Come sopravvivere a… la fine della scuola

Come ogni volta, vorrei premettere che questo, come i prossimi post che scriverò, non ha lo scopo di insegnarvi o imporvi le mie scelte, con la presunzione che siano per forza le più giuste. L’idea nasce invece dal fatto che, se riesco a sopravvivere io, sono certa che lo potete fare anche voi! E se vorrete prendere spunto o ispirazione da ciò che scrivo, questo non potrà che farmi piacere!

Sia per i bimbi che hanno già finito le elementari sia per i più piccoli che hanno davanti ancora qualche settimana di scuola, l’arrivo dell’estate rappresenta la gioia immensa delle tanto sognate vacanze! Per i bimbi, certo! Un po’ meno per noi genitori, che con la chiusura delle strutture dobbiamo rivedere tutto il precario equilibrio instaurato negli ultimi mesi. Sia per le mamme che lavorano sia per quelle (come me) che si occupano della casa a tempo pieno, i figli a casa scombussolano il tran tran quotidiano.
Le questioni sono due: i genitori sono obbligati a definire nuove strategie per far stare al meglio i bambini; i figli devono abituarsi (non ci mettono molto, certo!) ad avere a disposizione un weekend lungo 2/3 mesi!
Vediamo insieme come poter sopravvivere a queste situazioni!
Genitori lavoratori. In questo caso il più delle volte ci si appoggia a strutture che gestiscono i centri estivi, altrimenti detti Grest. Naturalmente a seconda dell’età del bambino, le attività proposte e i luoghi saranno diversi.
Se si conosce la struttura, credo che questa sia una buonissima soluzione, per far giocare e divertire i nostri figli! Pensate che quest’anno la mia grande mi ha chiesto di poter essere iscritta al Grest nonostante io sia a casa! A seconda della scelta del centro estivo i bambini possono fare attività particolari come nuovi sport, o parlare in lingua straniera con dei tutor, o ancora imparare l’arte del circo e della giocoleria! Insomma esistono tantissime opportunità che hanno come punti fissi quello di divertirsi e stare con altri bambini!
Genitori lavoratori/nonni. I nonni, una delle più grandi risorse! Se avete genitori o suoceri compiacenti e disponibili, non temiate di affidare a loro i bambini: si possono fare compagnia a vicenda e per i piccoli è sicuramente un valore aggiunto ascoltare le avventure dei nonni e le loro abitudini di qualche anno fa.
Genitori a casa. Passare da non vederli per quasi tutto il giorno ad essere a loro disposizione 24 ore su 24 non è una cosa così semplice. Certamente non può che renderci felici averli con noi, l’importante è che non prendano loro in mano la situazione! Mi spiego meglio. Se la nostra giornata è scandita da ritmi precisi (o quasi) cerchiamo di coinvolgere i figli nelle nostre attività. Ovviamente a loro si dedicheranno più ore della giornata rispetto all’anno scolastico, ma credo che faccia bene anche a loro capire di cosa si occupa effettivamente la mamma quando loro sono via. Inoltre se non ci sono altri aiuti si rischia di avere un effetto post bellico (frigo deserto, trincee di panni da stirare, mine di giocattoli e via dicendo) con noi in balia dei piccoli tiranni (che sicuramente sono dei bimbi d’oro ma che sanno dove colpire al primo cedimento!).
Oltre all’aspetto pratico, secondo me c’è anche l’aspetto psicologico che va considerato. Il bimbo a casa vuole giocare, questo è fuor di dubbio! Alcuni bambini riescono a gestire il gioco in modo autonomo ma non può certo durare tutto il giorno! Ci sono poi quelli che hanno bisogno di un aiuto, di compagnia per giocare. Quindi pretendono la mamma a loro disposizione in ogni momento. E giocare con loro è bellissimo, istruttivo e liberatorio anche per noi. Ma non sempre siamo abituate ai loro modi di giocare, alle loro richieste, alle loro dinamiche. È un lavoro mentale che dobbiamo fare, dimenticarci del resto, degli impegni e dei piatti da lavare (senza naturalmente ricadere nell’effetto sopra citato!) e guardare le cose dalla loro prospettiva! Non semplice, eh! Ma si può fare!
Tutti in vacanza! Prima o poi arriva per tutti! Papà e mamma a casa dal lavoro, si parte! Chi al mare, chi in montagna, i giorni di vacanza per alcuni possono risultare più stressanti che altro. Ma non è certo colpa dei piccoli! Loro si trovano in un posto nuovo, con nuove temporanee regole, il mare stanca, le passeggiate in montagna sono faticose. Insomma è più che normale che si facciano sentire! E allora come gestirli? Assecondiamoli! Dedichiamoci a loro, ai loro tempi e alle loro necessità. Perché tenerli in spiaggia tutto il giorno (oltre al fatto che il sole fa male nelle ore centrali della giornata)? Perché portarli a 3000 metri per ammirare panorami mai visti? Ci sarà tempo per loro (quando saranno più grandicelli) e per noi per scoprire città, immergersi al largo, scalare vette!
E verrà il tempo anche per riposarci! Forse a settembre quando torneranno a scuola!