Controauguri di Natale

Spesso ci si scambia auguri frettolosi e impersonali, a volte però l’essenza di una festa è nell’opposto di ciò che siamo abituati a vederci.

Vi auguro un Natale lento.
Ritardatario, pigro, ozioso. Un Natale in cui non sia importante “fare” ma “stare”. Stare insieme, stare bene, stare sereni. Un Natale in cui il tempo sia soltanto vostro, almeno per un giorno. Libero dai dovrei, libero finanche dai vorrei. Un tempo vuoto, che si possa riempire di cose impreviste, piccole e semplici.

Vi auguro un Natale povero.
Senza troppe cose, senza troppo cibo, senza troppe parole. Un Natale che abbia valore di per sé, se voi desiderate dargliene. Un Natale che sia magico o spirituale, a scelta vostra. Ma che sia in ogni caso una parentesi di trascendenza nella vita arida e cinica che conduciamo. Un volo a planare sopra le miserie umane e gli eccessi che ci intossicano ogni giorno.

Vi auguro un Natale solitario.
Allietato dalle persone che amate davvero, dagli amici leali e dagli affetti autentici. Un Natale senza folla, senza ipocrisia, senza obblighi sociali e forzature di sorta. Un Natale di libertà e di leggerezza.

Vi auguro un Natale silenzioso.
Al sicuro dagli auguri di circostanza e dalla retorica di fine d’anno. Un Natale cantato cuore a cuore, occhi negli occhi e dita tra le dita. Fatto di abbracci e strette di mano, di ascolto e di presenza. Un Natale di sostanza, essenziale e rigenerante.

Vi auguro un Natale insolito.
Unico, diverso da quelli passati e dai prossimi che arriveranno. Perché la tradizione non è una gabbia, e le ricorrenze non sono un tabù. Un Natale un po’ matto, trasgressivo, o semplicemente originale. Che abbia un sapore inedito, uno scenario eccezionale, una compagnia alternativa. Che resti indimenticato e indimenticabile negli anni a venire.

Il Natale che vi auguro, a pensarci bene, è solo quello che volete, o magari quello che non sapete ancora di volere. La voglia e il coraggio di andare a prendervelo, in fondo al vostro cuore. È esattamente lo stesso augurio, in fondo, che rivolgo a me stessa con speranza inscalfibile.

Buon Natale, qualunque cosa significhi per voi.