Crescere sulle radici

Penso alle radici di una quercia secolare e ci vedo avvinghiate le mie gambe insieme a quelle delle persone che hanno condiviso con me fino ad oggi la mia vita. Le persone che sono parte della mia storia, del mio radicarmi in questo mondo.

Allo stesso tempo le vedo affondare nella terra dalla quale vengo, che non é quella in cui vivo, e vedo in quella terra cibi, brandelli di storia, edifici, situazioni che mi appartengono ed in cui mi identifico.

Infine, se penso a dove sono ora e alla vita che conduco oggi, in un posto diverso al mio luogo d’origine, è come se vedessi una grande edera rampicante che cerca in tutti i modi di aggrapparsi a una realtá che non le appartiene come il sustrato dal quale proviene, ma della quale ha deciso di far parte.

Vorrei tanto saper dipingere per poter riprodurre l’immagine che vedo riflettendo sulle mie radici, ma non essendo il disegno il mio miglior modo per esprimermi cercheró di trasmetterlo a parole.

Vivo a Madrid da ormai piú di 10 anni e nonostante mi sia integrata bene con lavoro, marito, casa e amici non ho alcun dubbio quando mi rivolgono la típica domanda, ma ti senti piú spagnola o italiana?

E non é che mi sento più italiana è che SONO italiana, lo sono dalla mattina quando mi sveglio e sogno un cappuccino, alla sera quando mi collego per vedere il TG italiano. Lo sono quando vesto mia figlia, quando le parlo di quando ero piccola, quando facciamo l’albero o quando le insegno le ciambelle al vino o i brutti buoni a Natale.

Poi è ovvio, mangio i 12 chicchi d’uva a capodanno (ma non mancano le lenticchie) e vado de tapas con i miei amici abitualmente.

Ma é quando conversi durante le tapas che ti rendi conto quali siano le tue radici, qual’é la lente atraverso la quale osservi il mondo e le cose che accadono. Quando porti tua figlia a scuola e parli con le altre mamme del quotidiano e delle abitudini dei bambini ti rendi conto che stai allevando una lupetta romana a tutti gli effetti.

Le tue radici sono quelle emozioni che affiorano quando al telegiornale parlano della tua terra e ti riconosci a tal punto da sentirne gli odori, quel sorriso che ti scappa quando ti ritrovi con altri bimbi spagnoli a mangiare due spaghetti e vedi tua figlia arrotolarli perfettamente mentre le altre mamme glieli tagliano con il coltello o, in rispetto a te, non lo fanno ma danno per scontato che si sporcheranno fin sopra i capelli.

Le radici spuntano fuori nei momenti meno aspettati, quando fai i lavori a casa e dai per scontato che l’architetto ha tenuto conto del bidet nel bagno o della cottura a gas in cucina. Un consiglio: non lo fate se avete lasciato l’Italia.

Le tue radici ti muovono e ti guidano consapevolmente e inconsapevolmente, ma quando vivi all’estero e, soprattuto, in un paese che tutti reputano estremamente simile a quello da cui proviene, le sorprese sono continue. E allora, cerchi di far capire amabilmente che in Italia il bipartitismo non funziona e, che sí sono tutti corrotti, ma piú o meno come nel resto del mondo (ci credi, ci credi nonostante tutto, perché il sustrato delle radici ti fa difendere l’impossibile).

Le radici prendono la parola quando affondi in sabbie mobili per riuscire a far capire a un coretto di mamme convinte che la carbonara non ammette funghi o prosciutto cotto (e questa spesso é una discussione molto piú dura che quella sulla política). Quando guardi la collana di DVD della tua librería e ti rendi conto che spiegare Totó o De Filippo non si puó fare perché Miseria e Nobiltá ti scorre nelle vene e Filomena Marturano é l’esempio piú grande del femminismo di tutti i tempi. Perché i plurimondialmente premiati occhi della Magnani sono parte della stessa terra ma non si puó trasmettere, si deve sentire.

Allo stesso tempo credo che parte integrante di quelle radici siano le persone che costruiscono le basi della tua conoscenza e il contatto con quella terra, dalla familia agli insegnati, dagli amici ai vicini di casa.

Amo la terra nella quale vivo oggi, mi ha dato le cose piú importante che ho, mio marito e mia figlia. Credo di aver fatto la scelta giusta decidendo di costruire qui il nostro futuro, ma dilania il cuore prendere coscienza del fatto che questa scelta é stata obbligata. Ad oggi, hanno fatto terra bruciata di quel sustrato dal quale provengo e che scorre in me ed io devo preoccuparmi di essere la forte edera sulla quale mia figlia cresca. Il sogno è tornare.