Coppie di fatto?! cosa sono?

Esistono coppie (miste) di fatto? In realtà tra leggi e tradizioni la cosa appare ben più complessa e il matrimonio prende significati diversi…

Se parliamo di matrimonio e coppie di fatto tra partners bicult e se parliamo di persone provenienti da Paesi africani, asiatici o sudamericani, in linea di massima, e con un margine di errore piuttosto esiguo, possiamo affermare che la tradizione incombe.

Incombe proprio, come un macigno, e solo in rarissimi casi lascia le coppie veramente libere di decidere per sé stesse, con originalità e creatività.

Altro è per le coppie bicult italo-nordamericane o italo-nordeuropee, dove ritengo che la metà della luna più tradizionale sia piuttosto quella italiana.Non me ne voglia chi non si riconosce in queste categorie: io so, e voi sapete, che le sfumature nelle coppie sono numerose quasi quanto le coppie stesse.

Tornando alle nostre coppie tradizionaliste, bisogna considerare due aspetti: a volte, per motivi burocratici, il matrimonio è necessario; inoltre a volte una certa ricerca della stabilità che si crede di vedere nel rispetto delle regole tradizionali è esattamente quello che queste coppie desiderano.

Io credo che molto spesso questo attaccamento alla tradizione sia proprio uno dei motivi per cui l’altra metà della coppia, quella italiana, si sente attratta da questo tipo di relazione.

Matrimonio, matrimonio, matrimonio.

Da quelli che te lo propongono a due settimane dal primo bacio, “perchè la mia religione mi impedisce di fare sesso se non sono sposato”; a quelle che non si sentono “al sicuro” senza un anello al dito, le variabili sono molte, ma il risultato è uno solo: le coppie miste tendono a sposarsi.

creatività, il segreto delle coppie di fatto

Quasi il 13% del totale dei matrimoni celebrati in Italia nel 2014 è misto.

Considerando che la percentuale di matrimoni in Italia negli ultimi cinque anni è considerevolmente diminuita (circa 10.000 nozze in meno all’anno) e che il numero dei migranti presenti stabilmente in Italia è aumentato, si fa in fretta a capire la situazione.

“Lui rispetta la mia famiglia”

“Lei sa come avere a che fare con mia mamma”

“Lui crede nei valori di un tempo”

“Lei non fa la femminista come le donne italiane”

Ecco cosa pensano molti degli uomini e delle donne che decidono di sposare una persona proveniente da un altro paese.
Cercano una ideale stabilità perduta, la sicurezza data dalla condivisione dei valori tradizionali.

C’è però da tenere presente che molto spesso le coppie miste hanno anche un’altra necessità, che va al di là della loro più genuina intenzione: il permesso di soggiorno.

Non ci sono solo partner votati alla tradizione, soprattutto tra i ragazzi più giovani. Ma c’è un enorme e spinosissimo scoglio: in alcuni casi (non tutti, ma molti), il matrimonio è l’unico modo per portare avanti una relazione. E non per scelta dei partners.

Se devo scegliere tra sposarmi o rischiare che il mio fidanzato vada permanentemente in un altro Paese, non potendo restare in Italia (perché ha perso il lavoro, perché lavora come un matto ma in nero, perché viene da un paese pericolosissimo, ma non considerato tale dagli accordi internazionali, perché è stato truffato – sono mille i motivi per cui una brava persona non ha un permesso di soggiorno), allora scelgo di sposarmelo.

Probabilmente in altre circostanze avrei tenuto più in considerazione la mia propensione a non cedere al dettame tradizionale del matrimonio, avrei preferito una coppia di fatto e chissà, magari anche lui, ma la legge italiano è molto chiara: o te lo sposi o lo lasci andare.

Quindi, parlando di coppie miste e coppie di fatto, bisogna necessariamente considerare anche la portata di questo aspetto: è la legge italiana sull’immigrazione che di fatto, impone alle coppie miste il matrimonio.

Ora che la legge sulle coppie di fatto è finalmente attuativa e anche i partner stranieri hanno diritto al legame civile, probabilmente questa tendenza cambierà, ancora non lo sappiamo. C’è stata, comprensibilmente, una corsa al matrimonio civile per le coppie gay, ma non ci sono dati significativi sui matrimoni civili tra partner eterosessuali di diversa nazionalità.

Speriamo però che questa legge contribuisca a liberare un po’ di quelle energie e di quella creatività di coppia che fa bella la vita: non è sbagliato volersi sposare, desiderare che il proprio legame abbia un riconoscimento sociale forte – tanto più se stando con un negro mi metto contro la famiglia o se scegliendo una partner una cinese in quartiere mi guardano storto – ma non sempre il legame matrimoniale garantisce di per sé quell’obiettivo famigliare che ci si era proposti, a maggior ragione in una coppia che è di per sé fuori dagli schemi e che deve affrontare numerosi adattamenti interiori ed esterni per pote veramente funzionare.

Le coppie miste hanno bisogno di molti adattamenti e di molta fantasia per sopravvivere, questo è sicuro.

Forse avendo maggiori possibilità, tralasciando leggi e lacci sociali non necessari o utilizzandone di meno tradizionali, qualche coppia riuscirà ad essere più felice.
Chissà.