Come sopravvivere a… il ristorante

Uscire una sera a mangiare una pizza tra amici può sembrare un’utopia se si hanno figli piccoli, ma in realtà non è così. Badate, noi non siamo certo persone che sono fuori tutti i weekend, anzi in linea di massima siamo abbastaza pantofolai! Complice il desiderio di non alterare il momento della nanna (come racconto qui) le nostre serate con gli amici, quando i miei due erano neonati, si risolvevano spesso in una pizzata a casa nostra!
Ma per fortuna (o purtroppo) il tempo passa così in fretta che presto si ha la possibilità di scegliere tra una vita di semi clausura e del tempo in compagnia. E ci si può accorgere che con pochi semplici trucchetti, la seconda opzione è più che attuabile!

ristorante
Da 0 a 1 anno
Le variabili in gioco sono tante, in questa fascia di età. Ci sono neonati che amano il caos che hanno attorno e dormono meglio nel passeggino vicino al tavolo al ristorante che nel silenzio casalingo. E ci sono bimbi che usciti dal loro ambiente fanno il diavolo a quattro. Solo un genitore può valutare, conoscendo il propo figlio, cosa sia più opportuno. Se però non si vuole rinunciare a quattro chiacchiere tra amici si può pensare di spostare l’ora dell’incontro. Si potrà quindi optare per un pranzo, un aperitivo oppure (il mio preferito) un brunch. In ogni caso, essendo il bambino ancora piccino, non ci sarà il problema nè della pappa, che ci si porta da casa (che sia ancora lattante o già svezzato, nè della nanna, perchè l’ora del rientro a casa sarà più che accettabile.
Da 1 a 3 anni
A questa età, anche ci fossero altri bimbi allo stesso tavolo, probabilmente nostro figlio preferirà stare vicino a noi piuttosto che giocare con loro. Questo è più che normale, il periodo di socializzazione vera e propria viene conquistato più avanti (naturalmente ci sono le eccezioni e ben vengano!). Sarà quindi compito dei genitori occuparsi non solo del versante cibo ma anche di quello divertimento: in fondo hanno diritto anche loro, no? Io mi portavo almeno un libretto, un attacca e stacca (si trovano in edicola di vari personaggi e mi hanno salvato più di una cena!), fogli e colori. Per i più grandicelli anche pupazzetti a seconda dei gusti. Esagerata? Io credo di no. Pensate che una volta seduti al tavolo ci sono tanti momenti di attesa: la lettura del menù, il cameriere che deve prendere l’ordinazione, i piatti che devono arrivare, ecc. Poichè a questa età i bimbi non sono in grado di prolungare l’attenzione verso un gioco per molto tempo, meglio portarne uno in più che al massimo resta chiuso in borsa, piuttosto che sentirli lamentarsi per le lunghe (ai loro occhi) attese. E visto che siamo mamme 2.0 possiamo anche cedere alla richiesta del tablet o smartphone di turno, purchè non venga usato mentre si mangia. E cosa si mangia? Ormai il bimbo può mangiare praticamente tutto in questa fascia d’età, ma, secondo me, è meglio optare sul pranzo o la cena. Brunch e aperitivo possono creare ansia nella mamma che non capisce quanto effettivamente il piccolo abbia mangiato, oltre al fatto che i piatti proposti potrebbero essere più pasticciati (magari con maionese o salse) e non essere graditi. Importante inoltre la scelta del locale. Tenete da parte per una serata a due (perchè arriverà prima o poi!!) quel locale giapponese tanto in voga o il messicano che vi ricorda il viaggio di nozze. Meglio andare sul sicuro, scegliendo un ristorante o una pizzeria che fanno piatti adatti ai più piccoli (spesso c’è il menù kids). Un’altra cosa importante è la prenotazione, che vi evita di dover aspettare troppo prima di sedervi o peggio non trovare neppure un tavolo.

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Dai 3 a 6/7 anni
Eccoci finalmente ad una situazione più “rilassata”. Sia gli orari che il cibo proposto non rappresentano più un grosso problema. A questa età amano stare con gli altri bambini quindi se avete una compagnia di amici con altri figli vi va di lusso! Sia in questo caso che in caso contrario vi consiglio di orientarvi su locali che hanno a disposizione delle sale gioco. In questo modo si evita lo stare troppo tempo seduti a tavola (vedi sopra il discorso noia) e danno la possibilità di socializzare con altri bambini. Se prima la scelta del menù veniva fatta dal genitore ora anche loro hanno potere decisionale. Perchè propinargli la pasta al sugo se hanno voglia di pizza o viceversa? Lasciamoli scegliere, naturalmente contenendo il loro ovvio entusiasmo per patatine e bibite, dolci e gelati e stabilendo con loro un limite al desiderio di esagerare!
Dai 7/8 anni in su
Bene, possiamo dire di essere arrivati (ma solo nel versante “ristorante”!). I ragazzi, perchè guai a chiamarli bambini ormai, sono semi indipendenti sia  nella lettura e nella scelta del menù che nel tagliare, versare, pulirsi, ecc. La scelta del locale si fa decisamente più ampia, anzi spingerli a provare gusti nuovi e insoliti è un ottimo esercizio di vita, secondo me. Tornano in auge aperitivi e brunch, dove forse pasticciano più del solito ma una volta ogni tanto non può far così male! Diventano meno inclini ai giochi di gruppo e preferiscono la compagnia di un coetaneo. Per superare le attese mia figlia gira SEMPRE con un libro o un Topolino nella borsa. Se amano disegnare ben vengano fogli e colori. Importante a questa età  evitare smartphone o altro  che li possa completamente estraniare da chi li circonda. Sarebbe molto bello se, un po’ più grandi, potessero partecipare alle conversazioni con gli adulti per cui alleniamoli all’ascolto fin da giovani!

Ed ora non mi resta che augurarvi Buona serata!