Del Perché non saremo a Expo Games

L’Antefatto

Le Instamamme qui scriventi lavorano tantissimo e con passione per il sito che state leggendo ed essendo in contatto costante, seppur virtuale, sono diventate grandi amiche.

Nell’ultimo anno ci sono capitate collaborazioni con diverse aziende e a vario titolo. Mai gratis, ma che ci hanno giusto coperto le spese.
D’altra parte abbiamo appena iniziato: noi dobbiamo crescere, capire come funziona e le aziende devono conoscere noi.
Un giorno ci auguriamo che questo possa diventare il nostro lavoro principale e che possa dare lavoro persino ad altri.

Il Fatto

Ci ha contattate un’Agenzia di Comunicazione proponendoci una collaborazione con Expo Games, la fiera del gioco. Del gioco, capirete: solo il nome era invitante.

Per il progetto non c’era budget (aspetta…dov’è che l’abbian già sentita questa?…), però il rimborso sì e noi ci siamo dette: “Sai che c’è? Non ci vediamo mai, questa è un’opportunità per stare insieme, e poi deve essere divertente. Facciamolo anche gratis!”.

Noi eravamo in 4, i posti erano due, così abbiamo proposto di estendere il buzz marketing ai blog personali delle Instamamme e così anche La Tana e Meduepuntozero hanno messo a disposizione piattaforme (blog e social), pubblico e facce.
Il tutto per un totale di circa 20.000 visitatori unici in un mese.
Gratis.
Mica male, no?

Alla luce dei fatti

Ad oggi, dopo 20 giorni di lavoro, un contest organizzato, una serie di post, condivisioni sui social e frasi tipo: “Hei venite? Ci vediamo là?”, è doveroso informarvi del fatto che non ci troverete.

Questo perché, nell’uggia di un sabato pomeriggio, il cliente (Expogames) alza la testa dalle sue carte e decide di scoprire chi siano i “blogger ufficiali Expogames”, le cui identità sono sempre state lì, a sua disposizione, e scopre che non sono proprio quelli che si aspettava.

Lui non voleva mica mommy bloggers!
Il cliente voleva blog sul gioco, sul giocare, sui cos-player, e gli unici due che si ritrova in elenco sono quelli che ha suggerito lui all’agenzia di comunicazione!
Il cliente voleva un sacco di post, mica solo un bannerino in side bar (o peggio nel footer) e un post con dichiarazione d’intenti ed annuncio dell’investitura prestigiosa: “Blogger Ufficiale Expogames”!
Il cliente ha ben N-mila € (un sacco di soldi, dal suo punto di vista) e non può buttarli via per una, citiamo testualmente, “azione di marketing non idonea”.

Insomma il cliente non è contento, e non è forse arcinoto che “il cliente ha sempre ragione”?

Al di là della retorica, e per dirla tutta, il cliente in questo caso ha ragione davvero.

Tesi: non manca il lavoro, manca chi lo sappia fare.

Ma quando si pianifica una campagna di marketing, non si dovrebbero condividere i testimonial con il cliente ben prima di contattarli?
Quando si pianifica una campagna marketing di questo tipo, non sarebbe opportuno spiegare al cliente cosa si debba aspettare in termini di: numero di post, tipo di condivisioni, numero di condivisioni, livello di engagement (soprattutto quando è tutto a babbo morto)?
Quando si contattano dei blogger, dei testimonial che buzzino un evento attraverso i propri canali web (mettendoci la faccia), non sarebbe opportuno pretendere di condividere i post col cliente PRIMA della pubblicazione, per approvazione?

Noi non siamo un’agenzia di comunicazione, per carità, stiamo tirando a indovinare, ma non ci vuole un genio per capire che qui è stato fatto un lavoro pessimo, anzi, che qui il lavoro non è stato proprio fatto.

Noi ci abbiamo messo la faccia: forse con troppa leggerezza, perché prese da un entusiasmo ed una fregola da adolescenti alla vigilia della gita scolastica, ed ora siamo qui a dare spiegazioni scomode.

Sicuramente però abbiamo imparato la lezione. Anzi, ne abbiamo imparate due:

– Le collaborazioni alla “volemose bene”, anche mai più, grazie. D’ora in poi solo contratti chiari e amicizie lunghe.
– Il web è un posto meraviglioso ma, come il mondo reale, popolato da tanti cialtroni. Promemoria per il futuro: il biglietto da visita non fa il monaco.