Fare squadra in una coppia mista

Una coppia mista può essere una squadra perfetta, non sempre però. Ecco cosa succede quando manca un po’ di elasticità e perché.

Si dice che una coppia perfetta sia quella che fa squadra, che si amalgama così bene da stringere le maglie della rete che si è costruita. E creare un nucleo nuovo e irripetibile.
E’ possibile che succeda anche quando ci sono forti differenze culturali.
Certamente, è possibile.
Ma a volte no.
A volte le differenze culturali possono creare una sorta di insana competizione tra i membri della famiglia, e la coppia, facilmente, scoppia.

Se ognuno dei due ha un forte senso delle proprie radici e le radici sono molto diverse, non sempre conciliarle è così scontato: nella maggior parte dei casi le coppie scoppiano sull’educazione dei figli, sulla distribuzione dei ruoli in casa, sulla vita sociale di coppia, sulle feste comandate e sui rapporti con le famiglie d’origine.

Vorrei però chiarire una cosa prima di raccontarvi alcune brevi storie: quando parlo di avere un forte senso delle proprie radici non lo dico necessariamente (oggi e qui) in senso positivo.
Oggi voglio parlare di quando le radici culturali sono un limite, da entrambe le parti.
Non è sempre così, anzi.
Ma in alcuni casi lo è.
A volte le radici soffocano.

Ed è proprio quando sono messe alla prova e non risultano essere abbastanza elastiche da modificarsi senza spezzarsi, che una coppia non fa squadra e più trovarsi in serie difficoltà.

Per esempio…

…Quando lui ti spiega (questo mi successe anni fa con un fidanzato di breve durata, e ancora sto ridendo), che Allah ha stabilito che sia l’uomo a portare la donna in Paradiso, dunque è responsabile della sua (di lei) condotta morale, dunque ha il diritto e anzi il dovere di dirle cosa fare e come e quando. Altro che squadra!
Avevamo vent’anni, lui non era aggressivo nè cattivo, ma molto determinato. E io ero certamente meno saggia e meno tollerante di quanto non sia oggi – nondimeno prima di ridergli in faccia mi sono informata presso un imam che mi ha spiegato che ognuno, uomo o donna, è responsabile per la sua propria condotta. Ho capito che il mio fidanzato cercava un pretesto per tenermi al guinzaglio e me ne sono andata.
Oggi farei lo stesso, magari semplicemente con un pochino più di comprensione e tenerezza verso le umane debolezze.

…Quando lei, stufa marcia del villaggio africano e del caldo, della malaria, della siccità e della fatica quotidiana, punta i piedi per vivere, insieme al marito europeo, in Europa. E lui, new hippie desideroso di vita agreste, non vuole altro che stabilirsi presso la famiglia di lei e viverci la maturità e possibilmente la vecchiaia.
La volta che il secondo dei loro quattro figli si ammalò sul serio e lì, dov’erano, rischiò di morire, la famiglia tornò velocemente in Europa, con buona pace della vita agreste.

…Quando lui aitante canadese pieno di vita e di energie, che vive spostandosi e si aspetta lo stesso dalla sua compagna, viene lasciato da lei fidanzata italiana un po’ troppo mammona.
La quale, peraltro, sarebbe stata perfettamente disponibile ad andare dietro al giramondo se suo papà, impaurito pugliese convinto che una donna sia frutto della propria famiglia, che non possa vivere senza le sottane di mamma, e come farai quando avrai figli??, non si fosse fieramente opposto.
Fino a che lei non finì per dare ragione a papà e lasciare il bel canadese.
Che quasi quasi me lo andavo a cercare io e ci facevo una bellissima squadra.

…Quando lui stabilisce che tu, mamma, non solo non possa decidere il nome del figlio che porti, ma non possa nemmeno saperlo fino al settimo giorno dalla nascita.
Per alcune donne affidarsi così completamente al marito è rasserenante, rassicurante: sicuramente in questo caso una coppia non scoppierebbe.
Per me non lo è.

E poi ci sono le lotte per stabilire quali festività religiose celebrare e con chi, dove passare le vacanze, se i figli devono imparare da subito la lingua di entrambi i genitori o meno, se i figli vanno educati in maniera severa e punitiva come facevano i nostri genitori, oppure in maniera più rispettosa ed equilibrata, se tutti e due si fa vita sociale e se si frequentano gli amici di lui o di lei o di entrambi. E via dicendo.
E, in piccola o in grande parte, molte di queste cose, di queste pretese, di queste aspettative fanno parte di ogni coppia, non solo di quelle miste: e ogni coppia su questi argomenti costruisce le alleanze e fa squadra o purtroppo, incunea le rotture.
La difficoltà in più, in una coppia mista, sta probabilmente nell’inatteso: bene o male sappiamo su quali cose è possibile scontrarsi all’interno dell’universo culturale che ci è famigliare, mentre al di fuori di questo qualunque proposta è possibile.
L’elasticità fa la forza.
E fa la squadra.

fare squadra
Ph. credits Radiospeaker