Parità di genere: come crescere un figlio maschio?

Come crescere un figlio maschio, in un mondo ancora connotato secondo il genere e basato su stereotipi?

Ciao a tutte!
Confesso che il tema di questo mese mi ha messo in difficoltà: come faccio a parlare di piccoli uomini, di come crescere un figlio maschio, quando, per tutta la vita, sono stata circondata da femmine?… una nonna, (l’unica che ho conosciuto!), sei zie paterne e due materne, una sorella e quattro nipoti, per non parlare delle cugine ecc.: a casa mia la “quota rosa” raggiunge il 90%!!!

Quando aspettavo la seconda figlia, mio padre mi chiese se mi sarebbe dispiaciuto avere un’altra femmina e alla mia faccia interrogativa mi spiegò che, se fosse stato un maschio, non avrebbe saputo come comportarsi, e forse, lo ammetto…neanche io!

Essendo stata educata, come potete ben immaginare, a seguire certi ruoli stabiliti da secoli di storia, temo che la “battaglia” sarebbe cominciata direttamente dentro di me.
Certi stereotipi mi hanno dato fastidio da sempre: il fatto che qualcuno, per il semplice fatto di portare i pantaloni, potesse esimersi alla grande, sentendosene in diritto e totalmente giustificato, dal contribuire al buon andamento della casa e del menage familiare mi ha sempre fatto arrabbiare non poco.

Nella famiglia di mio marito, questi comportamenti erano non solo avallati, ma addirittura incoraggiati soprattutto da parte di mia suocera, madre di due femmine e ben quattro maschi!

Avrei tanto desiderato avere un altro figlio, avrei tanto voluto un maschio, ma… essendo sconosciuta la causa dei problemi di Alessandra, non abbiamo voluto rischiare e quindi Stefano, così si sarebbe chiamato, non è mai arrivato.

E se fosse nato? Quante cose gli avrei insegnato! Più ci penso e più me ne vengono in mente, a cominciare dalla conoscenza e coscienza di sé: è una cosa che si impara fin da piccoli, ve lo posso assicurare: ho trascorso buona parte della mia vita a capirlo…

Una volta poi che un bambino o una bambina abbiano preso coscienza di sé, occorre che imparino, con l’aiuto di entrambi i genitori!, che oltre a sé stesso esistono anche gli altri e non mi riferisco solo all’ambito familiare.

La cosa fondamentale da comunicare a queste piccole nuove generazioni in boccio è che gli altri, conosciuti o no, hanno gli stessi diritti e doveri comunque essi siano: “normali” e disabili, ricchi e poveri, bianchi e neri e gialli, maschi e femmine. Solo così si può arrivare al rispetto: dobbiamo far loro capire che siamo tutti uguali, con i nostri pregi e i nostri difetti perché, se li facciamo sentire superiori agli altri, creiamo i presupposti per quel fenomeno che sta dilagando in modo esponenziale nelle nostre scuole: il bullismo. Tutti noi vediamo le conseguenze di azioni che nascono come scherzi ma si trasformano spesso in atti sconsiderati.

Affinché soprattutto i nostri piccoli uomini crescano nel modo “giusto”, abbiamo l’obbligo di insegnar loro a comportarsi, dovunque ma prima di tutto nell’ambiente familiare, introducendo nella loro quotidianità abitudini assolutamente non connotate per genere: mettere in ordine il proprio letto e il proprio spazio, sistemare i giocattoli negli appositi contenitori anche se sono dei fratellini, apparecchiare e sparecchiare, aiutare la mamma nelle piccole incombenze casalinghe, in poche parole responsabilizzarli per evitare un ritorno ai ruoli che hanno condizionato la nostra vita!

So perfettamente che non sarà sempre facile ma, come diceva nonna Ninetta “l’albero si raddrizza quando è piccolo“!

Meditate, mamme, meditate…