Fare amicizia in spiaggia a 30 anni: ti piacerebbe

Fare amicizia in spiaggia a 17 anni ci sembrava difficilissimo, eppure eravamo piene di “amici del mare”. Fare amicizia in spiaggia a 30 anni, con figli al seguito, ci sembra facile. E invece.

Fare amicizia in spiaggia a 30 anni con figli al seguito non è facile, nemmeno se nel bar dello stabilimento fanno aperitivi strepitosi.

fare amicizia in spiaggia

Io mamma di A, tu mamma di B, noi amiche?

Quando cerchi di fare amicizia in spiaggia a 30 anni e hai figli, la relazione parte già in svantaggio: prende l’abbrivio dai racconti di pappe e nanne, o scuola e sport o chi lo sa di cosa parlate voi madri di preadolescenti – non ci sono ancora arrivata e non ho fretta di raggiungervi -, per poi arenarsi prematuramente quando ti trovi a cercare nella tua testa il nome dell’altra, archiviata come “mamma di” dal primo istante, e questo dà già la misura della qualità della relazione che potrai intrattenere con lei.

Ti consoli quando scopri che anche lei non ha registrato il tuo: ne hai conferma nel momento di imbarazzo che segue quello in cui decidete di scambiarvi il numero di telefono. Il segreto per uscirne meglio dell’altra, a quel punto, è essere abbastanza veloce da tirare fuori il cellulare e dire per prima: “Dettami il numero, dai, che ti faccio uno squillo“. Subito dopo le dirai il tuo nome, premurosa, anticipandola nella fatidica domanda che provocherà al contempo una naturale e provvida reazione: lei ti dirà il suo senza che tu abbia dovuto chiedere.
Se siete abbastanza machiavelliche, a quel punto potete aggiungere: “Certo, quello lo so, ma il cognome?

Come ovviare al problema

Ho una conoscente, la chiamerò “mamma di C.” anche se ormai conosco bene il suo nome, che mi ha insegnato una tecnica di “archiviazione numeri di mamme” piuttosto efficace: esiste la possibilità di “aggiungere campo” sulla rubrica – se avete IOS, cercate in fondo alla singola voce di contatto -, lei aggiunge “Qualifica” e lì è dove inserisce il nome del bambino, o meglio, la locuzione “mamma di” e devo dire che non mi dispiace affatto l’idea di essere “qualificata” come Mamma di, così l’ho copiata.

La brutta notizia

Nonostante abbiate superato la prova dello scambio di numero di telefono, lo schianto della vostra relazione sarà comunque inevitabile e si verificherà quando userete quei numeri per fissare un incontro di gioco, o un gelato serale sul mare: vi ci vorranno non meno di 20 nuvolette verdi e blu per individuare la finestra temporale che faccia al caso di tutti e poi comunque i piani salteranno perché qualcuno si ammalerà.

Sperate solo di non essere voi.

La bella notizia

La differenza, nella felice costruzione della relazione con la vostra nuova potenziale amica, la potrebbero fare i maschi – quelli che in famiglia sono più o meno vostri coetanei -, certo, ammesso che non fosse difficile incontrarsi tutti insieme nello stesso posto.

Madri e padri dell’epoca moderna, ve ne sarete accorti, vivono in un paradosso per il quale raramente si trovano contemporaneamente a gestire la stessa attività di cura dei figli: a scuola vanno a prenderli a turno, con l’effetto che ognuno stringe le sue amicizie e che queste quasi mai collimano (anche perché, a differenza nostra, gli uomini non perdono tempo a confrontarsi sull’anamnesi dei figli e sui loro risultati scolastici, passano direttamente a roba tipo la squadra del cuore, il torneo di ping pong che si svolge dietro la quinta fila di ombrelloni, la ricetta degli spaghetti alle vongole e friarelli: insomma, roba su cui si possono mettere le basi, se non di una lunga amicizia, almeno di una bella serata).

Il paradosso estivo, prevede che un genitore sia residente e che l’altro faccia il pendolare nel fine settimana – di solito il secondo è il papà, ma non compatitelo perché la sua è una posizione invidiabile, al punto che l’anno prossimo farò di tutto per aggiudicarmela.
Ecco dunque che la combinazione miracolosa di compresenza sulla sabbia ardente di voi potenziali nuove amiche + figli + mariti, sia abbastanza difficile, ma vero è che quando si verifica, finalmente gli aperitivi del chiosco cominciano ad avere molto senso e quel punto quel che non avete fatto voi, lo faranno gli Spritz e voi diventerete best frieds forever
La bella notizia è che potrebbe durare davvero “per sempre”, o almeno fino a quando i vostri figli saranno quelli seduti al tavolo dell’aperitivo e voi quelli che giocano a bocce nelle retrovie – ché per seguire la pallina del ping pong non avete più abbastanza diottrie).

Social Summer

Quello che potrebbe aiutare noi mamme in cerca di nuove amicizie sul bagnasciuga, sarebbero senza dubbio i social network: volete mettere avere a disposizione un florilegio di profili da analizzare alla ricerca, tra le vicine di ombrellone, della candidata perfetta?
Potreste scoprire i suoi gusti musicali, le inclinazioni politiche, le preferenze cinematografiche senza nemmeno dover chiedere!
Quanto tempo risparmiato, quante maggiori le possibilità di successo!

Tuttavia c’è un problema: dal momento che 4Square non lo usa neanche chi se l’è inventato e che la paura dei maniaci spinge le mamme a non geolocalizzarsi né su Instagram né su Facebook, è praticamente impossibile fare indagini preventive sulle nostre vicine di ombrellone. Potremmo cercarle dopo esserci presentate, se questa fosse una pratica diffusa, ma abbiamo già detto che per guadagnare il nome di battesimo bisogna arrivare almeno allo scambio di numero e a quel punto la selezione sarebbe irrimediabilmente tardiva.

La soluzione

Una soluzione c’è, e perdonatemi se ve la rivelo solo ora ma dovevo pur trascinarvi alla fine di questo articolo in qualche modo: l’amica portatevela da casa.
Tra gli altri vantaggi c’è la condivisione dell’affitto, ma abbiate cura di scegliere una casa con un bel terrazzo, perché quando finalmente tutti i bambini saranno a letto, voi finalmente vi sentirete in vacanza, per qualche minuto.

Poi stramazzerete a letto anche voi, rimpiangendo di non essere quelli che sono rimasti in città a lavorare, poverini.