Giugno: il mio momento switch

Giugno è il mese in cui si chiude un periodo lavorativo e si fanno bilanci. Per chi svolge tipi di lavori diversi a fasi alterne, a volte questo significa anche difficoltà di organizzazione

Giugno è uno strano mese di bilanci: a differenza di ciò che accade a dicembre, in cui il focus è tutto su noi stessi, le riflessioni che nascono in questo momento riguardano la “chiusura” del periodo lavorativo prima delle ferie estive.
Un po’ un prender atto di ciò che vorremmo cambiare del nostro lavoro (o se vorremmo cambiare lavoro in toto!), un po’ occasione per impostare progetti e organizzazioni per il nuovo ciclo che inizierà a settembre.
Per me questo periodo significa difficoltà di organizzazione e mille post-it sparsi per casa per tenere le fila di tutto.

Come ogni anno, ormai, arrivo a questo momento stremata e con la speranza di una piazzola di sosta in cui non dico di fermarmi, ma spero almeno di rallentare un po’.
E come ogni anno, alla fine, dopo aver messo gli impegni nel piatto, mi dico “ok, anche quest’anno ci si riposa l’anno prossimo” ^^’.

La mia situazione è abbastanza particolare, mi rendo conto: mentre nel periodo da settembre a giugno sono incentrata sul mio lavoro online (qui su Instamamme ^^) e sul seguire i bambini nelle loro attività scolastiche ed extra, da giugno a settembre prende vita l’altra parte di me, quella dedita all’artigianato, che mi vede prima produrre freneticamente tutto ciò che ho mentalmente creato nei mesi precedenti e poi misurarmi con i mercatini e con il conseguente gioco di incastri nella gestione dei Patati (che sì, sono ormai grandini, ma che non possono fare il tipo di vita che faccio io, tra orari e fatica).
Un delirio. Quest’anno ulteriormente complicato da una situazione familiare diversa.

Giugno è il mio momento switch: l’ago della bilancia si sposta su altro, il tempo va organizzato in maniera diversa, il sonno inizia a diventare un optional e i pasti un qualcosa che spezza la routine lavorativa a manetta cui mi costringo (e sì, sono giusto un filo esigente con me stessa).

Ogni anno mi dico: Ah, ma questa volta arriverò a giugno con già cospicua parte delle cose realizzate. E ogni anno mi accorgo che, per tantissimi motivi, non ci sono riuscita e che devo impormi orari di lavoro al limite della schiavitù dell’elfo domestico.

Non mi sto lamentando: entrambi i miei lavori mi piacciono e mettono in moto diverse parti fondanti di me. Da una parte l’attitudine ad organizzare e a scrivere, che rintracciate qui, dall’altra quella alla creatività senza schemi o confini, che mostrerò nel mio banco. Io sono questo, in fondo ogni giorno ma lo mostro a fasi alterne.
Ciò però non toglie nulla alla stanchezza, purtroppo ^^’.

Per cui sì, giugno è un momento in cui imposto ciò che avverrà a settembre, in cui faccio bilanci e propositi ma è anche il punto in cui metto in pratica quello su cui ho riflettuto in maniera parallela nei mesi precedenti. Faticoso, certo, ma ovviamente assolutamente stimolante.Se avete consigli per sopravvivere a questo periodo sono molto più che bene accetti…Poi se qualcuno mi regalasse un giratempo, gliene sarei grata per tutta la vita!