La “Città dei Bambini” a Genova

Amore visto che in Costa d’Avorio c’è ben poco da organizzare per i bambini, che ne dici di approfittare delle vacanze estive in Italia per organizzare qualcosa?

È iniziata così, con una fra e un Marito Paziente molto impazienti di far vivere ai Patati delle belle esperienze perché no, anche formative.

Tra le varie proposte spiccava lampeggiante Genova. Il contingente adulto della Tana ci era già stato quando si era ancora in due e ne eravamo rimasti entusiasti, quindi avevamo ripetuto l’esperienza con due patati piccoli ottenendo un epicfail di dimensioni colossali. Doppiata l’età di patato grande, abbiamo deciso di correre di nuovo il rischio e ci siamo avventurati.

Siccome a noi piace l’improvvisazione, prima di partire avevamo già studiato percorso, uscita, parcheggio e cose da vedere. Siamo fatti così, non c’è nulla da fare.

Arrivati a Genova abbiamo deciso, come prima cosa, di portare la figliolanza alla Città dei bambini, che la volta precedente avevamo evitato (col senno di poi: più che una dimenticanza, un errore).

La Città dei Bambini è uno spazio attrezzato diviso in più ambienti dedicati e pensati a diverse fasce di età.
Da notare che è presente anche uno spazio dedicato ai bimbi fino ai 2 anni (in cui non siamo entrati, visto che i Patati hanno decisamente superato quella fase di crescita) ben attrezzato e divertente e separato, ma comunicante, con il resto dello spazio, il ché mette in sicurezza i bambini più piccoli dall’entusiasmo dei più grandi ma non li fa sentire isolati.

La prima cosa che si trova entrando nell’ambiente di gioco/apprendimento e che colpisce grandi e piccini è un grande spazio organizzato come un cantiere, in cui il bimbo può giocare a “costruire” una casa realizzando tamponature, trasportando i mattoni, spostandoli con carrucole e attrezzi vari che danno la misura di quella che è la vera vita di cantiere, ma tutto a misura di bimbo.
Diciamo che, di tutta la struttura, questa è la parte maggiormente interattiva e che consente anche il gioco collettivo. La fra, con molta nonchalance, ha anche aiutato a costruire qualche parete: del resto, fa l’architetto: c’ha la giustifica, come dire.

Genova - Città dei Bambini 1

Tra le varie proposte ludico-educative, che sono abbastanza, ne spiccano poi alcune in grado di coinvolgere in maniera spontanea e immediata i bambini di ogni età ;-).

Ovviamente, i giochi con l’acqua, tra cui ce n’è per esempio uno che fa capire in maniera immediata e tangibile il funzionamento di dighe e sbarramenti; in questo ambito uno degli spazi maggiormente frequentati è poi quello delle bolle di sapone che permette di creare superfici piane, bolle grandissime (quelle famose che inglobano le persone!) e anche quelle realizzate con supporti sagomati a forma di prismi e figure tridimensionali (che servono per spiegare come la bolla si ponga automaticamente su una superficie di minimo ma è un concetto un po’ complesso da spiegare: a volte il solo guardare basta a comprendere qualcosa!)
Genova - Città dei Bambini 3

Oltre ai giochi a base acquosa, un’altra cosa attrae irrimediabilmente: un vero e proprio formicaio enorme: ci si può “entrare” (meraviglioso) per osservare come vivono, mangiano, muoiono le formiche. È organizzato in modo che, attraverso dei vetri, si possano vedere le formiche impegnate nelle loro attività quotidiane.
Per la generazione della fra e del Marito (che sembrava un bambino il giorno di Natale ma era sempre) Paziente, cresciuta con l’Ape Maia in loop, con tutto quello che ne consegue, è stata un’esperienza mistica. I nostri figli hanno dovuto divellerci, per portarci via.

Genova - Città dei Bambini 2

Oltre a questo ci sono giochi che spiegano le varie forme di energia: cinetica, elettrica, termica, etc e le loro trasformazioni, la polarità della luce, gli specchi deformanti.

Una delle cose che abbiamo trovato interessante di questo spazio è la scansione delle attività proposte, che vanno, in ordine, dalle più semplici alle più complesse, con divisioni percepibili ma che permettono il soddisfacimento di curiosità anche da parte dei più piccoli.

Una delle cose, invece, che ovviamente abbiamo apprezzato è il fatto che per quanto ci sia un percorso diciamo incrementale a livello di competenze, non ci sono “uscite” possibili intermedie: si esce da dove si è entrati e ciò consente di lasciare i bambini liberi di vivere le loro esperienze, se vogliono, in autonomia senza sentirsi sulle spalle gli artigli di falco materni e senza essere costretti a stare nello stesso posto. Questo per noi genitori di bambini che attualmente sono uno nella fascia scoperta del mondo e delle leggi fisiche che lo regolano e l’altro in quella di tutto il mondo è ancora un gioco e chissenefrega di come funziona è stato fondamentale.

Insomma la Città dei Bambini si è rivelato uno spazio che permette ai bimbi di giocare e, in caso siano in quel momento recettivi, anche di imparare qualcosa di fisica, che non guasta. Noi grandi ce ne siamo innamorati; Patato Piccolo ha essenzialmente giocato ma Patato Grande si è anche fatto delle domande intelligenti (evviva!); a noi della Tana è piaciuto molto e vi consigliamo, se siete coerentemente vicini o avete in programma un viaggio a Genova di portarci i vostri figli, siamo ragionevolmente sicuri che vi divertirete un mondo anche voi insieme a loro!

La prossima volta vi parlerò del proseguimento di giornata con la visita del celeberrimo Acquario 😉
(vi anticipo che se avete intenzione di visitare entrambi vi conviene comprare un biglietto unico che abbia più “attrazioni”: si risparmia abbastanza!!!)