Come sopravvivere a… la nanna

Come ogni volta, vorrei premettere che questo, come i prossimi post che scriverò, non ha lo scopo di insegnarvi o imporvi le mie scelte, con la presunzione che siano per forza le più giuste. L’idea nasce invece dal fatto che, se riesco a sopravvivere io, sono certa che lo potete fare anche voi! E se vorrete prendere spunto o ispirazione da ciò che scrivo, questo non potrà che farmi piacere!

Oggi vorrei parlare del momento della nanna: quello dopo il quale tutti noi genitori tiriamo un sospiro di sollievo, speriamo di poterci sedere, sdraiare, addormentare sul divano stremati dalla giornata! Momento agognato e per questo spesso vissuto con un po’ di ansia. Si addormenterà in fretta? Dormirà stanotte? Quante volte mi dovrò alzare? Perchè diciamolo, la privazione del sonno è una delle peggiori torture che i nostri figli (consapevoli o meno) ci infliggono da quando nascono!
E poi ci sono le convinzioni di noi genitori (nessuna sbagliata, non ho certo intenzione di criticare chi si comporta diversamente da me!). C’è chi ama il cosleeping, chi lo pratica per pura sopravvivenza (piuttosto che alzarsi 20 volte per notte per allattare o calmare il bimbo urlante), chi non lo vuole neppure sentir nominare. C’è chi ha letto “Fate la nanna” (il controverso libro di Estevill) e lo considera la nuova Bibbia e chi è contrario a qualunque regola della messa a letto.
E poi c’è chi allatta o ha allattato e chi no (come me, purtroppo…) e questo aspetto è inevitabilmente legato al momento dell’addormentamento.
Ecco quindi come sopravvivo io, le piccole regole che mi sono imposta e che ho seguito per far fare la nanna ai miei due, che anche in questo non potrebbero essere più diversi!
1. Prepariamoci alla nanna. Questo è sempre stato una fase importantissima, vissuta da me quasi in maniera maniacale con Beatrice. Essendo la mia prima figlia ero a sua completa disposizione per cui il rito del lavare i dentini, della lettura (iniziato fin da piccolina), della canzoncina e dell’orsetto sul cuscino erano punti fermi della sua messa a letto. Crescendo sono cambiate le modalità, visto che ormai a 8 anni legge da sola, però la coccola pre-nanna è ancora un punto fermo per lei e per me! Per Andrea, il secondogenito, le cose sono state un po’ meno rigide. Una sera si disegna, una si legge, sceglie lui e va bene anche così!

nanna
2. E’ ora di dormire. L’orario per me è sempre stato un punto fermo. Ho rinunciato spesso a cene o serate perchè mettevo la loro nanna al primo posto. Non me ne sono pentita, anche se per carattere sono poco elastica in queste cose e mi rendo conto di aver esagerato in alcune occasioni. Crescendo è ovvio che gli orari si siano allungati, ma saperli a letto entro le 9 (il piccolo) e le 9.30/10 (la grande) mi permette di poter fare ancora molte cose (non ultima rilassarmi un po’!). E nel weekend se si ece con amici gi orari cambiano, ma senza grandi problemi.
3. Buonanotte! Bea da piccina si addormentava abbastanza tranquillamente da sola, nel senso che dopo gli ultimi bacetti uscivo dalla stanza e stavo dietro la porta in ascolto. Crescendo ha vissuto diverse fasi (in particolare con l’arrivo del fratellino e l’inizio della prima elementare) in cui desiderava la mia presenza nella sua stanza mentre si addormentava. Non ho mai contrastato questo suo desiderio, restando al buio e in silenzio sulla poltrona in camera sua (e addormentandomi regolarmente quando ero incinta!) e aspettando il suo respiro regolare e profondo. Per Andrea è andata diversamente per il semplice fatto che dovendo mettere a dormire la sorella, lui ha imparato in fretta ad addormentarsi da solo.

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4. Ciascuno nel suo letto. Per motivi di spazio il lettino di Bea è sempre rimasto nella sua cameretta e il cosleeping mai realmente praticato (se non in caso di febbre o dentini in arrivo). Non nascondo che dormire con lei mi riempiva di amore, tenere la sua manina era dolcissimo. Ma lei è sempre stata parecchio agitata durante il sonno, spesso la ritrovavo nelle posizioni più strane e dormire per più di una notte con lei avrebbe significato perdere completamente il sonno. Andrea invece non ha mai amato dormire nel lettone. Tante volte mi ha perfino chiesto di poter tornare nel suo lettino!
5. Di notte. Una volta addormentati entrambi i miei figli entrano in coma. Potrei accendere la luce e suonare un tamburo che loro continuerebbero a dormire. E’ intorno alle 3, 4 di notte che a volte si svegliano. In assenza di febbre non capita troppo spesso, in realtà. Quando erano piccoli e i risvegli erano più frequenti, li portavo con me nel lettone, per poter almeno stare sdraiata. Andrea in particolare si svegliava spesso perchè aveva paura del buio, così gli ho preso una luce da attaccare alla spina, che ancora oggi vuole accendere prima di addormentarsi.
6. Buongiorno! Anche la sveglia è andata evolvendosi con la crescita. Andando a dormire abbastanza presto, quando erano piccoli si svegliavano verso le 7. Quando hanno inziato ad andare all’asilo, durante i giorni di scuola, svegliarli alle 7.30 era un’impresa titanica ma nel weekend tutti in piedi all’alba! Ora che sono cresciuti abbiamo toccato picchi di sonno fino alle 9 durante le vacanze!

So che questo argomento tocca corde delicate per noi mamme! Per questo, aspetto i vostri commenti e le vostre esperienze!!