E’ pronto in tavola!!!!

I miei figli sono molto diversi, in tanti aspetti: carattere, modo di fare, gusti. Anche l’approccio al cibo è sempre stato agli antipodi. Bea vorace fin da neonata, è cresciuta con il desiderio di mangiare. Il latte nel biberon non bastava mai ed ancora adesso, se ha nel piatto qualcosa che le piace particolarmente, spesso devo frenare la sua voracità. Andrea l’esatto opposto: svogliato e poco curioso, a un anno e mezzo ho temuto che l’avessero scambiato nella culla perchè si rifiutava di mangiare la pizza (poi si è ripreso per fortuna!).
Naturalmente ora sono grandi e anche Dodo ha leggermente cambiato il suo atteggiamento. Hanno comunque mantenuto le opposizioni di gusti e preferenze, giusto per non complicarmi la preparazione dei pasti!
Carnivora lei, amante dei carboidrati lui (specie il risotto che a Beatrice naturalmente non va); formaggi solo cotti per lei, formaggi sì sempre e comunque lui; verdura preferita, le patate, per Bea, Andrea non vuole neppure il purè, amato da qualunque bimbo (!!!). E via così…
Naturalmente ci sono punti di incontro, altrimenti ad ogni pasto uscirei pazza! E ci sono regole da rispettare (in casa mia non mancano mai!) che per me sono fondamentali.
1. A tavola senza libri/riviste/cellulare (sgarriamo solo al ristornate se l’attesa diventa davvero lunga). Bea leggerebbe ovunque, appena si siede ha in mano qualcosa da leggere. Il che mi fa piacere ma non a tavola. Intanto se è in compagnia non è buona educazione e poi si perde il piacere del mangiare in sè, si dimentica il gusto di ciò che si mette in bocca, si fa tutto in automatico. E questo non va bene per niente! Raramente succede ai pasti, ma capita spesso a colazione, ahimè! Comunque ci sto lavorando (evitando di passare il messaggio al fratello che non va bene leggere…).
2. La televisione neppure la considero. L’abbiamo in un’altra stanza e, comunque, spenta sempre quando si mangia!
3. Si assaggia tutto quello che viene proposto. Conosco bene i gusti dei miei figli, per cui in genere preparo pasti che vanno incontro alle loro preferenze. Ma in alcuni casi capita che io e Daddy mangiamo cose diverse. Propongo sempre un assaggio anche a loro: a volte va bene altre volte no, ma la parola d’ordine è provare. Non voglio imporre nulla ma far capire che solo assaggiando e aprendosi a gusti nuovi si può crescere anche da un punto di vista emotivo.
4. Frutta sempre! Cerco di star dietro alle cinque porzioni di frutta e verdura consigliate, fidandomi delle indicazioni che mi danno loro del pranzo in mensa. In casa cerco di avere almeno tre tipi di frutta fresca ed è una delle cose che faccio scegliere. Il mio tentativo (sembra facile ma non lo è) è quello di far passare la frutta non come un obbligo ma come un piacere. E’ dolce e fresca, come fa a non piacere? E a volte è proprio l’idea di “doverla” mangiare che frega!
5. Si mangia tutti insieme (solo Daddy è esonerato quando torna tardi dal lavoro). Questo accadeva anche quando i bimbi erano piccini, avevano il seggiolone al tavolo e bevevano il biberon mentre noi mangiavamo. Credo che la cena (o il pranzo nel weekend) sia un momento bellissimo per stare insieme, confrontarci, ciacchierare e programmare!

Oltre alle regole di cui sopra, in cucina cerco di farli divertire. Mi aiutano spesso nella preparazione di dolci e non. Sfruttando trasmissioni come Master Chef (che in realtà non hanno guardato ma che ogni tanto racconto loro) o BakeOff Italia (che invece hanno seguito con passione), giochiamo a fare giudici e concorrenti! E i piatti fatti con le loro mani hanno un altro sapore, provare per credere!
Un’ultima cosa che abbiamo scoperto e che piace davvero tanto sono i piatti composti a piacimento e all’ultimo momento. I prìncipi di questo “gioco” sono hamburger e fajitas, ma si prestano anche pizza o cupcakes. Ciascuno sceglie gli ingredienti per personalizzare secondo il proprio gusto. E’ divertente e anche interessante vedere come riescono ad abbinare i vari sapori in un unico piatto. Ve lo consiglio davvero, poi fatemi sapere 😉