Confronto tra mamme: l’opinione della puericultrice

Al momento del parto le mamme arrivano e sono “tutte uguali”. È solo dopo, al cospetto del “bambino in carne ed ossa” che trovano la loro pelle, il loro stile di mamma, dice la puericultrice.

Sei una puericultrice ospedaliera da molto tempo. Hai potuto individuare alcune “tipologie di mamme” ben definite nella tua carriera?

In effetti ho incontrato tante neo-mamme nella mia carriera di puericultrice… Credo che la “tipologia di essere mamma” sia strettamente legata a come si è innanzitutto come donna.

Ci sono donne più organizzate, da agenda, e ci sono delle donne un po’ più naif. Ci sono donne che affrontano la loro prima gravidanza a 40 anni, e donne che invece hanno 40 anni e sono al loro terzo bimbo: non dimenticando che anche l’epoca della vita in cui una donna diventa mamma ha la sua responsabilità!
Una cosa è certa: una mamma nell’arco della sua vita “diventa” varie tipologie di mamme, lo dico perché spesso, a distanza di tempo ritrovo, re incontro le “mie mamme” e  puntualmente le trovo diverse. Questo trovo che sia un valore aggiunto dell’essere mamma: non crescono solo i neonatini, permettetemelo, cresciamo anche noi mamme!

confronto-tra-mamme-opinione-puericultrice

Nella tua esperienza, ci sono alcune cose che si possono ritenere “universali” o è tutto una faccenda individuale, quando si ha a che fare con un “neonatino”?

Credo che si possa parlare di universalità quando l’idea del neonatino  è ancora astratta, durante la gravidanza e per pochi giorni dopo la sua nascita.

In gravidanza si monitorizza la crescita ed il benessere del bimbo e della futura mamma, piano piano, settimana dopo settimana, e si inizia a concretizzare la sua nascita, organizzando gli spazi domestici, ponendosi domande su come lo accudiremo, sulle cose di cui avremo bisogno e su come accoglieremo le sue esigenze.
Poi succede che tutto questo si trasforma e si individualizza, i neo genitori iniziano a conoscere e a capire meglio il proprio bebè in carne ed ossa ed è proprio grazie a lui, grazie alla sua voracità, a tutta la sua potenza (a volte anche un po “rumorosa”) che capiamo che lui è unico!

Credo che ciò sia meraviglioso: un neonatino di pochi giorni, se ascoltato e osservato, ci indica quella che è la sua strada, imponendosi per quello che lui è: una piccola persona unica!

In ultima analisi, quindi, hanno senso i confronti tra mamme? Si può instaurare una competizione “virtuosa”?

Credo nel confronto da sempre, perché il confronto è sempre un’occasione di crescita incredibile. L’importante, secondo me, è avere orecchie per sapere ascoltare e rispetto delle idee diverse dalle nostre.

Per cui sì, il confronto tra mamme può essere sicuramente motivo di condivisione, di crescita, di aiuto e sostegno; bisogna solo stare attenti a non instaurare nessun tipo di competizione, anche quella “virtuosa” perché si rischia di perdere di vista l’unicità dei bimbi e delle loro rispettive famiglie.