Vademecum per un utilizzo consapevole dell’edicola

L’edicola rappresenta una fissa per i bambini e un sollievo (o un tormento) per i genitori, a seconda dei casi. Un vademecum tra il serio e il faceto per un utilizzo della medesima a vantaggio di mamma e papà è senz’altro necessario. [post in collaborazione con De Agostini]

Non te ne eri mai accorta prima, non te lo avevano spiegato al corso pre-parto e neanche una riga sui mummyblog che ti sei messa a seguire 10 minuti dopo il test positivo: l’edicola sarebbe diventata il tuo migliore amico (o il peggior nemico, a seconda dei casi).
Non sapevi che avresti studiato percorsi che includevano o meno il passaggio davanti al chiosco di quartiere a seconda del livello di soddisfazione (o disperazione) parentale.
Non immaginavi che avresti risolto, per una manciata di spiccioli e un anno dopo l’altro, la spinosa questione del cadeaux di compleanno. No, non quello che gli invitati avrebbero fatto a tuo figlio, il festeggiato, ma quello che tu avresti dovuto preparare per loro, rendendoli invariabilmente felici.
Sarebbe successo, ma ancora non lo sapevi: l’edicolante ti avrebbe conosciuto meglio di qualsiasi altro negoziante di zona e avrebbe salutato te e i tuoi figli per nome, anche a distanza.

Dopo essere diventata mamma non hai mai più guardato l’edicola nello stesso modo.

In edicola, oltre ai giornali, trovi più o meno di tutto. Dalle figurine ai pupazzetti, dai tatuaggi agli album da colorare: se non fosse per i bambini, probabilmente si sarebbero già estinte.
Per quanto io sia restia a riempire la casa di giochi e giochini a cui poi mi tocca pure trovare una collocazione, ci sono momenti in cui è inevitabile, se non indispensabile cedere al richiamo.

Per esempio: sono giorni che le mie figlie si intrattengono con i pupazzetti De Agostini della serie Magiki: le nuove coccinelle che cambiano colore con il caldo e con il freddo e che si illuminano al buio e sono contenta così.

Ho sfruttato l’entusiasmo per questi nuovi pupazzetti a mio vantaggio, ma avevo ottime ragioni. Tanto per cominciare, ne avevo una a casa e una a scuola e chiunque abbia figli può intuire quanto possa essere insidiosa una situazione come questa. Quella piccola era entusiasta di ritrovare i compagni e giocare con loro (dopo mesi a giocare quasi esclusivamente con sua sorella), quella grande era impaziente di fare lo stesso e il suo ciondolarmi accanto mentre facevo tutte le cose che normalmente faccio senza di loro la rendeva insofferente e capricciosa. Dovevo inventarmi qualcosa, avevo bisogno di un diversivo, ed ecco che è arrivato: in busta, dall’edicola.

coccinelle magiki

Forte della mia esperienza, e tanto per non perdere di vista i miei sani principi, ho stilato un vademecum personale per un ricorso consapevole all’edicola come alternativa all’esaurimento nervoso, e ora vado a illustrarvelo con soddisfazione.

Vademecum in 4 punti per rendere l’edicola un’alleata di mamma e papà

  1. Un regalo, seppur piccolo e poco costoso, è pur sempre un regalo: se lo devono meritare, ma soprattutto deve rappresentare un’occasione speciale. Meglio scegliere bene il quando e il cosa (soprattutto il cosa: vedi punto 2)
  2. Andateci voi all’edicola, senza i bambini, e scegliete un giochino con cui possano davvero intrattenersi e per più di 5 minuti: niente oggettini microscopici che sono difficili persino da tenere in mano e con cui è impossibile imbastire un vero gioco. Meglio ancora se sono personaggi con un carattere definito: sarà di ispirazione per creare delle storie.
  3. Dopo la (vostra) gita all’edicola e dopo lo spacchettamento rituale condito di meraviglia, dedicate del tempo a giocare insieme a loro: tirare fuori il portafogli per alcuni può essere facile, ma i vostri figli non vi ricorderanno per questo. Si ricorderanno invece del tempo che avete speso buttati a terra a giocare e a condividere il loro entusiasmo e le loro fantasie (questa può suonare come una banalità, ma ripetiamola: noi adulti tendiamo a dimenticarcene, nonni inclusi!).
    Voi, dal canto vostro, vi ricorderete molto bene delle loro faccette contente e sarete più felici anche voi.
  4. Non temete se ne trovate due uguali: i doppioni sono un ottimo alleato di gioco perché stimolano i bambini a condividere. Non so i vostri figli, ma le mie non darebbero via nemmeno le carte delle caramelle dopo che le hanno mangiate. Quando regalano un gioco a un amico è un evento da segnare in calendario. Lo scambio del pupazzetto doppio agevola la faccenda, perché instaura una dinamica win-win: ne escono tutti felici, inclusi voi che non dovete correre a comprare subito un’altra bustina.

Per noi l’occasione speciale è stato l’ultimo giorno di vacanza: lei senza la sorella con cui si intrattiene, io con tutte le mie cose da fare. Il regalo ha rappresentato un diversivo fruttuoso: dopo avere spacchettato le coccinelle Magiki, Angelica ha eletto la sua preferita all’istante: dice che condividono un’identica passione per gli specchi, lo ha letto nel foglietto illustrativo che accompagna ognuna…

coccinelle magiki in edicola

Dopo che me le ha mostrate e raccontate tutte, e dopo che ne ha sperimentato la capacità di cambiare colore e di illuminarsi al buio, le ho proposto di fare un video stop motion usando le coccinelle come protagoniste, è una cosa che ci piace fare insieme ultimamente e ci sta appassionando molto. Dopo un paio d’ore di ritagli, di prove per la coreografia e di set, il risultato è quello che vedete qui sotto:

Avendo passato gran parte della mattinata a giocare con me, non c’è stato bisogno di convincerla a continuare da sola: ha letto il magazine che accompagna le Magiki, ha improvvisato storie e ha messo da parte le doppie da regalare a sua sorella. E io ho avuto tempo di gestire le mie cose in pace.

coccinelle magiki in edicola con il magazine

Sempre in virtù dei “sani principi”, ho preteso che anche le non-doppie fossero spartite equamente con la sorella, che ne è stata felicissima e si è unita al gioco con entusiasmo. E così io mi sono aggiudicata un’ora di quiete extra.

Poi quando la cena era quasi pronta abbiamo litigato perché “la doccia no!!”, ma non si può pretendere un miracolo, neanche dall’edicola, no?

Coccinelle magiki in edicola sono 12

[post in collaborazione con De Agostini]