E ora cosa mi porto

Quando stai per spostare la tua vita in un posto sconosciuto e in un altro continente, la primissima cosa che fai è, chiaramente, documentarti. La seconda è chiederti: e ora cosa mi porto?
Eggià, perché non è che tu stia andando a fare una vacanzina a Roccacaccetta: devi pensare in funzione almeno del prossimo anno, se non dei prossimi quattro, e non sai cosa ti servirà, cosa troverai e soprattutto cosa NON troverai.
La partenza della famiglia latana era sponsorizzata e si disponeva di un container per fare il trasloco.
Aspetta aspetta aspetta… un container? Ecchémidevoportare, tutto il palazzo?
Ecco, scoprirai che il container ti servirà praticamente TUTTO.
La prima cosa che i coniugi latana decisero di mettere nel famoso container fu la macchina; e no, non la nostra, che non avrebbe resistito alle strade africane in alcun modo… si trattava di trovare un fuoristrada, usato ma in buono stato. Sull’argomento “cerchiamo la macchina in interi 20 giorni mentre organizziamo contestualmente un trasloco intercontinentale” stendiamo un lenzuolo king size pietoso, ché il velo non basta palesemente più… Diciamo solo che dopo aver girato mezza Italia, la macchina è stata trovata e comprata a tipo 20 km da casa dei genitori della fra, son cose.
Saputa la destinazione, il Marito Paziente si era attivato attraverso internet per contattare il collega che avrebbe sostituito e… sorpresa! Per chissà quale atto di bonaria fortuna in quei giorni si trovava in Italia e sì, sarebbero stati ben felici di incontrarci e parlarci un po’ della nuova realtà che ci saremmo trovati ad affrontare di lì a poco.
Ed è così che la famiglia latana ha incontrato la famiglia trapocosaremocinque.
La fra, chiunque la conosca può testimoniarlo, è una gran disordinata, caciarona e fancazzista ma quando deve organizzare qualcosa lo fa coi contro, come dire. Pertanto all’incontro con famiglia trapocosaremocinque si è presentata col suo bel raccoglitore con tutte le domande segnate e lo spazio per le risposte. Sembrava una cosa alla “mi mette una firma contro la droga per favore?”.
Dopo quattro anni in Costa d’Avorio la famiglia trapocosaremocinque evidentemente non si stupiva più di nulla, visto che ha risposto a tutte le domande della fra senza batter ciglio.
In termini mangerecci, cosa è il caso di portare? Guarda trovi tutto ma la pasta costa abbastanza e così pure il pomodoro, quindi portateli. (e la fra segnava 100kg di pasta e altrettanto pomodoro)
Detersivi: fan pena o sono efficaci? No no van bene, puoi anche portarli se vuoi ma li trovi serenamente. (e la fra spuntava la voce “detersivi”)
Vaccinazioni? falle tutte! Pensa ad una malattia del cavolo e lì c’è. Evita giusto quella contro la malaria che c’è rischio rovini il fegato. (e la fra iniziava a sudar freddo)
Insomma una giornata carina e surreale tra due famiglie accumunate da uno stesso percorso, chi alla fine e chi appena appena all’inizio.
La lista delle cose da portare è stata talmente rimaneggiata, rivista e corretta che l’unica cosa che non ha fatto perdere il senno alla fra è stata la loro meravigliosa lista degli scatoloni in formato excell aggiornata in tempo reale del numero progressivo, il contenuto e l’avvenuta chiusura. Lista che poi si è rivelata essenziale per decidere l’ordine di riapertura degli stessi una volta oltreoceano.
A distanza di un anno e mezzo, diciamo che non sono stati constatati grossi errori, per buona misura son state portate troppe cose, però non son stati portati i detersivi, purtroppo (sì, ci sono, ma diciottoeurolaboccia, porca miseria!e se hai due figli piccoli e un marito che è praticamente un acchiappacolore è rilevante), e così pure i mobili del salone (nooooooo, tanto li trovate e non costano nullaaaaaaa…ecco. Vero. Ma valgono ancora meno); un’ottima scelta è stata comprare i regali di Natale della progenie in Italia, per esempio.
Per il resto, stare qui insegna che si può fare a meno di molte, molte cose e vivere bene lo stesso… basta volerlo.