Come sopravvivere a… i compiti!

Problemi nella gestione dei compiti a casa? Ecco poche semplici regole per alleggerire i nostri giovani studenti!

Per chi ha iniziato le elementari; per chi sta concludendo il percorso della primaria; per chi, ancora, ha solcato il mare delle scuole medie; insomma, per tutti questi giovani studenti, dover svolgere i compiti a casa non è certo il massimo del piacere! E meno lo è per loro e più gravosa è la nostra posizione di genitori nei confronti delle richieste scolastiche.
E così si sprecano i “Non ho voglia!” e i “Li faccio domani, giuro!“. E di rimando: “Li fai come li ho fatti io quando andavo a scuola!” e “I compiti vanno fatti, punto e stop!“. In pratica, sono diventati l’ennesimo braccio di ferro con cui i nostri figli ci mettono alla prova.

Ecco come sopravvivio io ai compiti di due scolari alle prese con la prima e la quinta elementare. Poche semplici regole e passa la paura!

come sopravvivere ai compiti

ASCOLTARE LE LORO ESIGENZE

Appurato che il sedersi ad un tavolo e doversi concentrare su argomenti scolastici, dover fare conti e scrivere frasi è quasi sempre vissuto come un’imposizione, cerchiamo di dare voce alle richieste dei nostri figli e in qualche modo di accontentarli. Che non vuol dire accettare che non facciano gli esercizi o, peggio ancora, farglieli noi, ma capire quali siano le modalità che possano alleggerire (almeno psicologicamente) l’onere scolastico.
Per esempio, se il bambino preferisce avere la mamma vicino, anche solo come presenza, può essere un ottimo momento per guardare i suoi quaderni e sfogliare i libri, insomma prendere interesse al suo materiale scolastico. Oppure, se il bambino è ormai autonomo nello studio, fatevi ripetere la lezione tenendo il testo davanti e interessandovi esclusivamente a lui/lei in quel momento, tralasciando quello che  stavate facendo. E’ un modo per dare importanza al fatto che il bambino si è applicato nello studio e sicuramente è apprezzato dallo stesso bambino che ha l’attenzione totale da parte della mamma o del papà.

ORGANIZZARE QUANDO E DOVE

Il momento più giusto per fare i compiti a casa dipendono dalle abitudini familiari e, naturalmente dalla mole di lavoro che viene affidata.A seconda della classe, ma anche della scuola (alcuni bambini che frequentano una classe che adotta il tempo pieno avranno una quantità diversa di compiti rispetto a chi ha le lezioni solo al mattino) si dovrà decidere quale momento della giornata sia più adatta per concentrarsi insieme. Anche l’eventuale frequentazioni di attività extrascolastiche sarà una variabile da tener conto. Nel mio caso, i miei figli frequentano la scuola tutti i giorni fino alle 16.30, per cui durante la settimana non hanno compiti. Solo nel weekend devono riaprire i libri e generalmente scegliamo il sabato nel primo pomeriggio per iniziare a studiare. In linea di massima questo ci permette di completarli entro l’ora della merenda. Naturalmente non tutti i fine settimana sono uguali, per cui starà proprio a noi genitori gestire gli imprevisti, stabilendo dei momenti alternativi alla routine dei compiti. Non lasciate ancora gestire il “quando” a loro, non perchè non ci sia fiducia nelle loro scelte, ma è inevitabile che un bambino tra gioco e lavoro scelga il primo, procrastinando, magari troppo, il suo dovere di scolaro.
Il luogo dove svolgere i compiti è altrettanto importante e dipende dalla predisposizione del bambino e dall’organizzazione della casa. Se la cameretta non prevede la presenza di una scrivania, si può tranquillamente stare in cucina o al tavolo dal pranzo. L’importante è che il bambino possa stare seduto comodo e che abbia spazio per aprire libri e astuccio in un ambiente senza troppa confusione. Inutile dire che tutti i dispositivi elettronici dovrebbero restare spenti (forse un po’ di musica di sottofondo potrebbe essere ben accetta, ma melodie classiche e che non distraggano dallo studio con testi o alto volume). Anche in questo caso teniamo conto delle preferenze dei bambini a seconda che vogliano stare soli oppure no. I mie per esempio fanno i compiti insieme al tavolo da pranzo, pur avendo una scrivania nelle loro stanze. Gli piace condividere questo momento, due bimbi “grandi” che fanno i compiti (sono un po’ strani lo so!).

SI IMPARA DIVERTENDOSI

Ovviamente i compiti sono una cosa seria, ma farli nel weekend al posto del gioco non è esattamente la massima aspirazione dei nostri figli! Quindi cerchiamo di renderli piacevoli alternandoli a piccole attività di minore concentrazione ma comunque utili: colorare le figure delle schede per rendere i quaderni meno tristi; controllare lo stato dei pastelli e pennarelli come piccola pausa tra una materia e l’altra; aggiungere una stellina o un adesivo quando il compito è fatto bene e soprattutto senza lamentele.

RIORDINARE

Una volta finiti i compiti la parola d’ordine è riordinare! Non è perchè sono a casa con la mamma che allora possono lasciare per aria tutto, ma anzi è importante far capire che il compito stesso si conclude quando tutto è riposto (ordinatamente) nello zaino.

So che la vita di uno studente delle scuole medie sarà scandita da orari e modalità di studio diversi, ma questo ve lo potrò confermare già il prossimo anno, anche se non mi pare vero! Fresca fresca di iscrizione alla scuola secondaria mia figlia ne è già elettrizzata!