Dieci cose che avevo dimenticato

Marta e Giò sono sorelle, e non potrebbero essere più diverse. Giò vive a Parigi, è libera, senza legami – tranne quello con la sua gatta che l’aspetta a casa la sera – e ha intrapreso una brillante carriera nella pubblicità. Marta invece ha scelto l’amore per il compagno e il figlio di tre anni: da Milano si è trasferita in provincia e lavora come speaker in una piccola radio.

Il giorno dopo l’uscita del primo romanzo di Lucrezia Sarnari, aka Ceraunavodka, un simpaticissimo corriere ha suonato alla mia porta. Mi ha consegnato il libro. Ero troppo curiosa e avevo voglia di leggere questo romanzo (che per inciso ho divorato), tanto da non potere aspettare di passare in libreria.

I libri sono per me oggetti del desiderio al pari dell’icona bag o di un paio di sandali ai quali non puoi proprio dire di no.
Ho letto l’opera di Lucrezia in un giorno, io ci ho provato a poggiare il libro sul comodino e riposare. La storia mi ha talmente preso che sono andata avanti fino alla fine, dicendomi “altre 20 pagine”, “solo la fine di questo capitolo”, “cavolo voglio sapere come va a finire questa faccenda, leggerò anche questo capitolo”…

Il titolo è Dieci cose che avevo dimenticato, ma nel consigliarvi questa lettura, mi sono divertita a fare un giochetto e ad elencare le Dieci cose che questo libro mi ha fatto ricordare:

  1. Che se la copertina di un libro vi attrae al primo sguardo (per mille e più svariati motivi), difficilmente il libro in questione vi deluderà.
    Sarà merito della nostra predisposizione verso qualcosa che ci piace? O semplicemente perché la lettura inizia dalla copertina? (Interrogatevi pure su questo quesito marzulliano).
  2. Che adoro le storie che parlano e raccontano di donne. Storie al femminile, in cui la ricerca interiore, la voglia di darsi altre possibilità e di mettere in pratica il buon e sano amor proprio sono il motore del racconto.
    Storie in cui i “maschietti” sono ben accetti (sia chiaro), ma in cui non tutto gira intorno a loro, come Megan Gale in una vecchissima pubblicità.
  3. Che le scelte prese in passato e che ci sembrano immodificabili, mentre la nostra vita scorre sui binari che abbiamo pre costruito, possono invece, non solo essere riviste ma anche “aggiustate” e…tenetevi forte anche del tutto ribaltate.
    E che per le scelte vale la massima chiodo scaccia chiodo.
  4. Che il lavoro e la carriera sono importanti e necessari, ma che non dovremmo mai perdere di vista l’obiettivo primario: che non è quello di guadagnare ma, di tirare il fiato ogni tanto e respirare emozioni.
    Se ci riflettete sempre di guadagno si tratta.
  5. Che seguire le proprie passioni può essere folle e bellissimo allo stesso tempo. Le passioni quelle vere, non dovrebbero mai andare accantonate. Ci fanno sentire vive dentro e ci riallineano con il cosmo.
  6. Che c’è un po’ di Gio e Marta dentro ognuna di noi. L’eterno dilemma tra famiglia o carriera. Ed è per questo che le adoreremo entrambe, in ogni momento della loro crescita personale, ad ogni pagina del romanzo.
  7. Che per quanto Marco possa essere affascinante e odioso, dovremmo imparare da lui. Dovremmo imparare ad ascoltarci di più. Se la nostra coscienza non ci parla, allora dovremmo ascoltare un’amica o un amico. Insomma il Marco della situazione, che si prende la responsabilità di mescolarci le carte in tavola.
  8. Che l’amore vero esiste! Basta solo essere predisposti all’incontro e soprattutto saperlo riconoscere.
  9. Che l’egoismo che ci hanno insegnato a non coltivare verso il prossimo, andrebbe ogni tanto messo in pratica mettendoci al primo posto quando si tratta di felicità…della nostra felicità.
  10. Che in vino veritas…