Del perché festeggio Halloween

Ci stiamo avvicinando a fine mese e il mondo dei social (e non solo) si sta per spaccare.

No, non per il sì o il no al referendum ovviamente, ma per il sì o il no ad Halloween.

Il popolo 2.0. si dividerà in chi festeggia Halloween e in chi critica chi festeggia Halloween.

Le accuse mosse all’incauto bimbo mascherato da maghetto, figlio di genitori ovviamente degeneri, va dal tradimento delle patrie tradizioni al satanismo inconsapevole (è la festa del diavolo, no?).

Potrei semplicemente dire che festeggio Halloween perché ho due bambini che vengono influenzati e incoraggiati da compagni, scuola, televisione e società ad attendere con trepidazione Halloween.

I miei bimbi hanno voglia di passare una serata di festa che sembra fatta apposta per loro e se ne fregano giustamente di tutta la dietrologia.

Io da mamma, mi faccio contagiare dal loro entusiasmo e dall’atmosfera di allegria e sto volentieri al gioco.

Ma siccome questa non pare una ragione sufficiente per festeggiare in maniera consapevole ai soliti “imbruttiti del web”, vi spiego perché porto i miei bimbi a chiedere “dolcetto o scherzetto?” senza rimorsi.

perché festeggio halloween

Innanzitutto la festa di Halloween deriva dalla tradizione cristiana, quindi non è qualcosa di alieno alla nostra cultura, come spesso si dice (e forse è proprio per questo che ha trovato un terreno molto fertile nel quale attecchire).

Tutte le grandi feste cattoliche avevano una vigilia di festa (Natale e il martedì grasso ci sono tuttora e persino l’Epifania con una paganissima befana che tanto ricorda una strega ne è esempio) Anche nel caso di Ognissanti, ricorrenza istituita a Roma il 1 novembre intorno al 700 d.c: in tutta Europa si festeggiava la vigilia, con diverse tradizioni.

Gli immigrati cattolici irlandesi, poi, importarono i festeggiamenti in America con le rape intagliate, gli immigrati cattolici francesi ci aggiunsero le “danze macabre” ovvero le sfilate in costume della loro tradizione e gli inglesi i dolcetti in cambio di preghiere.

Era nata la festa americana di Halloween, mentre pian piano in Europa la tradizione si perdeva.

E’ vero poi che Halloween è la Festa del diavolo? Sempre nelle origini della festa va ricercato questo equivoco. I puritani americani, che consideravano qualsiasi festa un peccato, vedevano di mal occhio le feste cattoliche e vedevano il cattolicesimo come un cristianesimo  malato intriso di paganesimo e iniziarono una feroce campagna contro questa festa (e anche contro il Natale). Da questo pregiudizio nacque anche l’equivoco storico che Halloween avesse un’origine celtico-pagana legata coi sacrifici umani (notizia storicamente infondata).

Questo pregiudizio pare però aver paradossalmente conquistato anche i cattolici, che ogni anno lanciano anatemi sulla pericolosità di questa festa e diffidano i cattolici da festeggiare.

E ancora più paradossalmente, proprio grazie a  questa reputazione appioppata alla festa, i“satanisti”, sedicenti maghi e affini si sono appropriati di questa notte per i loro “riti”.

Averne paura? Perché mai, la mia festa è ben altro.

Se credete al Diavolo non dovrebbe farvi paura solo il 31 ottobre, se non ci credete è tutta solo superstizione.

Festeggiare streghe zombi e mostri, poi,viene considerato da alcuni macabro e di cattivo gusto. Fa parte di ogni cultura e tradizione esorcizzare la morte e persino riuscire a scherzare sul Male, che altro non è che un modo per esorcizzarlo.

Rappresentare non vuol dire celebrare, tutt’altro.

Vuol dire esorcizzare, sminuire, rendere un gioco anche ciò che fa più paura all’ inconscio umano. Ieri c’erano le maschere e le creature spaventose che vediamo ancora oggi nelle nostre cattedrali gotiche, oggi ci sono gli zombie di The Walking Dead o Freddy Krugger, ma il significato è sempre lo stesso ed è la vita che vince sulla morte.

E’ vero, è una festa commerciale e importata, come dicono alcuni. Magari gli stessi che dopo un mese fanno l’albero di Natale e scrivono la lettera a Babbo Natale (senza sapere che tutto questo non c’entra nulla con la nostra tradizione).

E allora? Cosa c’è di male ad essere aperti culturalmente a tradizioni importate? Festeggiare Halloween non toglie nulla alle nostre tradizioni e al raccoglimento spirituale che può essere necessario per il nostro tradizionale  “giro dei cimiteri”. Tutte le tradizioni e le culture si evolvono, si contaminano, si arricchiscono e poi si perdono sfumando in altro, è successo sempre e sempre succederà, per fortuna.

Cosa c’è di male nell’arricchire il nostro calendario con una ricorrenza in più? E se questo rende un po’ felice anche l’economia, che problema c’è?

E’ anche interessante notare invece che mentre noi ci impadroniamo di Halloween e del suo spirito macabro in America la festa perde sempre di più i suoi connotati tradizionali e assomiglia sempre di più al nostro carnevale e meno all’ Halloween classico.

Tutto è in evoluzione in questo villaggio globale, non accettarlo è chiusura mentale.

Quindi, amici e amiche, ecco perché io preparerò parrucche, costumi e dolcetti e intaglierò  zucche con scarsissimo successo. Per voi, ecco la fatidica domanda: Dolcetto o Scherzetto?

Buon Halloween!

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