perfetti (anche questo è in parte legato al carattere!)
Divertirsi. Quando sono piccoli, giocare è la loro missione, il gioco è strumento per conoscere e conoscersi. Crescendo l’opportunità di imparare attraverso il gioco continua, ma di fondo è il divertimento che loro ricercano. Un divertimento che deve sempre andare di pari passo con il rispetto (e si inizia a parlare della libertà altrui!)
Esprimersi. Dire ciò che pensano, ciò che provano, paure ed emozioni, non è così semplice. Anche qui la fa da padrone il carattere, anche se il mio desiderio è che i miei figli riescano ad essere sinceri con me sempre, nonostante la timidezza o l’eccessiva parlantina!

Se tutte queste riflessioni sembrano essere banali e in ogni modo condivisibili quando abbiamo a che fare con bimbi piccoli, la situazione inevitabilmente cambia quando i nostri figli crescono, i condizionamenti scolastici la fanno da padroni e nasce il loro tentativo di distanziarsi dai nostri pensieri. Insomma, l’età preadolescenziale non è facile da gestire in tutte le sue sfumature.
Il mio tentativo è quello di trasmettere un senso di protezione e non di imposizione. Guidare le scelte di Bea (e poi di Andrea, tra pochi, pochissimi anni!) facendole capire che voglio proteggerla e insegnarle a proteggersi.