Come sopravvivere a… la scuola elementare!

Le elementari sono iniziate da poco e già il panico serpeggia tra i genitori alle prime armi! Ecco come sopravvivere al primo vero percorso scolastico dei propri figli!

Scrivo questo post oggi, a una settimana dall‘inizio della scuola, ora che mia figlia sta per concludere l’avventura delle elementari e mio figlio la sta cominciando. Per un anno i miei due pargoli si recheranno nella stessa scuola, stessi orari, stessa mensa, insomma un bel vantaggio logistico, almeno per un anno!
Vi posso assicurare che vedere le etichette di Beatrice con la scritta 5^A mi sembra impossibile!

Ricordo come fosse ieri il suo primo giorno, i bimbi che si salutavano titubanti e che ora sono amici e complici, la scuola ancora da scoprire che è diventata un luogo noto e rassicurante.

Ed eccomi a rivivere le stesse emozioni dell’inizio con Andrea, che la scuola la conosce già, che mi fa sapere ogni giorno se ha incontrato la sorella in mensa o in cortile, che inevitabilmente vive il suo ingresso nel mondo della scuola elementare in modo più consapevole.
In ogni caso, per un bambino, cominciare il percorso della scuola è davvero un momento intenso. Anche prima del suo ingresso nella nuova aula, potrebbe evidenziare un po’ di disagio. Credo sia il caso di lasciarlo libero di reagire al cambiamento, cercando di tranquillizzarlo ma senza forzature. C’è chi fa fatica a dormire, chi desidera stare più tempo con la mamma, chi si rifugia in pensieri segreti.

E’ proprio dura diventare grandi ma noi possiamo offrir loro le migliori armi per vincere questo piccolo disagio: la comprensione, l’ascolto e la complicità.

E’ importante prepararlo alla nuova avventura con serenità. Spesso acquistare insieme lo zaino e il materiale, coinvolgerlo nella preparazione di astucci e quaderni, fargli scegliere colori e fantasie, sono momenti vissuti insieme che lo faranno sentire al centro dell’attenzione, contento di mostrare ai nuovi compagni le sue preferenze. Diventerà anche un modo per rompere il ghiaccio e fare nuove amicizie!
La scelta della scuola è ovviamente decisiva. L’iscrizione va fatta entro il gennaio dell’anno scolastico precedente per cui partite per tempo chiedendo a persone fidate, visitando le strutture durante gli Open Day, parlando con le maestre che (presumibilmente) avrà in prima. Insomma mamma e papà devono essere super convinti e trasmettere al bambino la certezza che scelta fatta è la migliore. Come ben sapete i nostri nanetti sono le spugne dei nostri veri sentimenti, con i loro radar capiscono anche la minima incrinatura della voce e del pensiero, per cui se già il genitore parte prevenuto il bimbo sarà restio a fidarsi.
E poi il giorno stabilito arriva, i cancelli si aprono e via che si va. Non ci sarà un vero e proprio inserimento, ma quasi sicuramente, il primo giorno, i bimbi verranno accompagnati in aula dalla mamma e dal papà (evitate nonni, zie, parenti vari! Si godranno l’ingresso del nipotino dalle foto e dalle descrizioni che farete: è una scuola non un teatro!). Facce nuove o conosciute poco importa, nostro figlio inizia un percorso impegnativo e qualche lacrima potrebbe anche scappare. Niente di male, in fondo, noi le tratterremo a forza, non è così?
E all’uscita? Non subissatelo di domande “com’è andata?” “cosa avete fatto?” “sono simatici i tuoi compagni?”. Il bimbo che di carattere parla volentieri vi racconterà tutto senza richieste e quello timido parlerà ancora meno del solito, con il risultato di farvi rimanere male perchè non condivide con voi la sua prima giornata. Parlerà, ve lo garantisco! Magari la sera prima di dormire, o a cena o mentre si lava i denti, o magari il giorno dopo o quello dopo ancora. Con i suoi tempi e senza domande assillanti ogni bambino ama condividere le proprie esperienze, quindi abbiate fede!
Superate le prime settimane di assestamento si fa sul serio. Dovrà entrare, nella routine quotidiana, il controllo sistematico di zaino, quaderni, astuccio e diario. Non solo per firmare avvisi e voti, ma per far capire a vostro figlio che siete interessati alle sue attività giornaliere, ai suoi progressi, alle materie che apprende. Sostituite prontamente colori consumati e quaderni finiti (tenetevene una scorta in casa) perchè non abbia il disagio di andare a scuola senza il materiale.
La scelta della merenda è altrettanto importante! Se amate cucinare la cosa ideale è preparare torte o muffin (dolci o salate a seconda delle preferenze del bambino) e congelare in sacchettini mono porzione (io uso quelli dell’IKEA). Al mattino non farete altro che togliere il pacchettino dal freezer e metterlo nello zaino: per l’ora della merenda sarà come appena fatto! Se non siete delle cuoche o non avete tempo, ci sono valide alternative altrettanto sane: controllate sempre la lista degli ingredienti senza eccedere con cioccolato e zuccheri; eviterei anche patatine&Co. troppo pesanti e unte per uno spuntino di metà mattina.
L’abbigliamento è un altro punto importante. Usciti dalla materna probabilmente sempre in tuta (soprattutto i maschietti) ora vorranno pantaloni più da “grandi”, jeans e gonne. Il mio consiglio è puntare sulla comodità!  (come avevo consigliato anche in questo post). Visto che staranno per diverse ore seduti ai banchi, vi consiglio di cercare pantaloni con coulisse o regolabili in vita. Per le femmine è semplice, oggi poi che leggings e jeggings la fanno da padroni. Per i maschietti la cosa si complica un po’. Io per Andrea ho trovato da ZaraKids dei pantaloni molto carini che hanno la stessa vestibilità di quelli della tuta, in tessuto jeans o melange.
Il mio ultimo consiglio riguarda l’approccio con le maestre. Posto che non ci siano casi di violenza o discriminazione, cercate davanti al bambino di essere in sintonia con le scelte e le parole delle insegnanti. Qualunque perplessità o dissapore deve essere discusso in incontri privati con i diretti interessati. Nostro figlio deve sentire che la famiglia e la scuola stanno facendo un lavoro di squadra nella sua formazione. Solo così si sentirà sereno e protetto nei luoghi dove passerà gran parte dei prossimi cinque anni!

E vi assicuro che se adesso, in prima elementare, vi sembrano ancora piccoli e indifesi, in quinta avrete di fronte giovani donne e futuri uomini con un imprinting ben fissato in loro. Il risultato di questa crescita è la torre di mattoncini che abbiamo (noi genitori e gli insegnanti) e hanno costruito tra i banchi di scuola, tra confidenze e giochi, tra voti e complicità. Insomma, chi ben comincia…