Fare progetti per un nuovo anno: entusiaste o ansiose?

Progettare è la parola comune di ogni inizio anno. Ma prevale l’ansia o l’entusiasmo per quello che ci siamo prefissati? La parola alla psicologa

What we call the beginning is often the end. And to make an end is to make a beginning. The end is where we start from.” – T. S. Eliot

Le parole di Eliot mi tuffano a pieno nel tema del post: fine di un anno, inizio di quello successivo: bilanci e propositi.

Soprattutto i secondi son quelli che più mi interessano. Sebbene siano importanti anche i bilanci, da vivere come analisi e verifiche per riuscire a migliorare, per trarre insegnamenti, per valutare a pieno le positività e apprendere lezioni importanti dalle criticità.

Tuttavia, con l’inizio dell’anno nuovo facciamo soprattutto propositi, progetti.

Ci piace.

Ci regala quella meravigliosa sensazione di nuovo inizio.

Anche però, a volte, quella spiacevole sensazione di ansia da prestazione, di timore di disattendere quel che speriamo di realizzare. Paura.

Se è vero da un lato che se si vuole concretizzare un’idea bisogna fare un buon progetto e stabilire step by step le fasi di realizzazione con un piano di lavoro preciso. D’altro canto è vero pure che lasciarsi fluire, seguire l’istinto e cogliere al volo certe occasioni ci permette in alcuni momenti della vita di realizzare più di quanto siamo mai riusciti a fare con le più precise scalette di scadenze lavorative.

Cosa ne pensano le mie amiche?

Ve l’ho chiesto:

Come ti fa sentire fare progetti/propositi per il nuovo anno?

Già solo la parola progetto mi carica di entusiasmo. (M.)

In generale guardo al futuro con speranza e cerco sempre di ragionare sulle cose andate male per poter capire come farle andare bene la volta successiva. (S.)

Mi carica di entrambe le cose. Entusiasmo perché con la fine dell’anno spontaneamente mi viene da tirare un po’ le somme dell’anno che è stato e quindi di conseguenza con l’inizio del nuovo partono i buoni propositi e i nuovi progetti. Ansia perché c’è sempre la paura di non riuscire a realizzare ciò che si è prefissato. (C.)

Ho grandi progetti per il nuovo anno, comprensibilmente, quindi ti dico senza dubbio entusiasmo!
A parte quest’anno, in generale fare progetti mi mette sempre entusiasmo: che vadano in porto o meno so che ci metterò tutto quello che posso e va bene così! (F.)

A me fanno anche un po’ d’ansia (T.)

Io cerco di vivere alla giornata, forse perché mi sono scottata facendo progetti che poi non sono andati a buon fine. Vivo di improvvisazione così mi diverto di più (S.)

Sinceramente? Ho smesso di farli! Altrimenti le delusioni sono infinite (I.)

A me riempiono di entusiasmo! Nonostante le fregature che ho avuto nella vita, sono un’inguaribile sognatrice convinta che prima o poi la ruota giri!! E il tempo per ora mi sta dando conferma (V.)

Ho un grandissimo progetto per il prossimo anno e ho sentimenti contrastanti: tanto entusiasmo perché mi rimetto in gioco e tanta paura di non essere più all’altezza, paura di non riuscire. Comunque sicuramente vince l’entusiasmo perché se no non ci proverei neppure (S.)

Mi carica di entusiasmo, le novità e tutto ciò che è progettare mi piace molto e mi permette di fare e sperimentarmi in nuovi contesti (D.)

Qualcuna prova ansia, qualcun’altra entusiasmo allo stato puro, altre, forse la maggior parte di noi, un misto delle due emozioni.

È facile che capiti di provare entrambe le emozioni perché si tratta in effetti di un conflitto.

Desideriamo e temiamo al tempo stesso quel che ancora non viviamo, poiché come ogni cosa nuova non è rassicurante come quel che conosciamo già.

Cosa possiamo fare per superare le paure che ci possono impedire di godere a pieno delle novità che vogliamo raggiungere?

C’è chi ha imparato a vivere in una maniera più piena e spirituale la sua vita anche nel concretizzare i progetti:

Ho sempre pensato fosse buono programmare e far progetti, specie per l’anno a venire. In passato, quando ero all’università usavo quaderni interi per scrivere tutto ciò che avrei pensato di fare non nell’immediato ma a lungo termine. Sogni per lo più. Alcuni si sono avverati, altri sono rimasti solamente sogni. Ora che sono più grande, che ho una bimba, cerco di vivere il qui ed ora, anche perché è l’unica cosa davvero certa. Ricordo che ero entusiasta delle mie bellissime e lunghissime liste di propositi e non avevo affatto ansia, anzi! Mi sentivo realizzata è perfettamente a mio agio. Crescendo mi sono resa conto invece che mettere in moto la cosiddetta legge di risonanza (di attrazione) non sta nello scrivere quel che sarà! Ma immaginare di averlo già e sentirsi pienamente grati del qui ed ora. Certamente non è facile! Per niente direi! Però ci sto mettendo tutto l’impegno, sicura di riuscirci. Parlo solamente al presente ormai. (J.)

C’è chi trova un suo rituale personale o famigliare per affrontare questo “momento di passaggio”:

In genere non faccio progetti perché vivo alla giornata e se anche li faccio non ho la costanza per perseguirli. In genere mi mette ansia capodanno perché è una festa che odio. Tutti “obbligatoriamente” devono divertirsi. Da quando ho figli con la scusa che loro sono piccoli evito i festeggiamenti. Da 2 anni festeggiamo in convento con un nostro amico frate condividendo 4 giorni di fraternità con persone che vengono da tutta Italia. Non è a base strettamente religiosa, viviamo dei momenti di riflessione e condivisione sulle nostre vite. Questo mi piace. (F.)

Vivere intensamente una filosofia di vita che ci aiuta a sentirci più evoluti e stabili.

Accompagnare un cambiamento con un rituale.

Sono entrambe strategie psicologiche e pratiche che supportano i cambiamenti e l’evoluzione di sé.

Ecco.

Evolvere se stessi.

Credo sia questo l’obiettivo cui poi tutte noi, ciascuna a modo proprio, miriamo.

L’augurio che allora mi sento di farvi, parafrasando Judy Garland, è:

Ogni nuovo anno siate una migliore versione di voi stesse.

Auguri per un buon 2017.

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