Dio (per me) spiegato a un bambino

Spiegare ad un bambino il concetto di Dio può sembrare difficile, soprattutto in una famiglia biculturale. Ma con le parole giuste si può trasmettere un linguaggio di Amore universale e trasversale importantissimo

Voglio spiegarti Dio, mio piccolo Snoopy.

Il tuo papà è musulmano, il suo dio si chiama Allah.
La tua nonna è cristiana cattolica, il suo dio si chiama Dio, in italiano.
La tua mamma è buddhista, lei un dio vero e proprio non ce l’ha perché il suo dio sta in ogni essere vivente.
E se tu ti chiedi chi è Dio, la tua domanda è giusta.

A Natale, il 25 dicembre, si festeggia la nascita di Gesù che è il figlio del Dio della tua nonna.
Molti anni fa, però, intorno a quella stessa data, si festeggiava l’inizio dell’inverno, il tempo del riposo per le piante e molti animali, un riposo che serve a creare la vita che arriva in primavera: anche questa festa apparteneva a una religione, quella pagana che crede che ogni essere vivente sia Dio.

Dio è quella forza invisibile e molto potente che crea e fa muovere l’energia dell’Universo.

L’Universo è tutto il nostro mondo con le case, le strade, le città, le persone, le montagne e i mari, gli animali e tutto il resto, più le stelle e i pianeti e un bel po’ di spazio ancora più in là.
Più tutto quello che c’è dentro il nostro mondo, sotto la terra e dentro la terra.
Più tutto quello che c’era prima della nostra nascita e quello che ci sarà dopo la nostra nascita e la nostra morte.

Dentro l’Universo ogni cosa si muove, non solo gli aerei, i treni, le persone, gli insetti e i venti, i pianeti e le stelle, ma anche il cuore dentro le persone, il caldo e il freddo dentro i venti, l’elettricità dentro i treni, gli insetti sotto la terra e, ancora più giù, il fuoco.

Tutto il movimento è energia.
Dio è la più grande e più forte energia dell’Universo.

E’ la Mamma e anche il Papà di tutte le cose, anche di quelle che non vedi, ma che senti, come l’amore, la compassione, l’emozione, il desiderio, il bisogno, la speranza, il dolore.

L’energia è la vita. Anche la vita non si vede, ma si può osservare: tu sei vivo.

Dio non si vede e non si sente nè con gli occhi nè con le orecchie. E non si può toccare.
Per sapere che c’è bisogna crederci e questo sentimento si chiama fede.
La fede è molto simile alla fiducia.

La fiducia vuole dire lasciare che qualcun altro faccia delle cose per noi, sapendo che le farà bene.
La fiducia è essere sicuri che l’altro non ti dirà una bugia.
La fiducia è sapere che quella persona c’è e ci sarà.
Come quando mi prendi la mano per camminare insieme: lo fai senza pensarci, sai che la mia mano sarà lì.

La fiducia però di basa su delle prove: se ogni volta che la cerchi, la mia mano è lì tu sei contento e mi dai la tua fiducia, ma se una volta la mia mano non è lì subito tu sei sorpreso, e se magari non è lì più sei addolorato e poi per un po’ non credi che la troverai.

La fede, invece, non richiede prove e non è in due sensi: Dio c’è sempre, puoi avere fiducia in lui e non devi fare niente perchè lui sia lì –  lui esiste anche se tu non credi in lui o se non fai niente per lui. Ma non puoi vederlo. Se vuoi, hai solo la possibilità di crederci.

Dal momento che non lo si vede, ci sono anche molte persone che non credono in Lui, che non ne sentono la presenza, ma questo non impedisce loro di vedere e rispettare la bellezza delle cose che Dio ha creato o di comprendere le forze dell’Universo.
Dio è bello proprio perchè sta al suo posto e fa il suo lavoro, senza bisogno che tu faccia niente per Lui.

Fa lui le cose per te, per farti stare bene.
E non ti chiede niente in cambio.
E’ amore puro, incondizionato.

Ci sono persone che lo vedono in tante cose, come le piante, gli alberi, l’acqua, i semi di mela, i gatti sui davanzali, le stelle, i venti, il volo degli stormi, e i nostri nonni e bisnonni che ci guidano dal mondo dei morti: queste persone sono animiste.

Ci sono persone che lo chiamano Krishna, e sono induiste.
Altre che lo chiamano Jhavè e sono ebree.

Se tu credi in Dio, allora magari parli con lui, gli confidi i tuoi segreti, gli chiedi di aiutarti a sopportare un dolore, lo ringrazi per una gioia.
Se tu non credi in Dio, va bene lo stesso.

Se ci credi, puoi scegliere uno dei suoi nomi, e l’insieme di regole che un gruppo di persone ha stabilito.
Questo insieme di regole si chiama religione.

La religione serve, se lo desideriamo, a ringraziare Dio per le cose che fa per noi, attraverso dei comportamenti che ci aiutano a relazionarci con rispetto verso gli altri.
Perchè ringraziare, riconoscere l’amore degli altri verso di noi, di Dio verso di noi, è un gesto che ci fa bene, e che ci fa stare bene.

Le religioni sono tantissime, perché gli esseri umani, nella loro infinita bellezza e diversità, hanno dato molte forme al loro bisogno di dare un nome amorevole e una spiegazione alla vita.

Alcune religioni sono l’unione di altre religioni come la Santeria cubana con il suo mondo di Orishas, divinità che dall’Africa sono andate ad abitare nelle Americhe dove si sono unite ai santi del cristianesimo.
In Senegal, e in altri paesi africani, le divinità della terra si sono mescolate con l’islam.
Ti ho fatto solo alcuni esempi, ma ce ne sono ancora molti altri.

Dio si manifesta in tutte le cose, quelle belle e quelle brutte.
Quando vedi un fiore, o una lucertola, è facile vedere Dio, perchè sono cose belle ed emozionanti.
Quando vedi una guerra è più difficile. Oppure ti viene voglia di arrabbiarti con Dio, perchè lui, così potente, dovrebbe impedire le cose brutte.

Imparerai che Dio ha delle ragioni che non comprendiamo, che è la vita stessa ad avere delle ragioni incomprensibili e che a volte avere fede significa anche non capire le ragioni, ma continuare ad amare Dio nella stessa maniera e a seguire le sue regole.

La regola che mi piace di più del buddismo è quella che dice che la pace interiore è la pace nel mondo: se ogni giorno ci sforziamo di essere in pace dentro di noi, lo saremo anche verso gli altri e aiuteremo il mondo ad essere in pace.
Questa è la cosa più bella che puoi fare, per amare te, piccola preziosa persona, e per amare gli altri.

Dio può essere una spiegazione alla vita, ma non è l’unica: la cosa importante è che tu cerchi di trovare in molti luoghi diversi quelle spiegazioni, dentro di te, con l’aiuto delle arti, della scienza e della tua intelligenza.

 

 

NB doveroso: il linguaggio e le informazioni contenute in questo articolo sono volutamente semplificate, perchè rivolte a un bambino di sei anni. L’autrice non intende sminuire nè offendere nessuno in alcun modo, anzi desidera esprimere il massimo rispetto per ciascuna religione e ciascun credente.

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