Come nasce un’impresa: l’idea.

Ciao! Sono Silvia: dal Maggio 2013 felice collaboratrice, poi redattrice di Instamamme. Da fine 2014, sono anche una mumpreneur, ovvero, una mamma che ha un’impresa tutta sua.

A onor del vero, non l’ho saputo fin dall’inizio di essere un’imprenditrice; all’inizio semplicemente avevo un’idea, e presa dall’ansia di dare un senso alla mia vita, in un momento in cui il lavoro mi aveva abbandonata e non sembravo avere prospettive di trovarne per grazia altrui (era il 2010, la crisi etc…), ho avviato un progetto che mi sembrava molto più semplice di quel che si è rivelato essere e che mi dava la possibilità di rimettere in moto i neuroni intorpiditi dalla lunga permanenza tra le mura domestiche.

Mia madre aveva realizzato dei libricini per le mie bimbe, personalizzati con le loro foto dentro le illustrazioni e scritti apposta per loro che ne erano le vere protagoniste, così io ho pensato: “Ma non sarebbe bello farne un sito in cui chiunque potesse realizzare il proprio, direttamente on-line, personalizzato con il nome e il viso del suo bambino?“.
Questa era, appunto, l’idea iniziale. Il resto è venuto dopo e si è trasformato nei Dodini.

Parliamone, dunque, dell’idea, perchè se siete mumpreneur o se avete in mente di diventarlo, sicuramente è da lì che siete partite o partirete voi.

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Una volta ho letto da qualche parte che un’idea, qualsiasi idea, non vale più di 20€.
Pensate a Facebook: è arcinota la storia secondo la quale Marc Zuckerberg avrebbe “rubato” l’idea ad altri suoi compagni di università. Tutti si sono scandalizzati alla rivelazione, alcuni hanno persino gongolato, rassicurati dal fatto che le fortune dell’uomo più ricco della Terra (almeno tra i minori di 30 anni) fossero nient’altro che il frutto dell’azione di un’usurpatore, di un ladro, insomma, di uno che non era degno al 100% dell’immenso risultato ottenuto.

In pochi, sospetto, si sono fatti la domanda più importante:

Cosa ne avrebbero fatto di quell’idea i compagni di Zuckerberg che, ricordiamolo, l’avevano concepita al solo scopo di rimorchiare?

Nel percorso tra queste pagine virtuali, così come me lo sono immaginato e che inauguro oggi, vorrei darvi dei consigli non da “luminare”, ma semplicemente da una che ci è passata prima di voi, che la sta vivendo e sta sbagliando spesso e volentieri (per poi trovare le soluzioni ai problemi che mi provoco da sola, il più delle volte).

Quindi il mio primo consiglio è questo:

Non siate gelose della vostra idea perchè, per quanto geniale, da sola non vale niente o quasi.

Quello che conta davvero è come la svilupperete, e per farlo al meglio avete un disperato bisogno di condividerla. Quindi parlatene, scrivetene e trovate gli interlocutori giusti: che siano familiari o amici senza peli sulla lingua per dirvi “Tesoro, è una cavolata“, o futuri possibili collaboratori che vi dicano “Geniale! Io potrei aiutarti perchè so fare questo“.

Condividere è l’imperativo categorico di qualsiasi impresa che voglia avere un successo: condividere le idee prima (con le persone giuste, possibilmente) e condividere il successo dopo (con chi ha contribuito a renderlo tale). E poi oggi, con la rete a disposizione, condividere è più semplice di quanto non sia mai stato.

Non vi fate scoraggiare dal primo “Tesoro, è una cavolata” e non vi regalate al primo che vi dirà “Geniale! Io potrei aiutarti perchè so fare questo“. È bene accettare le critiche, ma anche ragionare con la propria testa, così come è fondamentale scegliere con accuratezza i collaboratori (ma magari di questo parleremo la prossima volta perchè merita un approfondimento).

Se temete il furto d’idea, eccovi un consiglio accessorio, è casalingo ma funziona anche in sede legale, mi dicono: scrivete il vostro progetto, la vostra idea o quello che vi passa per la testa su un foglio di carta, infilatelo in una busta, sigillatela con la cera lacca e inviatevi una raccomandata.
Naturalmente non dovrete MAI toccare il sigillo della busta: la cera lacca sarà la garanzia del fatto che non è mai stata aperta e/o manomessa, e la data di spedizione dimostrerà che avete avuto l’idea prima di qualcun altro, all’occorrenza.

Ci risentiamo alla prossima puntata, ma intanto non siate timide: scrivete una mail a instamamme@gmail.com se avete domande specifiche da fare su questo o su altri argomenti. Le mail che arriveranno saranno oggetto di un post dedicato, in cui racconteremo del vostro dubbio (anche in forma anonima, se preferite) e cercherò di darvi un consiglio, oppure lo cercheremo isieme nella nostra community, grazie al potere magico di quella “condivisione” di cui ho parlato poco sopra…

Tutte le altre osservazioni, le richieste e gli appunti su quanto detto li potete scrivere nei commenti!