Creme solari per bambini: guida ai prodotti green

Estate. Tempo di mare, sole, giochi all’aperto e corse nei prati. Non c’è forse periodo dell’anno più indicato per godersi la natura insieme ai propri figli. Perché l’esperienza all’aria aperta non sia rovinata da piccoli o grandi inconvenienti, però, è fondamentale osservare qualche piccolo accorgimento. A cominciare, come ogni mamma sa, dalle creme solari da spalmare sempre sulla pelle dei bambini (e non solo sulla loro, ovviamente!), al mare, in montagna, ma anche nelle passeggiate in città o al parco. Fondamentale scegliere formulazioni specifiche per i più piccoli con fattore di protezione altissimo, ma chi vuole può orientarsi su prodotti a basso impatto ambientale, più green delle creme protettive “tradizionali”.

Una possibile opzione, ad esempio, è rappresentata dai cosmetici solari con certificazione ecobio che impiegano di solito filtri fisici o minerali, come l’ossido di zinco o di titanio. Queste sostanze, come dice il loro nome, schermano fisicamente i raggi Ultravioletti, riflettendoli in tutto o in parte e impedendo loro di penetrare attraverso la pelle. Questi prodotti vantano di solito un’alta efficacia, ma la presenza di componenti minerali li rende un po’ difficili da spalmare, cosa che quando si ha a che fare con piccoli bagnanti iperattivi può in effetti costituire un problema. I solari con filtri fisici, inoltre, devono in ogni caso essere applicati frequentemente, perché non sono resistenti all’acqua.

Un’alternativa altrettanto sostenibile è quella delle protezioni solari ecobio a base di preparati fitoterapici, che contengono estratti di piante ad azione “filtrante” (germe di grano, olio di sesamo,, cocco, elicriso, camomilla, calendula, estratto di melograno, oli di riso, macadamia, rosa moschata e jojoba, aloe, burro di karité). Prodotti di questo tipo, però, non possono essere di norma etichettati con un fattore di protezione “certo” come le creme tradizionali, il che può rendere la scelta più complicata e in un certo senso un po’ rischiosa. Mai, in ogni caso, affidarsi al fai da te, anche perché le sostanza di origine vegetale possono dare luogo a reazioni allergiche. Molti solari ecobio, infine, contengono una combinazione di questi due tipi di ingredienti: filtri minerali e principi attivi vegetali, che rappresentano un buon compromesso tra praticità di applicazione e sicurezza.

Ma perché sarebbe preferibile evitare le creme solari “convenzionali”, basate per lo più su filtri chimici? Anche se il dibattito sulla reale pericolosità di queste sostanze è in molti casi ancora aperto, alcuni componenti delle protezioni solari sono sospettati di interferire con il sistema endocrino, e in particolare con gli ormoni estrogeni. È il caso ad esempio dell’Oxybenzone, che secondo l’organizzazione americana EWG (Environment Working Group) può anche essere responsabile di reazioni allergiche, e che in Giappone è soggetto a forti limitazioni d’uso. Osservato speciale anche il 4-Methylbenzyliden Camphor, per i presunti rischi di tossicità a concentrazioni superiori al 4%. Meglio dunque, anche quando si scelgono prodotti non ecobio, dare sempre un’occhiata alle etichette, facendosi magari aiutare dalle indicazioni del Biodizionario online.

In ogni caso, valgono per tutti le raccomandazioni da seguire per una tintarella sicura: evitare le ore più calde della giornata, far indossare ai più piccoli un berretto ed eventualmente una maglietta, idratarli molto e prestare particolare attenzione ai neonati.